L’Islam: I suoi Fondamenti e i suoi Principi


 

Professor Muhammad bn Abdullah Al Suhaim

Facoltà di Educazione Islamica presso

l’Università del Re Saud – Al Riadh

 

 

 

Ministero degli Affari Islamici, delle Fondazioni Pie,

della Predicazione e dell’Orientamento.

Agenzia delle Pubblicazioni e della Ricerca della Scientifica

Nota del Traduttore:

Lode sia ad Allah, Colui al quale appartiene ogni lode, e che l’elogio sia al Suo inviato Muhammad e a tutti i profeti e messaggeri.

Ringrazio Iddio che mi ha permesso di terminare la traduzione di codesta opera e prego che renda quest’umile sforzo di giovamento per i lettori, musulmani e non, e lo renda altresì causa di rettitudine nel mondo e di successo nell’aldilà.

La traduzione è stata portata a termine direttamente dal libro originale in lingua araba, ivi compresi i detti coranici e profetici, in seguito alla gradita richiesta personale rivoltami dal suo autore, il professor Muhammad Al Suhaim, che Iddio lo protegga e lo ricompensi.

Che Iddio ricompensi altrettanto tutti coloro che mi hanno aiutato nel completare l’opera, in modo particolare la mia famiglia, mia moglie e i miei figli, e i fratelli che hanno contribuito a revisionare e rileggere questo lavoro.

L’ho tradotto pensando ai miei fratelli e sorelle, molti dei quali non comprendono a pieno la lingua araba, sperando che quest’opera possa essere un ulteriore supporto per loro, per comprendere la propria religione.

L’ho tradotto pensando altresì ai miei amici, ai miei compagni, ai miei professori e ai miei vicini, tra i non musulmani, ai quali ho sempre voluto trasmettere quel che non solo ritengo, bensì è effettivamente, l’essenza stessa di questa vita. Sono difatti tutte persone per le quali desidero tutto il bene di questo mondo e dell’aldilà, e dunque, come gesto di riconoscenza nei loro confronti, e nello stesso modo in cui loro mi hanno beneficiato con il bene che possedevano e possiedono, ho voluto ricambiare con la somma verità e massima moralità, sdebitandomi dal bene umano col bene divino, presentando loro il Messaggio di Dio e quello dei Suoi messaggeri.

Che Iddio giovi ogni lettore con la guida, la rettitudine e la serenità del cuore e dello spirito.

 

Il Traduttore

Rezk Mohamed A. Ismail

(rezk.26@hotmail.com, rezktrad@gmail.com)

Al Madinah Al Munawwara, 7 Thul Higgiah 1434 – 12/10/2013.


Introduzione:

La lode sia ad Allah, Colui al Quale appartiene ogni lode. Lui lodiamo, a Lui chiediamo aiuto ed a Lui chiediamo perdono. Ci rifugiamo in Allah dai mali delle nostre anime e dai peccati delle nostre opere. Chi Allah guida, di certo nessuno potrà deviarlo, e chi Allah devia, di certo nessuno potrà guidarlo.

Testimonio che non vi è dio autentico, degno di adorazione, se non Allah, Lui unico senza socio alcuno; e testimonio che Muhammad è Suo servo e Messaggero, che Allah lo elogi e lo preservi di abbondante preservazione.

 

Dopo di ciò:

 

Invero Iddio ha inviato i Suoi messaggeri al creato affinché non vi siano scusanti per la gente nei confronti di Allah in seguito alla loro venuta, e ha fatto scendere i Libri come guida, misericordia, luce e guarigione. Inizialmente, i messaggeri venivano inviati in modo particolare ai popoli da cui provenivano, i quali ne custodivano poi le Scritture ad essi rivelate. Queste però tramontarono, e le loro prescrizioni subirono distorsioni e manipolazioni, considerando che furono rivelate a comunità particolari, in determinate epoche.

In seguito, Allah ha distinto tra gli altri il Suo profeta Muhammad [ﷺ][1], rendendolo il sigillo dei profeti e dei messaggeri. Disse l’Eccelso: {Muhammad non è il padre di nessuno dei vostri uomini, bensì è Messaggero di Allah e sigillo dei Profeti}[2] [3]. Lo ha onorato col miglior libro mai rivelato, cioè il Magnifico Corano, di cui Egli ha garantito l’integrità, infatti disse: {Invero Noi abbiamo fatto scendere il Ricordo e Noi ne siamo i custodi}[4], e ha reso il suo ordinamento definitivo, sino all’avvenuta dell’Ora[5]. Tra i segni che distinguono il suo carattere definitivo, ha posto la fede nel suo messaggio, il richiamo a esso e quindi la perseveranza in tutto ciò. Difatti questa è la metodologia di Muhammad [ﷺ] e dei suoi seguaci dopo di lui, caratterizzata dal richiamo ad Allah con lungimirante sapienza. Disse nel Nobile Corano: {Dì: “Questo è il mio sentiero, richiamo ad Allah con lungimirante sapienza, io e coloro che mi seguono e Gloria ad Allah e invero non sono io politeista”}[6].

Gli ha ordinato di sopportare con pazienza il nocumento che sarebbe conseguito al richiamo verso il sentiero di Allah, così disse l’Elevato: {Sopporta con pazienza come hanno sopportato con pazienza i Messaggeri titolari di determinazione}[7], e disse gloria sia a Lui l’Eccelso: {O voi che avete prestato fede pazientate, perseverate e persistete nella lotta e temete Allah sì che possiate aver successo}[8].

Così, seguendo questa nobile metodologia divina, ho scritto questo libro di richiamo ad Allah, osservante il Suo Libro ed adottando come guida la condotta del Suo Messaggero [ﷺ].

Vi ho illustrato sinteticamente nozioni riguardanti la creazione dell’universo, la creazione dell’uomo – esaltando l’onore che gli è stato attribuito – l’invio a lui dei messaggeri, la condizione delle religioni precedenti, mostrando poi la definizione dell’Islam e i suoi pilastri.

Chi desidera dunque la guida, ecco le prove tra le sue mani.

Chi ricerca la salvezza, gli ho indicato la sua strada.

Chi aspira a seguire le tracce dei profeti, dei messaggeri e dei ben disposti, allora ecco a lui il loro cammino.

Chi invece vi rinuncia, allora conduce se stesso all’ottusità e s’incammina sulla strada della perdizione.

I seguaci di ogni religione richiamano le persone ad essa e credono che la verità vi sia contenuta, escludendo le altre, e i seguaci di qualsiasi dottrina richiamano la gente a seguire il fondatore della loro dottrina, e a celebrare il leader del loro cammino.

Il musulmano invece non richiama a seguire il suo sentiero poiché non possiede un cammino proprio, bensì la sua religione è la religione di cui Allah si è compiaciuto.

Disse l’Eccelso: {Invero la religione presso Allah è l’Islam}[9]. E non richiama all’esaltazione di persone, poiché tutte le persone nella religione di Allah sono di pari livello, e nulla distingue l’uno dall’altro se non il timore di Dio.

Perciò richiama la gente ad incamminarsi sul sentiero del proprio Signore, al prestar fede ai Suoi messaggeri, ed al seguire il Suo ordinamento, che ha rivelato al sigillo dei Suoi profeti, Muhammad [ﷺ], e che gli ha ordinato di riferire a tutte le persone.

Per questo motivo ho scritto questo libro richiamante alla religione di cui Allah si è compiaciuto, e con la quale ha inviato il sigillo dei Suoi messaggeri. Essa è un monito per chi desidera la guida, e una buona novella per chi desidera la felicità, poiché per Dio, nessuna creatura potrà mai raggiungere la felicità autentica se non attraverso questa religione, come non potrà conoscere la serenità se non chi presta fede ad Allah come Signore, a Muhammad [ﷺ] come messaggero e all’Islam come religione.

Migliaia di guidati all’Islam – nel passato e nel presente – hanno testimoniato il fatto di non aver conosciuto il vero senso della vita se non dopo aver abbracciato l’Islam, e di non aver assaggiato il gusto della felicità se non sotto la sua ombra… e giacché ogni persona ricerca la felicità, insegue la serenità e indaga sulla verità, ho dunque composto questo libro, e chiedo ad Allah di rendere quest’opera sincera per il Suo Volto, richiamante al Suo sentiero, e che ne conceda l’apprezzamento, e di far si che sia tra le opere che apportano vantaggio al suo autore nella vita mondana e nell’Aldilà[10].

Permetto, a chiunque lo volesse, di stamparlo o tradurlo in qualsiasi lingua, con la condizione però di mantenere la fedeltà della traduzione.

 

Dunque, lode sia ad Allah all’inizio e alla fine, manifestamente e intimamente, e lode sia a Lui in pubblico e in segreto, e lode sia a Lui nel mondo e nell’Aldilà, e in misura di ciò che riempie i cieli e riempie la terra e di ciò che riempie ciò che Egli vuole, e l’elogio sia su Muhammad, sui suoi Compagni e su chi segue la sua metodologia e s’incammina sul suo sentiero, e li preservi d’immensa preservazione sino al Giorno del Resoconto.

 

 

L’autore:

Il professor Muhammad bn ‘Abdullah bn Salih Al Suhaim.

Al Riadh, 13/10/1420 d.H.

 

Dov’è la strada?

Quando la persona cresce e inizia a comprendere, moltissimi interrogativi affluiscono nella sua mente, del tipo:

“Da dove sono venuto?”;

“Perché son venuto?”;

“Dove andrò?”;

“Chi ha creato me e ha creato quest’Universo che mi circonda?”;

“Chi possiede quest’universo e chi lo amministra?”, e altre domande simili.

Tuttavia la persona non ha possibilità di trovare da se le risposte a questi interrogativi, e nemmeno la scienza moderna ha la possibilità di elevarsi a tale livello di comprensione, poiché si tratta di concetti che rientrano in ambito religioso, ed è per questo motivo che vi sono più versioni e variegate leggende e miti intorno a queste tematiche, un dato di fatto che contribuisce ad aumentare i dubbi e le preoccupazioni dell’individuo.  Allo stesso modo, non gli è possibile raggiungere la risposta adeguata ed esaustiva a tali quesiti senza la guida di Iddio alla giusta religione, che perviene col detto determinante in queste e nelle altre questioni, poiché queste appartengono ad idee metafisiche, e la retta religione rappresenta l’unico detentore della verità e dell’indicazione definitiva a riguardo, poiché è l’unica indicazione proveniente da Dio, che l’ha appunto rivelata ai Suoi profeti e messaggeri.

Per questo motivo è obbligatorio che l’individuo ricerchi la religione corretta, imparandola e prestandovi fede, in modo che si liberi dalle sue perplessità e dai suoi dubbi, imboccando dunque la Retta Via.

Nelle seguenti pagine ti inviterò a seguire la Retta Via di Allah, ed esporrò davanti ai tuoi occhi alcune prove, dimostrazioni e testimonianze, affinché tu possa osservarle con equità, calma e riflessione.

 

L’esistenza di Allah, la Sua signoria, la Sua unicità e la Sua identità divina, gloria sia a Lui:

Gli infedeli considerano idoli delle creature come alberi, pietre o altri esseri umani. Chiesero gli ebrei e i politeisti al Messaggero di Allah [ﷺ] a proposito della qualità di Dio e di cosa fosse, e così rivelò Iddio: {Dì:”Allah è l’Unico, Allah è Colui verso il quale tutte le creature tendono e si dirigono nel momento del bisogno, non ha generato e non è stato generato, e non nessuno è a Lui consimile”}[11].

Si presentò, gloria sia a Lui, ai Suoi servi dicendo: {Invero il vostro Signore è Allah, Colui che creò i cieli e la terra in sei giorni, poi si elevò sul Trono. Copre con la notte il giorno che lo sussegue velocemente. Il sole, la luna, le stelle sono assoggettate al Suo ordine. Non è a Lui che appartengono la creazione e l’ordine? Sia sempre più elevata la benedizione di Allah, Signore dei creati}[12].

E disse: {Allah è Colui che ha innalzato i cieli senza colonne, che difatti non vedete, e in seguito si elevò sul trono. Assoggettò il sole e la luna: ciascuna di queste scorre fino ad un termine stabilito. Gestisce la situazione ed esplica i segni, affinché abbiate certezza dell’incontro del vostro Signore. Ed è Lui che ha disteso la terra e vi ha infisso monti radicati, fiumi e di ogni frutto ha reso specie di doppia identità. Copre con la notte il giorno}, fino a che disse: {Allah sa ciò di cui è incinta ogni femmina e sa dell’utero la diminuzione e l’aumento, e ogni cosa presso di Lui è in misura definita. Sapiente dell’incognito e del percepibile, il Grande, il Sublime}[13].

E disse: {Dì: “Chi è il Signore dei cieli e della terra?”. Dì: “Allah!”. Dì: “Prendete forse all’infuori di Lui patroni che non possiedono per se stessi beneficio ne danno?”. Dì: “Sono forse di pari livello il cieco e il vedente o sono forse di pari livello le tenebre e la luce? O forse hanno reso ad Allah consoci che hanno creato come la Sua creazione così da confondersi circa la creazione?”. Dì: “Allah ha creato ogni cosa ed è Lui l’Unico, il Soggiogatore}[14].

E ha mostrato, gloria sia a Lui, i Suoi segni come dimostrazioni ed evidenti prove, così disse: {E tra i Suoi segni vi sono la notte e il giorno, il sole e la luna. Non prosternatevi al sole o alla luna, ma prosternatevi ad Allah, Colui che li ha creati, se Lui davvero adorate. E tra i Suoi segni vi è la terra che vedi arida, ma quando vi facciamo scendere l’acqua palpita e rigonfia. Invero, Colui che le ha ridato vita, ridà vita ai morti. Di certo Lui è in grado di far qualsiasi cosa}[15].

E disse, gloria sia a Lui: {E tra i Suoi segni vi è la creazione dei cieli e della terra e la diversità dei vostri idiomi e dei vostri colori. Invero in ciò vi sono prove per color che sanno. E tra i Suoi segni vi è il vostro sonno nella notte e la vostra tendenza a ricercare il Suo favore di giorno}[16].

E ha descritto Se Stesso con gli Attributi della bellezza e della perfezione, così disse: {Allah, cui non vi è dio, autentico degno di adorazione, se non Lui, il Vivente, Colui che mantiene Se Stesso e tutto il creato. Non Lo colpiscono sopore né sonno. A Lui la proprietà di tutto ciò che è nei cieli e nella terra. Chi può mai può intercedere presso di Lui se non col Suo permesso? Egli sa (delle creature) il loro avvenire e il loro passato, e non ottengono nulla della Sua sapienza se non ciò che vuole}[17], e disse: {Colui che perdona il peccato, che accoglie il pentimento, che è severo nel castigo, detentore di grazia. Non vi è dio autentico, degno di adorazione, se non Lui. La destinazione è da Lui}[18], e disse: {Egli è Allah, Colui con il quale non vi è dio autentico, degno di adorazione, se non Lui, il Re, il Purissimo illibato da qualsiasi mancanza, l’Integro da qualsiasi difetto, il Fedele, Colui che vede e sa ogni cosa, l’Eccelso, Dominatore, il Supremo. Gloria sia ad Allah, da ciò che gli assocciano}[19].

Questo è il Signore, il Dio Saggio, l’Onnipotente che si è presentato ai Suoi servi e ha mostrato a loro i Suoi segni e le testimonianze e ha descritto Se Stesso con gli Attributi della perfezione. La Sua presenza, la Sua signoria e la Sua identità divina, sono dimostrate dai messaggi profetici, dalla logica razionale, dalla naturale primordiale della creazione, e a tal proposito vi è unanimità dei popoli, e ti mostrerò qualcosa a riguardo in ciò che segue.

Dunque, le prove della Sua presenza e della Sua signoria sono:

  • La creazione di quest’universo e delle straordinarie creature ivi comprese.

Invero ti circonda, o uomo, questo stupefacente universo, composto da cieli, pianeti, galassie e terra distesa, formata da lotti differenti dai quali si innalzano piante dissimili pur essendo confinanti, in cui vi sono tutti i tipi di frutta, e di ogni creatura trovi due generi. Di certo, quest’universo non ha creato se stesso ed è necessario che abbia un creatore, poiché è impossibile che abbia creato se stesso.

Chi è stato quindi a crearlo con questo sistema straordinario e l’ha terminato con questa perfezione, rendendolo segno per chi osserva, se non Iddio, l’Unico, il Soggiogatore, col quale non vi sono altri signori né altri dei?

Disse l’Eccelso: {Sono stati forse creati a causa del nulla oppure sono essi stessi i creatori. O forse hanno creato i cieli e la terra? Ma non sono comunque convinti}[20].

Troviamo in questi due versetti, tre questioni:

  1. Sono stati forse creati a causa del nulla?
  2. Hanno forse creato se stessi?
  3. Hanno forse creato i cieli e la terra?

Quindi se non sono stati creati a causa del nulla, e non hanno creato se stessi, e neppure hanno creato i cieli e la terra, allora è necessario obbligatoriamente riconoscere l’esistenza di un creatore che li abbia creati e che abbia lo stesso creato i cieli e la terra. Tale è Iddio l’Unico, il Soggiogatore.

  • La natura primordiale.

Le creature riconoscono per natura l’esistenza del Creatore, e riconoscono altrettanto il fatto che sia più elevato, più grande, più maestoso e più completo di qualsiasi altra cosa e questo è maggiormente radicato in esse di quanto lo siano le scienze matematiche, e non necessita di prove di conferma a riguardo se non colui a cui è cambiato l’istinto naturale e ha subito circostanze che l’hanno deviato da ciò che lo mantiene integro[21]. Disse l’Altissimo: {La natura primordiale con cui Iddio ha creato la gente. Non vi è mutamento alla creazione di Allah. Questa è la retta religione}[22].

E disse il Profeta [ﷺ]: «Non vi è neonato sennonché nasca sulla naturale disposizione all’Islam, dopodiché i suoi genitori lo rendono ebreo, o nazareno, o magio. Proprio come la bestia che genera una bestia integra, ne avete trovato qualcuna con le orecchie (arti) mozzate?». In seguito disse Abu Hurairah: “Leggete se volete: {La naturale disposizione con la quale Allah ha creato la gente. Non vi è mutamento alla creazione di Allah}[23].

Disse anche [ﷺ]: «Invero il mio Signore mi ha ordinato di insegnarvi ciò che avete ignorato, e che invece ha insegnato a me in questo giorno: “Qualsiasi bene materiale che dono ad un servo è legittimo e invero ho creato tutti i Miei servi inclini dal politeismo (quindi propensi al monoteismo), ma sono sopraggiunti da loro i diavoli così li hanno deviati dalla loro religione, come gli hanno interdetto ciò che invece ho concesso a loro e gli hanno ordinato di assocciarMi ciò di cui non ho fatto scendere autorità alcuna”»[24].

  • L’unanimità dei popoli.

Tutti i popoli – anticamente e nell’epoca moderna – sono concordi sul fatto che vi sia un creatore per quest’universo, Iddio il Signore delle creazioni, e che sia Lui il Creatore dei cieli e della terra. Non ha consoci nella Sua creazione come non ha consoci nel Suo regno, gloria sia Lui.

Non è stato riferito, infatti, che vi sia stato qualche popolo precedente che abbia creduto che qualche idolo abbia contribuito alla creazione dei cieli e della terra con Allah, bensì tutti credevano che li avesse creati Iddio e che avesse creato altrettanto i loro dei. Quindi nessun creatore se non Lui, né sostentatore al di fuori di lui e il beneficio e il danno sono solo in Mano Sua, gloria sia Lui[25].

Disse l’Eccelso a proposito della conferma della Sua signoria da parte dei politeisti: {E se chiedi a loro a proposito di chi ha creato i cieli e la terra e ha assoggettato il sole e la luna, di certo diranno: “Allah”. Allora perché si distolgono (dall’adorare solo ed esclusivamente Lui)? Allah spiana il sostentamento a chi vuole tra i Suoi servi, oppure glielo limita, invero Allah sa di ogni cosa. E se chiedi a loro a proposito di chi ha fatto scendere l’acqua dal cielo, attraverso poi la quale ha ridato vita alla terra dopo la sua morte, diranno: “Allah”. Dì: “Lode sia ad Allah”. Bensì la maggior parte di loro non ragiona}[26].

E disse Iddio, sia elevato il Suo elogio: {E se chiedi a loro a proposito di chi ha creato i cieli e la terra, diranno: “Li ha creati l’Eccelso, il Sapiente}[27].

  • La logica razionale.

Le menti percepiscono per deduzione necessaria la conferma dell’esistenza di un creatore magnifico per quest’universo. Ciò perché l’intelletto coglie che questo universo è creato e recente, e coglie altrettanto il fatto che non abbia formato se stesso e che ciò che è innovato necessita di innovatore.

Inoltre l’uomo è consapevole che vi sono dei periodi in cui viene colpito da crisi e disgrazie, e nel momento in cui non riesce a respingerle si rivolge col proprio cuore verso il cielo e chiede soccorso al proprio Signore, affinché conforti la sua preoccupazione e curi la sua angoscia, e ciò nonostante Lo rinnega nel resto dei giorni e adora la propria statua.

Questa è una necessità che non può essere respinta, e quindi è necessario ammetterne la realtà. Perfino l’animale, quando viene colpito da una calamità, alza la testa e fissa con gli occhi il cielo.

Così Iddio ha informato del fatto che l’uomo, quando viene colpito da un male, si affretta verso il suo Signore chiedendogli di liberarlo dal danno che lo ha colpito.

Disse l’Eccelso: {E quando un male tocca l’uomo, invoca il Suo Signore e si riconduce da Lui, ma se poi gli concede una grazia da parte Sua, si dimentica di ciò per il quale Lo invocava, attribuendo quindi ad Allah compari}[28].

Disse l’Altissimo a proposito della condizione dei politeisti: {Egli è Colui che vi fa procedere sulla terra e nel mare e così nel momento in cui eravate sull’imbarcazione. Li facemmo avanzare con un buon vento di cui si rallegrarono, ma la sopraggiunse (all’imbarcazione) un vento impetuoso e gli piombarono (ai navigatori) le onde da ogni parte, e quando ritennero di essere ormai circondati, invocarono Allah, sinceri e rivolgendo il culto solo a Lui: “Se ci salvi da questo, davvero saremo tra i riconoscenti!”. Ma quando li salvò, ecco che trasgredirono senza diritto. O gente, invero la vostra trasgressione è contro voi stessi, son piaceri della vita terrena, ma poi è da Noi il vostro ritorno, quindi vi daremo notizia di ciò che operavate}[29].

E disse: {E quando li copre un’onda simile a monti tenebrosi, invocano Allah, sinceri e rivolgendo il culto solo a Lui, ma quando li ha messi in salvo a riva, ecco che vi è di loro chi è frugale. Ma non rinnega i Nostri segni se non ogni fellone ingrato}[30].

Questo Dio – che dal nulla ha dato origine all’universo e ha creato l’uomo nella miglior forma, instaurando nella sua natura la servitù verso di Lui e così la sottomissione; di cui le menti hanno ammesso la signoria e l’identità divina, e di cui tutti i popoli hanno riconosciuto la sovranità – è necessario che sia Unico nella Sua signoria e nella Sua identità divina, poiché come non ha consocio alcuno nella creazione lo stesso non ha consocio alcuno nella Sua identità divina, e le prove a riguardo sono molte, tra cui[31]:

  1. In quest’universo non vi è se non un Dio Unico che è il Creatore e Sostentatore, cui non porta beneficio e non respinge un male se non Lui. Se ci fosse stato un altro dio in quest’universo, infatti, avrebbe avuto azione, creazione ed ordine, e nessuno dei due avrebbe accettato la condivisione con un altro dio[32], e quindi sarebbe stato necessario che ciascuno di questi cercasse di prevalere sull’altro e quindi di soggiogarlo. Il perdente non è possibile che sia divinità, e il vincitore è il Dio Autentico, e nessun idolo condivide con Lui l’identità divina, come nessun idolo condivide con Lui la signoria.

Disse l’Eccelso: {Allah non Si è preso alcun figlio e non vi è mai stato con Lui alcun dio. Se così fosse stato ciascun dio si sarebbe riservato di ciò che ha creato e ognuno avrebbe cercato di soverchiare gli altri. Gloria ad Allah da ciò che pretendono}[33].

  1. Non merita adorazione se non Allah, Colui che detiene la proprietà dei cieli e della terra, poiché l’uomo si rivolge a chi gli procura il beneficio e gli respinge il danno, e allontana da lui il male e la corruzione, e di ciò non ne ha potere se non chi possiede i cieli e la terra e ciò che vi è nel frammezzo. Se Egli avesse avuto con Sé idoli, come dicono i politeisti, i servi avrebbero comunque intrapreso ogni strada che permettesse di giungere all’adorazione di Iddio, il Re, il Vero, poiché tutti questi idoli adorati al di fuori di Allah, è Lui che adoravano a loro volta, ed è a Lui che si avvicinavano. È quindi maggiormente giovevole a chi desidera avvicinarsi a chi possiede effettivamente il beneficio e il danno, adorare il Dio Vero, adorato da tutto ciò che vi è nei cieli e nella terra, compresi codesti idoli che vengono adorati all’infuori di Lui. Disse Allah l’Altissimo: {Dì: “Se ci fossero stati dei assieme a Lui, come dicono, avrebbero questi (dèi) desiderato una via per giungere al detentore del Trono!”}[34].

Che legga altrettanto, chi desidera la verità, il detto dell’Altissimo: {Dì: “Adorate pure coloro che supponete all’infuori di Iddio: non possiedono il peso di una porziùncola nel cielo o nella terra, neppure una quota in questi e ne tantomeno Egli ha tra di essi qualche sostenitore. Inoltre nessuna intercessione presso di Lui è valida se non per chi Egli lo concede}[35].

Questi versetti rompono l’attaccamento del cuore ad altri che Iddio, considerando quattro osservazioni:

  • Prima: Tali consoci non possiedono il peso di una porziùncola insieme ad Allah, e colui che non possiede il peso di una porziùncola non giova e non nuoce e non merita di essere dio o consocio di Iddio, ed è piuttosto Allah che li possiede ed è l’Unico che li controlla.
  • Seconda: Tali non possiedono nulla nei cieli e nella terra e non possiedono altrettanto il peso di una porziùncola di quota in queste.
  • Terza: Allah non ha sostenitori tra le Sue creature, ma piuttosto è Lui che li sostiene in ciò che gli giova e respinge da loro ciò che gli nuoce. Ciò è dovuto alla compiutezza della Sua autonomia da essi, contrariamente invece al loro indispensabile bisogno del proprio Signore.
  • Quarta: Tali consoci non possiedono intercessione per i loro seguaci presso ad Allah, e nemmeno gli verrà dato il permesso in questo, giacché Iddio, Gloria sia a Lui, non la concederà se non ai Suoi preminenti, e quest’ultimi non potranno intercedere se non per colui le cui azioni ed il cui credo compiacciono Iddio[36].
  1. La regolarità dell’ordine del mondo e la padronanza del suo sistema rappresentano la prova più evidente che chi lo gestisce è un Dio unico, un Padrone unico, un Signore unico, con cui non vi è dio per le creature se non Lui, e non vi è signore per loro eccetto Lui, e come è insostenibile che vi siano due creatori per quest’universo, altrettanto risulta insostenibile che vi siano due dei. Disse l’Altissimo: {Se in essi (nei cieli e la terra) ci fossero altri dei oltre Allah, sarebbero andati in rovina}[37]. Se supponessimo, infatti, che ci fossero dei oltre ad Allah nel cielo e sulla terra, questi sarebbero andati in rovina, e il motivo della rovina – se effettivamente ci fosse stato con Allah un altro dio – torna al fatto che sarebbe stato necessario per entrambi essere in grado di dominare e dirigere, così sarebbe accaduto in quel momento il conflitto e il disaccordo, e perciò l’inevitabile rovina[38]. Inoltre, se risulta impossibile che un unico corpo sia condotto da due anime equivalenti, e se fosse stato possibile sarebbe perciò andato in rovina e quindi morto – e ciò è improbabile – come si può allora immaginare ciò in quest’universo, che è ben più immenso?[39].
  2. L’unanimità dei profeti e dei messaggeri a riguardo.

Tutti i popoli sono concordi sul fatto che i profeti e i messaggeri sono le persone che hanno le menti più complete, e le anime più pure, e la morale migliore, e che sono i più sinceri verso i loro discepoli, i più sapienti circa l’ordine di Dio e coloro che indicano maggiormente la Retta Via e il Giusto Sentiero. Ciò perché ricevono la Rivelazione da Allah e così ne informano la gente.

Tutti i profeti e messaggeri, dal loro primo, Adamo, fino all’ultimo, Muhammad [ﷺ], sono unanimi circa il richiamo dei loro popoli alla fede in Dio e l’abbandono dell’adorazione di altri che Lui, e al fatto che Egli è il Dio Vero.

Disse l’Eccelso: {E non inviammo nessun messaggero prima di te se non rivelandogli che non vi è dio al di fuori di Me, quindi adorateMi}[40].

E raccontò, gloria sia Lui, di ciò che disse Noè a suo popolo: {“Che non adoriate se non Allah, invero temo per voi il tormento di un Giorno doloroso”}[41].

E disse: {Dì: “Invero, mi vien rivelato che il vostro dio è un Dio unico. Vi sottomettete dunque?”}[42].

Questo Dio dal nulla ha dato origine a quest’universo rendendolo meraviglioso, e ha creato l’uomo nella miglior forma rendendolo nobile, e ha instaurato nella sua natura la conferma della signoria di Allah e della Sua identità divina. Ha reso inoltre la sua anima perturbante finché non si sottomette al suo Creatore ed intraprende la Sua metodologia, e ha imposto al suo spirito l’assenza di quiete fino a quando si asservisce a Colui che l’ha originato e si connette col suo Signore. Ma nessun collegamento è possibile se non attraverso la Sua Retta Via, di cui hanno informato i nobili messaggeri. Gli ha concesso una mente che non può operare correttamente, ne applicare a pieno le proprie funzioni, senza che abbia fede nel suo Signore.

Quindi, nel momento in cui si ristabilisce la propria natura primordiale, si acquieta lo spirito, si rasserena l’anima e presta fede la mente, allora si avvererà la felicità, la sicurezza e la serenità nel mondo e nell’aldilà… mentre se la persona rifiuta tutto ciò, non potrà che vivere disperata, vagante e vagabonda nelle valli del mondo, smarrita tra i suoi idoli, di cui non potrà distinguere chi di loro sia effettivamente in grado di procurargli beneficio, e chi di loro sia in grado di respingere da lui il danno.

E al fine di ristabilire la fede nell’anima e svelare gli effetti dell’infedeltà, Iddio ha proposto una metafora – poiché la metafora facilita la comprensione – nella quale paragona un uomo smarrito tra vari idoli e un altro che invece adora solo il suo Signore, dicendo: {Vi propone Allah la metafora di un uomo assoggettato a soci in lite tra loro e di un altro che invece è soggetto interamente ad un solo uomo. Sono forse equivalenti in similitudine? La lode appartiene ad Allah ma la maggior parte di loro non lo sanno}[43].

Propone Iddio la metafora in cui evidenzia la similitudine di un servo monoteista e un servo politeista con uno schiavo preteso da soci che lo contendono e lui è smarrito tra di loro poiché ognuno di questi dà la propria indicazione, e ciascuno di loro gli assegna un incarico da portare a termine. Dunque è confuso, non riesce a determinare un giusto metodo, così come non riesce a stabilirsi su una strada precisa. Pertanto non è in grado di soddisfarne le richieste opposte, ostili e contrastanti tra loro, e alla fine abbattono le sue aspirazioni e le sue forze!

E un servo invece che sottosta a un unico padrone e sa cosa gli richiede e quali incarichi gli assegna, gode così di comodità, e adotta un unico e chiaro metodo di lavoro. Non equivalgono di certo le due condizioni: codesto è soggetto ad un unico padrone, gode di comodità, stabilità, conoscenza e certezza, mentre l’altro invece è soggetto a padroni in lite tra di loro, così è tormentato, preoccupato, non trova stabilità di condizione e non è in grado di soddisfare l’uno di loro, a fortiori tutti.

E dopo aver esposto le prove che dimostrano l’esistenza di Iddio, la Sua signoria e la Sua identità divina, è opportuno ora approfondire la conoscenza circa la Sua creazione dell’universo e del uomo, cercando di avvertire la Sua saggezza in questo.

 

La Creazione dell’Universo.

Quest’universo, con i suoi cieli, la sua terra, le sue stelle, le sue galassie, i suoi mari, i suoi alberi e tutto il resto dei suoi animali, è stato creato da Iddio dal nulla.  Disse l’Altissimo: {Dì: “Vorreste dunque rinnegare Colui Che creò la terra in due giorni e Gli rendete consimili? Egli è il Signore delle creazioni. Inoltre ha infisso su di essa monti radicati e l’ha benedetta e vi ha stabilito i mezzi si sussistenza in quattro giorni completi, per chi ti dovesse chiedere. In seguito Si volse circa il cielo che era fumo, e così le disse, ed altrettanto alla terra: “Agite ubbidendo o con costrizione?”. Dissero:”Agiamo entrambi ubbidienti”. Così stabilì sette cieli in due giorni e ha rivelato ad ogni cielo la sua disposizione ed abbellì il cielo della terra con corpi celesti che illuminano e proteggono. Questo è il decreto dell’Eccelso, il Sapiente}[44].

E disse, sia elevato il Suo elogio: {Non vedono forse coloro che hanno dichiarato infedeltà che i cieli e la terra erano ammasso che poi disgregammo tramite l’aria, e creammo dall’acqua ogni essere vivente. Dunque, non è ancora giunto il momento per loro di prestar fede? E Abbiamo infisso sulla terra monti radicati affinché non oscilli compromettendoli, e vi abbiamo reso passi fra le montagne come sentieri affinché riescano ad orientarsi. E rendemmo il cielo copertura protetta, tuttavia continuano ad inficiarne i segni}[45].

Allah ha creato quest’universo con saggezze eccezionali, ma impossibili da quantificare, poiché in ogni sua parte vi sono ragioni straordinari e segni impressionanti, e se riflettessi solo su uno di questi, vi troveresti dell’incredibile. Osserva la meraviglia dell’opera di Iddio attraverso le piante di cui non vi è foglia, né radice, né frutto che non abbia utilità che lasciano la mente umana sbalordita. Osserva altrettanto quelle sottili e deboli venature, a momenti impercettibili ad occhio nudo, come siano in grado di attirare l’acqua dal basso verso l’alto, così poi da spostarla nei corsi d’acqua secondo la loro portata e le capacità, e in seguito divergono e si discostano, dirigendosi verso una meta oltre ai limiti dell’orizzonte visibile.

Poi osserva la formazione dell’albero e il suo mutamento da stato a stato, simile a quel mutamento del feto, invisibile alla vista: un fusto nudo, privo di qualsiasi rivestimento che ad un tratto vien ricoperto, per grazia del suo Signore, con foglie. Qual miglior copertura! In seguito lo fa germogliare dopo avergli fatto spuntare appositamente le foglie per proteggerlo e rivestire anche quei frutti ancora deboli affinché possano ripararsi dal freddo, dal caldo e dai parassiti.

Dunque, gloria sia a Lui, provvede al sostentamento e al nutrimento di quel frutto attraverso le venature e i canali – proprio come si nutre il neonato attraverso il latte materno- permettendogli di crescere e svilupparsi sino ad ultimarsi e maturare, dando infine vita a questo frutto delizioso e morbido da quella radice rigida ed esanime.

E se osservassi la terra com’è stata creata, noteresti che rappresenta uno dei segni più magnifici concessi da Chi dal nulla l’ha creata e originata. L’ha resa, gloria sia a Lui, vasta e distesa per i Suoi servi, e in questa ha gli fornito il sostentamento, il nutrimento e ogni causa di vita. Vi ha tracciato sentieri sicché siano in grado di spostarsi per soddisfare le proprie esigenze e necessità. Vi ha infisso montagne come pioli che le impediscono di oscillare compromettendo la vita di chi ci abita. Ne ha ampliato gli estremi e l’ha spianata e perciò è distesa. L’ha resa avvolgente in modo d’abbracciare i vivi sulla sua superficie e i morti nel suo interno, così la sua schiena è patria per i primi e la sua pancia è patria per i secondi. Osserva poi la sfera celeste, col suo sole, la sua luna, le sue stelle, le sue costellazioni come orbitano con questa rotazione permanente di perfetto ordine e disposizione, generando l’alternanza della notte e del giorno, delle stagioni, del freddo e del caldo…e di conseguenza tutti i vantaggi che ciò comporta per le creature terrestri, e per tutti gli ecosistemi animali e vegetali.

Poi rifletti sulla creazione del cielo, ed osservalo volta dopo volta e percepirai quanto sia tra i segni più maestosi, e ciò per la sua altezza, ampiezza e stabilità, nonostante non appoggi su colonne e non sia sospeso da tiranti, ma elevato tramite la potenza di Allah che regge i cieli e la terra affinché non svaniscano… e se guardi attentamente quest’universo così distinto da un’armonia che intercorre tra ogni sua parte e il suo sistema perfetto, percepirai la completezza della sapienza del suo Creatore, la perfezione della Sua saggezza e la finitezza della Sua bontà. Noteresti come tutto questo appaia simile ad una casa costruita e accessoriata di ogni apparecchio e marchingegno e di tutto il necessario: il cielo ne è il tetto sospeso su di essa, la terra il pavimento, il tappeto e il letto, un riparo per chi vi abita; il sole e la luna due lampade che l’irraggiano e le stelle lucerne che l’illuminano e guide per chi si muove all’interno di quest’abitazione; le gemme e i minerali provviste da utilizzare nel momento di bisogno, e ciascuna per l’utilizzo più appropriato. Vi son specie di piante idonee per portar benefici, e specie di animali assoggettati per le loro attività: alcune, infatti, son da monta, altre da latte, altri ancora di cui cibarsi, procurarsi vestiario e valide guardie, quindi ha reso l’uomo come padrone autorizzato e dirigente di tutto questo tramite le proprie opere e i propri ordini.

Se meditassi quindi sull’identità dell’universo, o solo su una parte di esso, troverai dello straordinario, e se approfondissi l’esplorazione, leale con te stesso e liberandoti dal giogo delle inclinazioni e delle imitazioni, raggiungeresti la piena certezza che questo universo è stato creato, originato dunque da qualcuno saggio, potente, sapiente, che l’ha statuito nel miglior modo e l’ha disposto col miglior ordine. Noteresti che chi ha creato è impossibile che sia due, piuttosto il Dio è solo Uno e non vi è dio autentico se non Lui, e che se ci fosse stato nei cieli e nella terra un dio diverso da Allah, si sarebbe viziata la loro condizione, disfatto il loro sistema e guastata la loro attività.

Ma se proprio insisti ad abbinare la creazione ad altro che al suo Creatore, cosa dici a proposito di un mulino disposto su un fiume, composto di un meccanismo perfetto e di una montatura minuziosa, cui apparecchiature disposte con miglior disposizione, sicché non possa trovarvi alcun osservatore difetto nella sua costituzione e nemmeno nel suo aspetto. Inoltre predisposto per un giardino immenso e pomoso, nel quale immette l’acqua necessaria per tutti i tipi di frutta ivi presenti. E laggiù vi è chi ne raccoglie la malerba, la cura, la segue incessantemente e ne soddisfa tutti i bisogni cosicché difatti non si danneggi il giardino e non guastino i suoi frutti. In seguito, in tempo di raccolta, suddivide e distribuisce il raccolto nelle varie destinazioni in base alle esigenze e alle necessità, e secondo ciò che è consono per ciascun destinatario, e tutto ciò ininterrottamente.  Crederesti mai che tutto questo potesse accadere senza artefice, senza la volontà di un pianificatore e senza direttore?? Dunque la presenza del mulino, il giardino e tutto il resto, potrebbe essere tutto accidentale senza quindi un promotore o gestore? Ti rendi conto di ciò che proporrebbe il tuo cervello se fosse? E quale giudizio emetterebbe?  E verso cosa ti guiderebbe??[46].

 

La saggezza di tutto questo:

Dopo questo itinerario e riflessione sulla creazione di quest’universo, è opportuno per noi ricordare alcune delle saggezze[47] per le quali Iddio ha creato queste straordinarie essenze e stupefacenti segni, tra le quali:

  • Perché siano a servizio dell’uomo.

Quando Iddio ha decretato di rendere un vicario sulla terra che Lo adori e che animi questo mondo, creò per lui tutto ciò affinché si stabilizzi la sua sopravvivenza e sia idonea la sua condizione di vita e di dimora. Disse l’Altissimo: {E vi ha asservito ciò che vi è nei cieli e nella terra, tutto da Lui proveniente}[48], e disse: {Allah è Colui che ha creato i cieli e la terra e ha fatto scendere acqua dal cielo con cui ha fatto accrescere frutti come mezzo di sostentamento per voi. E ha asservito per voi le navi ché scorrano nel mare per ordine Suo. Ha asservito per voi i fiumi, ha asservito per voi il sole e la luna che orbitano con regolarità e lo stesso ha asservito la notte e il giorno e vi ha dato di tutto ciò che Gli avete chiesto. Invero se provaste a quantificare il dono di Iddio non riuscireste a conteggiarlo. In verità l’uomo è ingiusto e irriconoscente}[49].

  • Affinché i cieli, la terra e tutto ciò che è presente in quest’universo siano testimonianze della Sua signoria e prove della Sua Unicità, in quanto la realtà più nobile di quest’esistenza è appunto il riconoscimento della Sua signoria e la fede nella Sua Unicità. A tal proposito, Iddio ha elevato le testimonianze più maestose, ha innalzato i segni più grandi, e ha dimostrato le prove più convincenti, quindi, gloria sia a Lui, ha edificato i cieli e la terra e il resto della creazione affinché ne siano prove sicure. Per questo motivo nel Corano abbondano versetti come: {E tra i Suoi segni}, come nel detto di Lui, l’Altissimo: {E tra i Suoi segni la creazione dei cieli e della terra}, {E tra i Suoi segni il vostro sonno nella notte}, {E tra i Suoi segni farvi scorgere il lampo, in condizione paura e di brama}, {E tra i Suoi segni l’innalzarsi del cielo e della terra col Suo ordine}[50].
  • Affinché siano testimonianze della resurrezione. Dal momento che la vita è di due realtà: una vita terrena e una vita oltremondana, solo quest’ultima tra queste rappresenta quella autentica. Disse l’Altissimo: {E questa vita non è altro che divagazione e gioco, ed invero la dimora dell’aldilà è la vita, se solo lo sapessero}[51]. Poiché questa è la dimora della ricompensa e del resoconto, e in essa vi sarà la permanenza eterna e infinita nella beatitudine per la sua gente[52], e vi sarà la permanenza eterna e infinita nel tormento per la sua[53] E giacché nessuno raggiungerà questa dimora se non dopo la sua morte e la sua resurrezione dopo questa morte, non ha rinnegato questa realtà se non colui cui si è reciso il collegamento col proprio Signore, stravolta la sua natura primordiale e danneggiata la sua mente. Perciò Iddio ha sollevato le dimostrazioni e ha palesato le prove affinché abbiano fede le anime nella resurrezione e raggiungano i cuori di esse la certezza, in quanto la ri-creazione delle creature è ben minore dall’originarli per la prima volta, anzi, la creazione dei cieli e della terra è assai più eccezionale della loro ri-creazione. Disse l’Eccelso: {Ed Egli è Colui che dà inizio alla creazione e poi la reitera e ciò Gli è alquanto facile}[54]. E disse il Creatore: {In verità, la creazione dei cieli e della terra è alquanto maggiore della creazione delle persone}[55], e disse sia elevato il Suo elogio: {Allah è Colui che ha innalzato i cieli senza colonne, difatti a voi non visibili, e in seguito si elevò sul trono. Assoggettò il sole e la luna: ciascuna di queste scorre fino ad un termine stabilito. Gestisce la situazione ed esplica i segni affinché abbiate certezza dell’incontro del vostro Signore}[56].

 

E dopo tutto questo, o Uomo!:

Giacché quest’universo è stato asservito a favore tuo, e nel momento in cui s’innalzano i suoi segni e le sue prove come testimonianze dinnanzi a tuoi occhi ed attestano che non vi è dio all’infuori di Allah, l’Unico che non ha socio alcuno. E dopo che hai saputo che la tua resurrezione e la tua vita dopo la morte è poca cosa in confronto alla creazione dei cieli e della terra, e che incontrerai il tuo Signore, che ti conteggerà ogni tua opera.

E se consideri che tutto questo universo è servo del suo Signore, poiché tutte le creature glorificano con lode il loro Signore, come disse l’Eccelso: {Rende gloria ad Allah tutto ciò che vi è nei cieli e vi è nella terra}[57]; e si prosternano dinnanzi alla Sua magnificenza, disse il Magnifico: {Non noti che ad Allah si prosternano tutti coloro che vi sono nei cieli e tutti coloro che vi sono sulla terra, e così il sole, la luna, le stelle, le montagne, gli animali, ed altrettanto molti tra la gente? Ma su molti altri si è invece convalidato il tormento}[58]; bensì tali esseri pregano il loro Signore, ognuno con preghiera che gli si addice, come disse l’Altissimo: {Non noti che ad Allah Lo glorificano tutti coloro che vi sono nei cieli e nella terra e gli uccelli con le ali tese. Ciascuno ha invero saputo come pregarLo e come renderGli gloria}[59].

E dal momento in cui il tuo corpo avanza nel Suo sistema secondo ciò che Iddio ha stabilito e provveduto. Quindi il cuore, i polmoni, il fegato e il resto degli altri membri sono sottomessi al loro Signore, e consegnanti a Lui il loro giogo… non è forse proprio la tua decisione volontaria, attraverso la quale ti è stato concesso di scegliere tra il prestar fede al tuo Signore e nel prestar invece infedeltà a Lui, ad essere l’anormalità e l’eccezione in questa benedetta marcia all’interno dell’universo che ti circonda, anzi all’interno al tuo stesso corpo?

Invero la persona intelligente e completa è colui che si eleva dal rappresentare l’anormalità e l’eccezione, soprattutto dinnanzi a questo universo vasto e magnifico.

 

La Creazione dell’Uomo e la sua Onorificenza:

Iddio ha stabilito di creare esseri degni che potessero animare quest’universo e così questa creatura fu l’uomo. Ha valutato la Sua saggezza, gloria sia a Lui, che la materia da cui creare l’uomo fosse la terra, e difatti diede origine alla sua creazione dal fango, e in seguito lo plasmò in questa bella forma che possiede l’essere umano, e nel momento in cui si ultimò nella sua immagine, vi soffiò lo spirito di Sua proprietà. Dunque, ecco che divenne uomo nella miglior costituzione, audiente, vedente, mobile, parlante. A questo punto il suo Signore lo fece abitare nel Suo Paradiso, e gli insegnò tutto ciò che aveva bisogno di sapere, e gli rese lecito tutto ciò che vi era in questo Paradiso, impedendogli però di avvicinarsi ad un solo albero, come prova ed esame. Volle Iddio mostrare il suo grado e il suo merito, così ordinò agli angeli di prosternarsi dinanzi a lui, e quindi si prosternarono tutti quanti, tranne Satana che rifiutò, investito da superbia e ostinazione. Allora si adirò contro di lui il Suo Signore per aver violato il Suo ordine cacciandolo dalla Sua misericordia poiché si mostrò superbo al Suo cospetto. Ma chiese Satana al suo Signore di prolungargli la vita e di concedergli del tempo sino al Giorno della Resurrezione, e così il suo Signore gli concesse il tempo e gli prolungò la vita sino al Giorno della Resurrezione. Satana invidiò Adamo per la maggior eccellenza che gli è stata conferita, a lui e ai suoi discendenti, e giurò su Iddio che avrebbe deviato tutti i figli di Adamo, e che gli avrebbe corrotto il futuro e il passato e la rettitudine, richiamandoli allo sviamento, tranne i servi leali, veritieri e timorati, che Iddio proteggerà dalla trama del diavolo e della sua avversione. Egli, gloria sia a Lui, mise in guardia Adamo dalla trama del diavolo. Difatti Satana sussurrò ad Adamo e a sua moglie Hauaà – tentandoli- affinché li facesse uscire dal Paradiso e rendesse palese ad entrambi la nudità che gli era stata nascosta. Giurò loro di essere in verità un consigliere sincero, e che Iddio non aveva interdetto loro quell’albero se non perché non diventassero due angeli o tra gli immortali.

Perciò mangiarono da quell’albero che Iddio aveva interdetto loro, e così, il primo castigo che li colpì a causa della loro disubbidienza all’ordine di Dio fu la percezione della loro nudità. Iddio rammentò ad entrambi il fatto che li avesse messi in guardia dalla frode del diavolo, allora Adamo chiese perdono al suo Signore che lo perdonò ed accettò il suo pentimento prediligendolo e guidandolo. Gli ordinò poi di scendere dal Paradiso in cui abitava, sulla terra che ha reso stabile e contenente il necessario sino ad un termine, e lo informò che da questa l’ha creato, su questa vivrà, in questa morirà e da questa verrà resuscitato. Così scese Adamo sulla terra con la moglie Hauaà. Quindi si riprodusse la loro prole ed essi – siccome Adamo era Profeta -adoravano Dio come Lui aveva ordinato loro. Ci ha informato Iddio a proposito dicendo:

{E invero vi abbiamo creati, e in seguito plasmati poi dicemmo agli angeli: “Prosternatevi dinnanzi ad Adamo”. Così si prosternarono eccetto Iblis che non fu tra i prosternati. Disse: “Cosa ti ha impedito di prosternarti giacché te l’ho ordinato?”. Rispose: “Io sono migliore di lui, hai creato me dal fuoco mentre lui l’hai creato dalla creta”. Disse: “Scendi da questa ché non ti è permesso superbire in essa. Quindi esci! Invero ora sei tra gli abietti”. “Concedimi una dilazione – disse- fino al Giorno in cui saranno resuscitati”. Disse: “Sia tu tra coloro a cui è decisa la dilazione”. Disse:”Giacché mi hai sviato, allora per questo m’insedierò per ostacolarli sulla Tua Retta Via, e incomberò dinnanzi a loro e alle spalle, sulle loro destre e sulle loro sinistre, e la maggior parte di loro non li troverai riconoscenti”. Disse: “Esci da questa, vilipeso e cacciato. Anche quelli che ti seguiranno di loro, di certo riempirò l’Inferno di tutti voi!”. E poi “O Adamo, abita te e tua moglie il Paradiso e mangiate di ciò che volete e non avvicinatevi a quest’albero, ché allora sareste tra gli ingiusti. Il diavolo allora gli sussurrò affinché si palesi a loro la nudità che gli era stata tenuta nascosta dicendo: “Non vi ha impedito Iddio di mangiare da quest’albero se non perché non diventaste due angeli o diventaste degli immortali. E giurò a loro: “In verità sono per voi uno dei consiglieri sinceri”. Quindi li fece cadere nel peccato tramite l’inganno, e quando assaggiarono dall’albero si accorsero della loro nudità. Allora presero a coprirsi accomodando le foglie del Paradiso, e poi li chiamò il loro Signore: “Non vi avevo forse interdetto ad entrambi quell’albero e dicendovi anche che il diavolo è difatti un nemico indubbio per entrambi?”. Dissero: “Signor nostro, abbiamo commesso ingiustizia verso noi stessi, e davvero, se non ci perdoni e ci usi misericordia saremo di certo tra i perdenti”. Disse: “Scendete. Nemici sarete, gli uni degli altri, e avrete sulla terra permanenza e di che fruire fino a un certo termine”. Affermò: “Su questa vivrete e in questa morirete e da questa sarete resuscitati”}[60].

E nel momento in cui contempli la magnifica creazione di quest’uomo per opera di Allah, che l’ha creato nella miglior costituzione e l’ha colmato di tutti i titoli di dignità, come l’intelletto, la sapienza, l’espressione, la pronuncia, l’aspetto, la bell’immagine, la nobile apparenza, il corpo equilibrato, l’acquisizione delle scienze tramite la deduzione, la riflessione, e la comprensione della morale eccellente e decorosa come la rettitudine, l’obbedienza, la docilità; quant’è allora lo spazio che intercorre tra il suo stato, quando era una goccia stabile all’interno dell’utero, e lo stato in cui lo sopraggiungeranno i possedimenti nei Giardini dell’Eden? {Dunque sia sempre più elevata la benedizione di Allah}[61].

Il mondo è un paese e l’uomo ne è abitante e tutti si occupano di lui, operano per i suoi interessi e tutti sono stati asserviti per rendergli servizio e soddisfare le sue necessità. Così gli angeli incaricati del suo essere lo preservano nel profondo della notte e negli estremi del giorno, mentre quelli incaricati della pioggia e delle piante operano in favore del suo sostentamento e di ciò si occupano. Gli astri assoggettati, guidati e ruotanti secondo ciò che gli procura beneficio. Il sole, la luna, e le stelle anch’esse assoggettate e scorrono in concordia con i suoi periodi, i suoi orari e le stagioni che gli forniscono i mezzi di sussistenza. E così anche l’atmosfera è stato adattato a lui, con i suoi venti, la sua aria, le sue nuvole, i suoi uccelli e altro di ciò che vi ha collocato. E pure il mondo terreno è stato accomodato per lui e creato per i suoi vantaggi: la sua terra e le sue montagne, i suoi mari e i suoi fiumi, i suoi alberi e i suoi frutti, la sua vegetazione, i suoi animali e tutto ciò che vi è presente.

Disse l’Eccelso: {Allah è Colui che ha creato i cieli e la terra e ha fatto scendere acqua dal cielo con cui ha fatto accrescere frutti come mezzo di sostentamento per voi. E ha asservito per voi le navi ché scorrano nel mare per ordine Suo. Ha asservito per voi i fiumi, ha asservito per voi il sole e la luna che orbitano con regolarità e lo stesso ha asservito la notte e il giorno e vi ha dato di tutto ciò che Gli avete chiesto. Invero se provaste a quantificare il dono di Iddio non riuscireste a conteggiarlo. In verità l’uomo è ingiusto e irriconoscente}[62] [63].

E per la pienezza di questa onorificenza, gli è stato creato tutto ciò di cui necessita nella sua vita terrena, e gli sono stati altrettanto forniti tutti i mezzi che gli consentono di raggiungere i gradi più elevati nella Dimora Ultima. Gli ha fatto scendere i Suoi Libri e gli ha inviato i Suoi messaggeri affinché gli mostrassero la legge d’Iddio e lo richiamino ad essa.

In seguito creò per lui, proprio dal suo corpo, una sposa affinché vi trovi dimora e soddisfazione per le proprie esigenze naturali – psicologiche, fisiche e mentali – in modo da raggiungere il conforto, la tranquillità e la stabilità, e in modo che realizzino entrambi tramite la loro unione l’abitazione, la sufficienza, l’amore e la misericordia. Ciò grazie alla loro disposizione fisica, psicologica e nervosa, che rende ciascuno di entrambi propenso a soddisfare i desideri dell’altro e ad associarsi per dare vita ad una nuova generazione; così queste emozioni e sentimenti custoditi nelle loro anime provocano nella loro relazione serenità per lo spirito e l’animo, conforto per il corpo e il cuore, stabilità per la vita e l’esistenza, compagnia per le anime e le coscienze, e sollievo per l’uomo e per la donna nello stesso modo.

In seguito ha distinto Allah i fedeli dal resto dei figli dell’uomo e li ha resi gente della Sua preminenza, e li ha usati per la Sua ubbidienza, e quindi operano secondo la Sua Legge affinché siano degni della vicinanza del loro Signore nel Suo Paradiso.

Ha scelto tra di loro preminenti e martiri, profeti e messaggeri, e gli ha concesso in questo mondo la maggior grazia di cui si possano gratificare le anime, cioè l’adorazione di Iddio, l’ubbidienza a Lui e il colloquio intimo con Lui e ha riservato loro doni eccellenti – irraggiungibili dagli altri – tra i quali la sicurezza, la tranquillità e la felicità. Ma l’essenza più rilevante di tutto questo, è il fatto che sappiano la Verità con cui son giunti i messaggeri e così prestino fede ad essa. Pertanto ha conservato per loro, nella Dimora Finale, una grazia permanente e una vittoria straordinaria, di dimensioni che si addicono alla Sua generosità, gloria sia a Lui, come premio per la loro fede e per la sincerità di culto che Gli hanno prestato.

 

Lo Status della Donna:

La donna nell’Islam ha raggiunto una posizione elevata, non raggiunta in nessuna religione precedente e che non potrà nemmeno raggiungere alcun popolo seguente, poiché l’onore attribuito all’umano è condiviso tra la donna e l’uomo nella stessa misura. Infatti, essi si equivalgono dinanzi alle disposizioni di Allah in questo mondo, come lo sono di fronte al Suo premio e la ricompensa nella Dimora Finale.

Disse l’Altissimo: {Invero abbiam onorato i figli di Adamo}[64], e disse: {Agli uomini spetta una quota di ciò che lasciano i genitori e i parenti, e alle donne spetta una quota di ciò che lasciano i genitori e i parenti}[65], disse, gloria sia a Lui: {Ed esse hanno di diritto analogamente a ciò che han di dovere secondo la morale comune}[66], e disse: {I fedeli e le fedeli, sono entrambi alleati gli uni degli altri}[67], e disse l’Altissimo: {E il tuo Signore ha decretato di non adorare nulla se non Lui e la carità coi genitori. Se dovesse l’uno di loro, od entrambi, raggiungere la vecchiaia presso di te allora non dire a loro nemmeno “Uff” e non farli esasperare e dì a loro il detto generoso e inclinati verso di loro con umiltà e misericordia e dì: “O Signore, abbi misericordia di loro, per come mi hanno cresciuto da piccolo”}[68] e disse: {Invero non trascurerò alcun’opera di qualunque operante di voi, maschio o femmina che sia}[69], E disse: {E chi ha compiuto il bene, maschio o femmina che sia, ed è fedele, allora gli faremo vivere certamente una buona vita e lo ricompenseremo di certo con una ricompensa pertinente al meglio di ciò che ha compiuto}[70], e disse: {E chi compie delle opere buone, maschio o femmina che sia, ed è fedele, allora questi entreranno in Paradiso e non subiranno ingiustizia alcuna, nemmeno di dimensione di un filo di dattero}[71].

E questo prestigio previsto per la donna nell’Islam non ha equivalenti in nessun’altra religione, credenza o legge.

La civiltà romana considerava la donna, una serva assoggettata appartenente all’uomo, che non possedeva alcun diritto. Fu indetto a Roma un grande congresso, dove sono stati trattati gli affari riguardanti la donna, e in questo sono giunti alla conclusione che essa fosse un essere senza anima – e di conseguenza non avente diritto ad ereditare la vita nell’aldilà – ed inoltre che fosse impura.

Ad Atene era considerata merce di poco valore e veniva venduta e comprata, e considerata un’immonda opera di Satana.

Nei canoni dell’antica India, similmente, fu sostenuto che l’epidemia, la morte, l’Inferno, il veleno dei serpenti e il fuoco fossero migliori della donna, e fu stabilito che il suo diritto di vita terminava nel momento in cui finiva la vita di suo marito – considerato suo padrone – pertanto, nel momento in cui veniva bruciato il cadavere di suo marito, essa doveva gettarsi nelle stesse fiamme, altrimenti sarebbe stata colpita dalla maledizione.

Nell’ebraismo è giudicata nell’Antico Testamento con ciò che segue: “Mi sono applicato a conoscere e indagare e cercare la sapienza e giungere a una conclusione, e a riconoscere che la malvagità è stoltezza e la stoltezza è follia.  Trovo che amara più della morte è la donna: essa è tutta lacci, una rete il suo cuore, catene le sue braccia. Chi è gradito a Dio la sfugge, ma chi fallisce ne resta preso”[72].

Così era considerata la donna nei tempi antichi. La sua condizione nel Medioevo e nell’Età Moderna invece può essere descritta tramite i seguenti avvenimenti:

Ha illustrato lo scrittore danese Wieth Kordsten la direzione della Chiesa Cattolica nei confronti delle donne, dicendo: “Durante il Medioevo il riguardo per la donna europea fu molto limitato in conseguenza alla concezione della dottrina cattolica che considerava la donna una creatura di secondo grado”.

In Francia si tenne un convegno nel 586 d.C. in cui è stato trattato il tema della donna, e su quanto potesse essere ritenuta umana o meno. E in seguito al dibattito, i presenti arrivarono alla conclusione che essa sia di natura umana ma creata per servire l’uomo. È stato deliberato nell’articolo 217 della legge francese ciò che segue: “Alla donna sposata – nonostante il suo matrimonio sia fondato sul principio della separazione dei beni suoi da quelli del marito – non è comunque concesso donare, né trasferire la propria proprietà, né ipotecare né avere in proprietà con o senza indennizzo, senza il coinvolgimento del marito nel contratto,o la sua autorizzazione tramite una dichiarazione scritta”.

In Inghilterra, vietò Enrico VIII alle donne inglesi la lettura della Bibbia, e continuarono le donne fino al 1850 a non essere considerate cittadine, e rimasero fino al 1882 senza diritti personali[73].

La donna contemporanea in Europa, in America e negli altri paesi industrializzati, è una creatura sprecata e sfruttata per fini commerciali, in quanto parte delle campagne di propaganda pubblicitaria, giungendo ad uno stato tale in cui viene spogliata dai propri abiti ed usata come vetrina per le promozioni commerciali, così il suo  corpo e la sua dignità sono stati oltraggiati da ordini istituiti da uomini, affinché sia per loro un semplice oggetto di piacere presente ovunque. Pertanto, finché essa ha la possibilità di rendere ed applicarsi con le proprie mani, la propria mente o il proprio corpo è oggetto di riguardo, ma nel momento in cui invecchia e perde ogni capacità di rendimento, viene abbandonata dalla società, sia in termini di singoli sia in termini d’istituzioni, per poi passare il resto dei suoi giorni sola nella sua casa o in qualche casa di cura.

Confronta tutto ciò – e non vi è paragone – con quel che è giunto nel Nobile Corano in cui dice l’Altissimo: {I fedeli e le fedeli, sono entrambi alleati gli uni degli altri}[74], e in cui dice gloria sia a Lui: {Ed esse hanno di diritto analogamente a ciò che han di dovere secondo la morale comune}[75]. E ancora: {E il tuo Signore ha decretato di non adorare nulla se non Lui e la carità coi genitori. Se dovesse l’uno di loro, od entrambi, raggiungere la vecchiaia presso di te allora non dire a loro nemmeno “Uff” e non farli esasperare e dì a loro il detto generoso e inclinati verso di loro con umiltà e misericordia e dì: “O Signore, abbi misericordia di loro, per come mi hanno cresciuto da piccolo”}[76].

E nel momento in cui l’ha onorata con questo prestigio, ha reso evidente a tutta l’umanità che l’ha creata affinché sia una madre, una moglie, una figlia e una sorella e di conseguenza ha istituito disposizioni particolari riservate solo alle donne.

 

 

 

 

La Saggezza nella Creazione dell’Uomo:

Iddio, gloria sia a Lui, possiede a riguardo saggezze che le menti non sono in grado di conoscere, né le lingue sono in grado di descrivere, tuttavia esporremo nei seguenti punti qualcosa in merito a queste ragioni, tra le quali:

  • Egli, gloria sia a Lui, possiede i Nomi bellissimi tra cui: il Perdonatore, il Misericordioso, l’Indulgente, il Paziente… ed era necessaria la manifestazione degli effetti di questi Nomi, così ha la Sua saggezza ha considerato opportuna la discesa di Adamo, e dei suoi discendenti di seguito, affinché si riflettano su di loro gli effetti dei Suoi Nomi bellissimi. Difatti, Egli perdona chi vuole, ha misericordia di chi vuole, indulge nei confronti di chi vuole e pazienta con chi vuole, e così via, rispetto agli elementi che si manifestano mediante i Suoi Nomi e i Suoi Attributi.
  • Egli, gloria sia a Lui, è il Re, il Vero, il Manifesto (l’Evidente), e il re è colui che ordina e interdice, ricompensa e punisce, premia e discredita, onora ed umilia, quindi la Sua signoria ha determinato, gloria sai a Lui, che Adamo scendesse[77], ed i suoi discendenti di seguito, affinché si realizzino le disposizioni del Re, che in seguito li condurrà in una dimora, dove sarà portata a termine la ricompensa per le loro azioni.
  • Egli, gloria sia a Lui, ha voluto prediligere tra di loro profeti, messaggeri, preminenti e martiri che Lo amino e li ami, e li ha dunque mischiati coi Suoi nemici, attraverso i quali li ha messi alla prova. Così, quando Lo hanno preferito a se stessi e hanno sacrificato le proprie anime e i propri beni per la Sua compiacenza e il Suo amore, hanno ottenuto del Suo amore, della Sua compiacenza e della vicinanza a Lui ciò che non si sarebbe potuto ottenere senza tutto ciò. Il grado del Messaggio, della profezia e del martirio sono tra quelli migliori presso Iddio, e non sarebbe stato possibile per l’uomo raggiungere tale grado se non tramite ciò che Iddio ha stabilito, gloria sia a Lui, ovvero la discesa di Adamo, e dei suoi discendenti sulla Terra.
  • Invero Iddio, gloria sia a Lui, creò Adamo e la sua prole con una natura propensa al bene e al male, disposta alle cagioni dei piaceri e della tentazione e alle ragioni della riflessione e della sapienza. Quindi, siano elevati i Suoi Nomi, creò in lui la mente e la passione rendendoli cause di ciò che ciascuno di questi induce, affinché si ultimi la Sua volontà e manifesti ai Suoi servi la Propria autorevolezza nella Sua saggezza e nella Sua potenza, e la Propria misericordia, carità e grazia nel Suo regno e nel Suo dominio. Perciò ha determinato la Sua saggezza, la discesa di Adamo e dei suoi discendenti sulla terra perché venga compiuto l’esame e si manifestino gli effetti della prestazioni dell’uomo circa queste inclinazioni, e la posizione quindi da lui assunta in risposta, ed infine la sua premiazione o il suo discredito di conseguenza.
  • Invero Iddio, gloria sia a Lui, ha creato le creature perché Lo adorino, ed è questo il fine della loro creazione. Disse l’Altissimo: {E non ho creato gli spiriti e gli umani sennonché Mi adorassero}[78]. Ed è risaputo che la completezza dell’adorazione richiesta dalle creature non può avverarsi nella Dimora della beatitudine e della permanenza, bensì si realizza nella dimora dell’avversità e della prova, in quanto la prima è luogo di solo piacere e delizia e non di verifica e d’incarico.
  • La fede nell’incognito è in verità la fede che giova, mentre per quanto riguarda la fede nel manifesto, ogni persona ne avrà fede nel Giorno della Resurrezione. Perciò, se fossero stati creati nella dimora della beatitudine, non avrebbero conseguito il grado della fede nell’incognito, seguito dal piacere e dall’eccellenza propria a questo credo. Perciò li ha fatti discendere in una dimora dove la fede nell’incognito potesse aver luogo.
  • Invero Iddio creò Adamo (sia lui preservato) da una manciata da tutta la terra, e la terra contiene il cattivo e il buono, l’impervio e l’agevole; così, gloria sia a Lui, già sapeva che tra i discendenti di Adamo vi sarebbe stato chi non fosse idoneo a coabitare nella Sua dimora, così l’ha fatto discendere in un luogo dove estrarre il buono e il cattivo. Poi ha distinto ciascuno di questi con una dimora, così ha reso buoni i popoli della Sua vicinanza e abitazione, e ha reso i cattivi i popoli della dimora della miseria e dei maligni.
  • Invero Iddio, gloria sia a Lui, ha voluto tramite ciò, far conoscere ai Suoi servi che ha colmato di delizia, la completezza della Sua grazia e il suo valore affinché gli siano di maggior amore e riconoscimento, e affinché gustino maggiormente il dono che gli ha dato Iddio. Così, gloria sia a Lui, gli ha mostrato la Sua opera contro i Suoi nemici e il tormento che ha preparato per loro, e gli ha fatto notare la distinzione con cui li ha privilegiati, concedendogli i più alti tipi di beatitudine, affinché si accresca la loro gioia, si completi il loro desiderio e si magnifichi la loro felicità, e ciò per la pienezza della Sua benedizione e del Suo amore. Perciò era necessario che scendessero sulla terra -e fossero quindi messi alla prova ed esaminati- così da dar successo a chi vuole per misericordia e favore, ed abbandonare chi vuole per saggezza e giustizia. In verità Egli è il Sapiente, il Saggio.
  • Invero Iddio, gloria sia a Lui, ha voluto che Adamo ritornasse (in Paradiso) con la sua discendenza nelle loro condizioni migliori. Gli ha fatto quindi provare le difficoltà del mondo, le sue afflizioni, le sue preoccupazioni e i suoi dolori nella misura in cui appaia poi eccezionale il valore della loro entrata in Paradiso nell’aldilà, dacché di un qualcosa, ne mostra la bellezza il suo contrario[79].

E dopo aver presentato l’inizio dell’uomo, è opportuno mostrare il suo bisogno della religione autentica.

 

Il Bisogno Umano della Vera Religione:

Il bisogno umano della religione è superiore al loro bisogno circa le altre necessità della vita, poiché è indispensabile per l’uomo conoscere ciò che compiace Allah, gloria sia a Lui, e ciò che causa la Sua ira. Necessita altrettanto di quel moto attraverso il quale procurarsi il proprio beneficio, e quello invece attraverso il quale respingere il proprio danno. Ed è proprio la religione che distingue le opere che procurano beneficio da quelle che procurano nocumento, e ciò rappresenta la giustizia divina tra le Sue creature e la Sua luce tra i Suo servi, ed è impossibile per la gente vivere senza la religione, attraverso la quale distinguere ciò che è da fare, da ciò che non lo è.

Siccome l’uomo è detentore di volontà, allora necessita di conoscere ciò che vuole, dunque se è proficuo o nocivo e se lo rende migliore o lo danneggia. Alcune persone riescono a riconoscere questo grazie alla loro natura primordiale, altri lo individuano attraverso la deduzione tramite il loro intelletto, altri ancora non lo riconoscono se non mediante la definizione dei messaggeri, la loro esplicitazione e la loro guida[80].

Quantunque si sforzino di propagandare le ideologie ateo-materialistiche e cerchino di abbellirle, e quantunque si moltiplichino le ideologie e le teorie, non potranno comunque appagare i singoli e le società senza la vera religione, e non avranno possibilità di soddisfare l’esigenze dell’anima e del corpo. Anzi, ogni volta che un individuo compie un’incursione in queste ideologie, realizza la piena certezza che queste non gli forniscono la sicurezza e non soddisfano la sua sete, e che non vi sia via d’uscita se non verso l’autentica religione.

Dice Ernest Renan: «È possibile che decada ogni cosa che amiamo, e che venga invalidata la libertà di usare il cervello, la sapienza e la produzione, ma è impossibile cancellare la religiosità, anzi rimarrà una dimostrazione parlante della nullità della corrente materialistica che pretende di limitare l’essere umano negli spregevoli limiti della vita terrena»[81].

E dice Muhammad Farid Uajdi: «È impossibile che svanisca l’idea della religiosità poiché è la più raffinata propensione dell’anima e la più nobile delle sue emozioni, e ti basti che sia un’attitudine che innalza la testa dell’uomo. Anzi questa tendenza aumenterà, e l’idea della religiosità inseguirà l’uomo finché sarà possessore di una mente con la quale concepire la bellezza e la bruttezza, e aumenterà in lui quest’istinto in proporzione all’elevatezza delle sue percezioni e lo sviluppo delle sue conoscenze»[82].

Dunque nel momento in cui si allontana la persona dal proprio Signore, in misura dell’elevatezza delle sue percezioni e dell’ampiezza degli orizzonti della sua sapienza, avvertirà l’enormità della propria ignoranza nei confronti del proprio Signore e del dovere che gli spetta. Avvertirà altrettanto l’enormità della propria ignoranza nei confronti di se stesso e di ciò che gli procura beneficio e gli causa danno, di ciò che gli rende felicità o afflizione, e la propria ignoranza nelle branche delle scienze e nelle sue particolarità come la scienza degli astri e delle galassie, o quelle informatica o nucleare … e in quel momento indietreggerà il sapiente dalla fase dell’arroganza e dell’orgoglio, verso l’umiltà e la sottomissione, e crederà al fatto che effettivamente dietro alla scienza vi è un Sapiente Saggio, e dietro alla natura vi è un Creatore Onnipotente, e questa realtà imporrà al ricercatore equo la fede nell’incognito, l’acquiescenza alla retta religione e l’ accettazione del richiamo della disposizione naturale e dell’istinto… mentre se abbandona la persona tutto ciò, recede la sua natura primordiale e deteriora sino a raggiungere il livello dell’animale muto.

Si può giungere quindi alla conclusione che la religiosità veridica, cioè quella basata sull’unificare Iddio col monoteismo e la sua adorazione come ha legiferato, è un fattore essenziale per la vita affinché l’individuo possa realizzare tramite di essa il culto suo per Iddio, il Signore delle creazioni, raggiungere la propria felicità e la salvezza dalla perdizione, dalla difficoltà e dalla miseria in entrambe le dimore. Com’è necessaria altrettanto perché si possa completare la forza teorica nell’uomo, giacché solo grazie a questo la mente trova ciò che sazia il proprio appetito, mentre senza non si realizzano le sue aspirazioni più elevate.

Ed è un fattore essenziale per la purificazione dello spirito e l’affinazione della forza della coscienza, poiché le nobili emozioni trovano nella religione un ambito cospicuo e una sorgente senza termine tramite cui raggiungere i propri scopi.

Ed è un elemento essenziale per la completezza della forza di volontà, in quanto la rafforza con le migliori motivazioni e stimoli, e la corazza con i maggiori mezzi di resistenza contro i fattori d’abbattimento e disperazione.

Perciò, se ci fosse qualcuno che dicesse: “In verità l’uomo è civile d’indole”, allora dovremmo rispondergli: “In verità l’uomo è religioso di natura”[83], poiché l’uomo è caratterizzato da due forze: una forza teorica scientifica, e una forza pratica volontaria, e la sua felicità completa è legata alla completezza di entrambe, e la prima – cioè quella teorica – non si avvera se non con la conoscenza di ciò che segue:

  • La conoscenza di Dio, il Creatore, il Provvidente che ha dato origine all’uomo dal nulla e l’ha colmato di grazia.
  • La conoscenza dei Nomi di Iddio e i Suoi Attributi e la conoscenza di ciò che è obbligatorio nei Suoi confronti, gloria sia a Lui, e gli effetti di questi Nomi sui Suoi servi.
  • La conoscenza della strada che porta a Lui.
  • La conoscenza degli ostacoli e degli intralci che impediscono il riconoscimento di questa strada, e dell’eccellente beatitudine che questa permette di raggiungere.
  • La vera conoscenza di se stessi e quindi la conoscenza di ciò di cui si ha bisogno e di ciò che giova al proprio essere o lo danneggia, ed altrettanto la conoscenza dei suoi pregi e dei suoi difetti.

E conoscendo queste cinque cose l’individuo completa la sua forza teorica, e la forza teorica e quella volontaria non si avverano se non considerando I Suoi diritti, gloria sia a Lui, sul servo e la messa in pratica di questi con sincerità, veridicità, equità e obbedienza, e con testimonianza di gratitudine verso di Lui; e non vi è possibilità di completare queste due forze, sennonché attraverso il Suo sostegno, in quanto è costretto ad essere guidato sulla Retta Via sul quale Egli ha guidato i Suoi preminenti[84].

E dopo aver saputo che la religione autentica è il sostegno divino per le varie forze del singolo, occorre sapere che è altrettanto lo scudo di difesa per la società. Ciò perché la vita umana non si eleva se non attraverso la cooperazione tra i suoi membri e questa cooperazione si può avverare soltanto con la presenza di un sistema che regoli i loro rapporti, determini le loro funzioni e garantisca i loro diritti. Pertanto è indispensabile per questo sistema un’autorità esecutiva e scrupolosa che impedisca ai singoli di trasgredirlo, faccia ambire loro alla sua conservazione, affermi la propria reverenza e protegga dalla profanazione le sue sacralità. Ma qual è quest’autorità? Dunque dico: non vi è sulla faccia della terra una potenza che possa competere con la potenza della religiosità e dell’osservanza per assicurare il rispetto del sistema, garantire la coesione, la stabilità della società e del suo organismo, e il conseguimento delle ragioni del conforto e della tranquillità.

E il segreto sta nel fatto che l’umano si distingue dal resto degli esseri viventi giacché i suoi movimenti e i suoi atteggiamenti volontari sono asserviti al comando di un’identità che non si vede e non si sente, ossia la dottrina di fede, che raffina lo spirito e purifica gli arti, poiché l’uomo è sempre guidato da una dottrina, giusta o corrotta che sia. Così se il suo credo è equo, si corregge in lui ogni cosa, mentre se questo è corrotto, si corrompe in lui ogni cosa.

E la dottrina e la fede sono i controllori personali dell’individuo e sono – come si può notare nel genere umano- di due tipi:

  • La fede nel valore della virtù e della dignità umana e delle moralità simili a queste, cui le nobili anime proverebbero disagio nel violarne le cause, anche qualora fossero esentate da eventuali conseguenze esterne o perdite materiali.
  • La fede in Iddio, gloria sia a Lui, che controlla ciò che è nascosto e sa il segreto e il recondito. Trae la propria autorità dal Suo ordine e divieto e in questa i sentimenti s’infiammano dal pudore per amore nei Suoi confronti o per timore, o per entrambi le ragioni… e non vi è dubbio che questo tipo di fede, sia tra i due il più forte nell’autorità del sé e sia quello più consistente nella resistenza contro le inclinazioni e i capricci delle emozioni, ed altrettanto quello che permea più velocemente i cuori delle masse e dei singoli.

Perciò la religione rappresenta la miglior garanzia per fondare i rapporti tra le persone su basi di giustizia ed equità, ed è una necessità sociale. Pertanto non c’è da sorprendersi dal fatto che la religione rappresenti per la comunità ciò che il cuore rappresenta per il corpo[85].

Poiché la religione occupa generalmente questa rilevanza, di conseguenza si nota la molteplicità di religioni e credenze nel mondo, e noti il fatto che ogni popolo sia soddisfatto ed attaccato alla propria.

Ma allora qual è la vera religione che consente all’anima umana di raggiungere ciò al quale aspira? E quali sono i criteri che la contraddistinguono?

 

I Criteri della Vera Religione:

Ogni credente crede che la sua fede sia quella autentica e ciascun seguace di una religione è convinto che la sua sia quella migliore e quella di metodologia più retta. E se chiedi ai seguaci delle religioni distorte o quelli delle ideologie umane razionalistiche circa la prova della loro credenza, noti che motivano col fatto di aver trovato i loro padri su quella strada e che ricalcano le loro orme. Poi capita che citino racconti e notizie infondate, di contenuto discutibile e confutabile e si basino su libri ereditati che non si sa da chi siano stati scritti o le cui parole da chi siano state dette, e a volte non si conosce nemmeno in quale lingua siano stati stesi la prima volta o in che paese siano stati rinvenuti. In realtà, non sono altro che un’antologia raccolta e poi magnificata che è stata poi data in eredità di generazione in generazione, senza un’indagine scientifica che ne analizzi la trasmissione e ne inquadri il testo. E questi testi e racconti ignoti, e la cieca imitazione non possono rappresentare motivazioni appropriate in campo religioso-dottrinale.

Possono dunque, tutte queste religioni manomesse e ideologie umane, considerarsi vere, oppure sono false?

E ‘impossibile che siano tutte verità, poiché la verità è solo una e non molteplice, e non è possibile altrettanto che tutte queste religioni distorte e credenze umane provengano tutte da Iddio e che rappresentino giustezza.

Ma dal momento che sono varie – e la verità è solo una – quale di queste è quell’autentica?

Da ciò emerge la necessità della presenza di criteri attraverso i quali distinguere la religione vera da quella falsa, e nel momento in cui s’individuano questi requisiti in una determinata religione, allora sappiamo che è quella giusta, mentre se vengono a mancare questi parametri, o solo uno di loro, allora sappiamo che è falsa.

 

I criteri con cui distinguere la vera religione da quella falsa:

Il primo: Che la religione provenga da Iddio e rivelata tramite un angelo, ad un messaggero affinché poi questo la trasmetta ai Suoi servi. Ciò perché la religione autentica è solo la religione di Dio, ed è solo Lui che può sanzionare e fare il resoconto alle creature nel Giorno della Resurrezione, secondo appunto la religione che ha fatto scendere a loro.

Disse l’Altissimo: {Invero abbiamo rivelato a te come già rivelammo a Noè e ai profeti dopo di lui. Abbiamo rivelato ad Abramo, Ismaele, Isacco, Giacobbe, Asbaat, Gesù, Giobbe, Giona, Aronne, Salomone e demmo a Davide il Salterio}[86]. E disse, gloria sia a Lui: {E non inviammo nessun messaggero prima di te se non rivelandogli che non vi è dio al di fuori di Me, quindi adorateMi}[87]. Quindi di conseguenza, qualunque religione sia stata proposta da una persona che la attribuisce a se stesso e non a Dio, allora è certamente una religione falsa.

Il secondo: Che richiami ad unificare Iddio, gloria sia Lui, con l’adorazione, e interdica l’idolatria e i mezzi che portano ad essa. Ciò perché il richiamo al monoteismo è la base del richiamo di tutti i profeti e messaggeri, e ciascun profeta diceva al suo popolo: {Adorate Allah! Non avete alcun dio all’infuori di Lui}[88]. Di conseguenza, qualunque religione includa idolatria e renda ad Allah consoci, quale profeta, angelo o santo, allora è una falsa religione, seppure i suoi sostenitori si spaccino per seguaci di uno dei profeti.

Il terzo: Che corrisponda alle fondamenta alle quali hanno richiamato i messaggeri, come il culto esclusivo per Allah, il richiamo al Suo sentiero, il divieto dell’idolatria, della disobbedienza ai genitori, dell’uccisione di alcuno senza averne il diritto; l’interdizione delle turpitudini, palesi o nascoste che fossero. Disse l’Altissimo: {E non inviammo nessun messaggero prima di te se non rivelandogli che non vi è dio al di fuori di Me, quindi adorateMi}[89], e disse: {Dì: “Venite che vi comunico ciò che vi ha proibito il vostro Signore: che non Gli associate alcunché e la carità con i genitori, e che non uccidiate i vostri figli a causa della povertà – di certo Noi provvederemo a voi e a loro; e che non vi avviciniate alle turpitudini, palesi o nascoste che fossero; e che non uccidiate l’anima resa immune da Allah, purché non vi sia diritto. Ecco a voi ciò che vi ha raccomandato, affinché comprendiate}[90]. E disse: {E chiedi a chi inviammo prima di te dei Nostri messaggeri. Rendemmo forse divinità d’adorare all’infuori del Misericordioso?}[91].

Il quarto: Che non presenti contraddizioni e differenze tra le sue parti, cioè che non ordini qualcosa e in seguito ordini il suo contrario, o che proibisca qualcosa e in seguito ne conceda ciò che è simile senza motivazione valida, oppure non proibisca un qualcosa o lo legittimi per qualcuno, proibendolo per qualcun altro. Disse l’Altissimo: {Non meditano forse sul Corano? Se provenisse da altri che Allah, vi avrebbero trovato in esso molta discordanza}[92].

Il quinto: Che la religione preveda ciò che custodisca alle persone la loro fede, il loro onore, i loro beni, le loro anime e la loro prole, tramite le disposizioni, i divieti, la disciplina e la morale che permettono di conservare queste cinque totalità.

Il sesto: Che la religione sia misericordia per le creature e che impedisca l’ingiustizia che potrebbero questi compiere contro se stessi o tra di loro, e ciò sia che l’iniquità riguardi la violazione di diritti, o il monopolio di beni, o lo sviamento dei piccoli a causa dei grandi. Disse Iddio a proposito della misericordia che era inclusa nella Torah, che fece scendere a Mosè, che Iddio lo preservi: {E quando si acquietò la collera di Mosè, raccolse le tavole le cui copie comprendevano guida e misericordia per coloro che temono il loro Signore}[93], e disse Iddio a proposito del conferimento a Gesù, che Allah lo preservi: {e sicché renderlo un segno per le genti e misericordia}[94], e disse il Misericordioso a proposito di Salih, che Iddio lo preservi: {Disse: “O popol mio, cosa dite se fossi io a basarmi su una prova proveniente dal mio Signore e mi abbia Lui dato misericordia (…)}[95], e disse: {E facciamo scendere del Corano ciò che è cura e misericordia per i fedeli}[96].

Il settimo: Che preveda la guida verso la legge di Dio, indichi alla persona cosa Iddio voglia da lui e lo informi da dove sia venuto e quale sarà la sua destinazione. Disse l’Altissimo descrivendo la Torah: {Invero abbiamo fatto scendere la Torah e in essa guida e luce (…)}[97], e disse del Vangelo: {E gli demmo il Vangelo, in esso guida e luce}[98]; e disse del Nobile Corano: {Lui è Colui che inviò il Suo messaggero con la guida e la vera religione}[99]. Pertanto la vera religione è quella che include la guida per l’ordinamento divino e procura all’anima la sicurezza e la tranquillità, giacché respinge qualsiasi sussurro, risponde a qualsiasi perplessità e chiarisce qualsiasi dubbio.

L’ottavo: Che richiami alle nobili opere e moralità come la sincerità, la giustizia, l’onestà, il pudore, la castità e la generosità; e che ne proibisca quelle malvagie come la disubbidienza ai genitori, l’omicidio, le turpitudini, la menzogna, l’ingiustizia, la prevaricazione, l’avidità e immoralità.

Il nono: Che realizzi la felicità per chi vi presta fede. Disse l’Altissimo: {Ta Ha, non abbiamo fatto scendere su di te il Corano perché tu arrivi a tribolare}[100]. Che sia coerente con l’equa natura primordiale: {La naturale primordiale sulla quale Allah ha creato la gente}[101], e che sia coerente altrettanto con la mente sana, poiché la religione autentica è la legge di Iddio, e la mente sana è creazione di Iddio ed impossibile che vi sia contraddizione tra la ordinamento di Allah e la Sua creazione.

Il decimo: Che indichi il vero e metta in guardia dal falso, richiami alla guida e ammonisca dalla deviazione, inviti la gente a quella Retta Via in cui non vi sono distorsioni né curve. Racconta Iddio degli spiriti che quando sentirono il Corano dissero tra di loro: {O popol nostro, invero abbiamo sentito (recitare) un libro fatto scendere dopo Mosè, confermante di ciò che l’ha preceduto, che guida alla Verità e alla Retta Via}[102], quindi che non li richiami a ciò che causa loro tribolazione: {Ta Ha, non abbiamo fatto scendere su di te il Corano perché tu arrivi a tribolare}[103], e non gli ordini nulla che conduca a rovina: {E non uccidete voi stessi, invero Allah è di voi clemente}[104], e non discrimini i suoi seguaci a causa di sesso, colore o tribù: {O gente! Invero vi abbiamo creato da maschio e femmina e vi abbiamo reso popoli e tribù affinché vi conosceste. Invero, presso Allah, il più nobile di voi è quello più timorato. Invero Allah è onnisciente, sapiente di ogni minuzia}[105]. Così l’unico parametro considerato per definire la nobiltà nella vera religione è il timore di Iddio.

E dopo aver esposto i criteri con cui distinguere la religione vera da quella falsa – attestando il tutto con ciò che è giunto nel Nobile Corano che dimostra come questi siano requisiti generali comuni tra tutti i Messaggeri veritieri inviati da Allah – è opportuno mostrare le categorie delle religioni.

 

Le Categorie delle Religioni:

L’umanità si divide per quanto riguarda le loro religioni in due categorie:

  • Una categoria che possiede una rivelazione da parte di Allah, come i giudei, i nazareni e i musulmani. I giudei e i nazareni però, a causa della loro incuria circa ciò che fu dettato a loro, a causa della loro esaltazione d’individui presi poi come signori al di fuori di Iddio e a causa del lungo tempo trascorso dal primo patto… persero i Libri che Allah fece scendere sui profeti a loro inviati. Così i loro sacerdoti scrissero per loro scritture asserendo che fossero state inviate da Iddio, mentre non erano inviate da Iddio, ma solo personificazioni da parte di menzogneri e distorsioni da parte di fanatici.

Per quanto riguarda il Libro dei musulmani, il Nobile Corano, è l’ultimo dei libri divini rivelati ed il più valido nel suo contenuto.

Iddio Stesso ne ha garantito la conservazione senza delegare agli umani quest’incarico. Disse l’Altissimo: {Invero Noi abbiamo fatto scendere il Monito e Noi ne siamo i conservatori}[106]. Pertanto il Corano è conservato nei petti e tra le righe, così è l’ultimo Libro che Iddio ha riservato con la guida per l’umanità, e dopo il quale non concederà scusante alcuna sino alla venuta dell’Ora. Ha prestabilito la sua permanenza, e ha disposto in ogni epoca persone che osservano i suoi limiti e le sue parole, ne applicano le disposizioni e vi prestano fede.

Ulteriori dettagli, circa questo magnifico Libro, saranno esposti nel paragrafo successivo[107].

  • Una categoria di religiosi che non possiedono un libro rivelato da Allah, sebbene abbiano comunque un libro ereditato, attribuito al fondatore della loro religione come gli induisti, i magi, i buddisti, i confuciani e come gli arabi prima dell’avvento del profeta Muhammad [ﷺ].

E non vi è nessuna nazione sennonché abbia sapienza teorica ed opera pratica attraverso al quale giungere al proprio interesse mondano. E questo uso fa parte della guida generale che Iddio ha reso in ogni persona, perfino in ogni animale. Nota, infatti, come abbia guidato l’animale a procurarsi ciò che gli giova in termini di cibo, di bevanda, e ad evitare ciò che gli nuoce e ha creato in lui l’amore per la prima e l’avversione per la seconda. Disse l’Altissimo: {Glorifica il nome del tuo Signore, il Supremo, Colui che ha creato e quindi plasmato, e Colui che ha decretato e quindi guidato}[108], e disse Mosè al Faraone come ha riferito Allah nel Corano: {Il nostro Signore che ha assegnato ad ogni cosa la sua peculiare creazione e poi l’ha guidata}[109]. E disse Abramo: {Colui che mi ha creato e quindi mi guida}[110],[111].

Ed è noto ad ogni persona intelligente- che possiede quindi un minimo di senso di critica e riflessione – che coloro che professano una religione sono migliori nelle scienze che giovano e nelle opere buone, in misura maggiore di quelli che invece non professano, e tra i religiosi, non vi è un bene che i non musulmani possiedano, senza che questo sia presente nell’Islam in misura più completa, e similmente, la gente delle religioni possiede ciò che non hanno gli atei. Difatti le scienze e le opere sono di due tipi:

Il primo tipo: Scienze razionali, dedotte attraverso la ragione come la matematica, la medicina, la produzione. Queste discipline sono in possesso sia dei religiosi sia degli atei, anzi i primi in queste sono addirittura più progrediti. Mentre ciò che non si può cogliere attraverso la semplice ragione, come la teologia e le scienze religiose, rappresentano peculiarità riservate unicamente a chi professa una fede. Di queste dottrine vi sono questioni che possono essere colte tramite le deduzioni logiche, e a tal proposito i Messaggeri hanno guidato ed insegnato alle creature l’utilizzo della ragione per raggiungerle, quindi rappresentano dimostrazioni di natura logica-religiosa.

Il secondo tipo: Scienze che non possono essere raggiunte se non attraverso le notizie dei messaggeri. Questo tipo di conoscenza quindi non può essere colto tramite la ragione, e ha tematiche come la conoscenza di Iddio, i Suoi Nomi e Attributi, ciò è stato predisposto nell’aldilà di beatitudine per chi Gli ubbidisce, e di tormento per chi Gli disubbidisce; l’enunciazione delle Sue ingiunzioni, le notizie relative ai profeti precedenti con i loro popoli[112].

 

 

 

 

La Condizione delle Religioni Presenti:

Le grandi religioni, con le loro vetuste pagine ed ordinamenti antichi, sono diventate facili prede di persone frivole e fraudolente, e  giochi in mano a manipolatori ed ipocriti ed oggetto di sanguinosi episodi e gravi calamità, finché hanno perso il loro spirito e la loro forma, tanto che se risorgessero ora i loro primi seguaci e i messaggeri  incaricati di trasmetterle, le rinnegherebbero e le ignorerebbero.

Il Giudaismo[113] oggigiorno è diventato un insieme di riti e tradizioni, senza spirito o vita ed è – a prescindere da questo – una religione etnica, riservata a un determinato popolo. Non porta alcun messaggio per il mondo, ne richiamo per i popoli e nemmeno misericordia per l’umanità. È stata infettata nella sua dottrina originale che rappresentava la bandiera con la quale si distingueva tra le religioni e le nazioni, e in cui conteneva il segreto della sua nobiltà, cioè il principio del monoteismo del quale raccomandò Abramo i suoi figli, e lo stesso fece Giacobbe. Adottarono gli ebrei molte credenze dei popoli corrotti con cui confinavano o sotto i quali vivevano, inserendo quindi molte delle usanze e delle tradizioni pagane. Questa realtà è stata confermata da imparziali storici ebrei com’è riportato nella “Enciclopedia Ebraica“, approssimativamente ciò che significa:

“Invero la collera dei profeti e la loro rabbia contro l’adorazione degli idoli indica che il culto degli idoli e degli dèi era ormai penetrato nelle anime degli israeliti e che avevano accettato credenze politeistiche e mitologiche. Anche il Talmud testimonia che l’idolatria attraeva in modo particolare gli ebrei”[114].

E dimostra il Talmud[115] babilonese – che gli ebrei esagerarono nel santificare, preferendolo a momenti alla Torah. Si è diffuso tra gli ebrei nel sesto secolo d.C. e contiene discorsi stravaganti che esaltano leggerezza d’intelletto e assurdità di parola, giungendo addirittura all’insolenza nei riguardi di Iddio, con manomissione dei fatti e dileggio della religione e dell’intelletto – qual’era il grado di degenerazione mentale e di corruzione del gusto religioso raggiunto dalla comunità ebraica in quel secolo[116].

Il Cristianesimo[117] invece è stato afflitto con distorsioni di estremisti ed interpretazioni di ignoranti e dal paganesimo dei romani convertitisi[118], sin dalla sua prima epoca, diventando tutto ciò macerie sotto le quali furono sepolti i magnifici insegnamenti di Cristo. Si spense così la luce del monoteismo e la sincerità di culto verso Iddio dietro a queste dense nuvole.

Racconta uno scrittore nazareno circa la misura in cui è permeato il credo della “trinità” nella società cristiana, a partire dalla fine del IV secolo d.C., dicendo: «La convinzione che il Dio Unico sia composto da tre persone è penetrato nelle viscere della vita del mondo cristiano e nel suo pensiero a partire dall’ultimo quarto del IV secolo diventando poi credenza ufficiale riconosciuta in tutte le parti del mondo cristiano, e non fu svelato nulla riguardo lo sviluppo del concetto di “trinità” e il suo segreto se non nella seconda metà del diciannovesimo secolo d.C. »[119].

Un contemporaneo storico nazareno discute in un libro intitolato “The History of Christianity in the Light of Modern Knowledge”[120], circa l’apparizione del paganesimo nella società nazarena, nei suoi diversi aspetti e variegati colori, e l’artificiosità ne vennero adottati i riti, i costumi, le feste e gli eroi pagani da nazioni e da religioni intrise nell’idolatria a causa d’imitazione, ammirazione o ignoranza, dicendo: «Il paganesimo terminò ma non fu completamente eliminato, bensì permeò le anime, e tutto continuò in nome del cristianesimo e sotto la sua copertura. Difatti quelli che si sbarazzarono ed abbandonarono le proprie divinità e i propri eroi prendevano il loro martire e gli assegnavano i titoli dei loro idoli, poi gli erigevano una statua e così si trasferì quest’idolatria e culto delle statue a quei martiri locali, e non terminò questo secolo se non dopo che si diffuse tra di loro l’adorazione dei martiri e dei beati e si formò una nuova dottrina, quella secondo la quale i santi assumerebbero attributi divini così quei beati e santi divennero creature intermediarie tra Iddio e l’uomo. Furono altrettanto sostituiti i nomi delle festività pagane con nuovi nomi, fintantoché, nel 400 d.C., l’antica Festa del Sole fu mutata nella festività del Natale di Cristo»[121].

I magi invece, erano conosciuti sin dai tempi antichi per il culto degli elementi naturali e in maggior misura del fuoco, che sono giunti alla fine alla sua adorazione, costruendogli altari e templi, e si sono diffusi “i templi del fuoco” in tutto il paese, tantoché  tutte le fedi e le religioni scomparvero, tranne appunto il culto del fuoco e la venerazione del sole. Così la religione divenne per loro un insieme di rituali e pratiche tradizionali da professare in determinati luoghi[122].

Descrive l’autore di “L’Iran sous les Sassanides“, il danese Arthur Christensen, la categoria dei capi religiosi e delle loro funzioni, dicendo: “Era obbligatorio per quei funzionari adorare il sole quattro volte al giorno, oltre al culto della luna, del fuoco, dell’acqua. Inoltre avevano come obbligo di non lasciare che il fuoco si spegnesse, che acqua e fuoco non andassero a contatto tra di loro e che il metallo non arrugginisse, in quanto il metallo per loro era ritenuto sacro”[123]. Inoltre si assoggettarono in tutte le epoche al dualismo che diventò il loro motto, e prestarono così fede nella coesistenza di due divinità: la luce, o il bene, o ciò che chiamano “Ahura Mazdā” o “Yazdan”; e le tenebre, o il dio del male, che sarebbe “Ahreman”. Due divinità tra cui il conflitto e la guerra è continua[124].

Il Buddismo invece, diffuso in India e in Asia centrale, è una religione di culto delle statue che sono portate ovunque. Così vengono costruiti templi ed erette statue di “Buddha” ovunque giungano e si accampano i suoi seguaci[125].

Il Bramanesimo, invece, è una religione dell’India che divenne famosa per la molteplicità degli idoli e delle divinità, e la loro idolatria raggiunse il suo picco nel VI secolo d.C. quando il numero delle loro divinità arrivò a 330 milioni[126]. Infatti considerarono ogni cosa stupenda, meravigliosa e benefica quindi idolo da adorare e di conseguenza si sviluppò la produzione della scultura di statue in quest’epoca e si applicarono con creatività gli scultori.

Dice lo scrittore indiano C. V. Vaidya nel suo libro “History of Medieval Hindu India” mentre descrive l’epoca del re Harash (606-648 dC), che è quella che segue l’avvento dell’Islam in Arabia: «L’Induismo e il Buddismo sono due religioni politeistiche allo  stesso modo, e può darsi anche che il buddismo abbia superato l’induismo nello sprofondamento nel politeismo. L’origine di questa fede – il buddismo – iniziò con la negazione dell’esistenza di Dio, ma col tempo fu adottato “Buddha” come idolo maggiore e poi gli son stati aggiunte altre divinità come “Bodhisattva”. Così si diffuse in India il culto delle statue fintantoché il nome “Buddha” divenne sinonimo di “idolo” o “statua” in alcune lingue orientali. E non vi è dubbio che il politeismo fosse sparso in tutto il mondo contemporaneo, difatti l’intero globo, dall’oceano Atlantico a quello Pacifico, era intriso nell’idolatria,  e sembrava che tra il Cristianesimo, le religioni semitiche e il Buddismo ci fosse una competizione nella glorificazione e santificazione degli idoli e apparivano come cavalli da corsa che correvano in un unico circuito»[127].

Dice un altro induista, nel suo libro intitolato “Popular Hinduism”[128], che il processo di creazione di dèi non terminò a questo punto, bensì continuarono ad aggiungersi piccole divinità nelle diverse epoche in questo “complesso divino” in grande numero fintantoché questo concentramento raggiunse un numero oltre ogni limite o conteggio[129].

E questa è la condizione delle religioni, mentre nei paesi civilizzati, invece, dove si sono elevati governi possenti, si sono diffuse moltissime scienze diventando poi culle di civiltà, industrializzazione e arte, ma le religioni sono svanite e hanno perso la loro vetustà e la loro influenza. Sono spariti i riformatori e si sono eclissati gli insegnanti. Il richiamo all’ateismo è ormai praticato pubblicamente, la corruzione è diffusa dappertutto e i normali tenori di vita, considerati modelli da seguire, si sono alterati, giungendo al punto in cui l’uomo ha perso il proprio valore anche dinanzi a se stesso. Così è aumentato il numero dei suicidi, si sono spezzati i legami famigliari e si sono sciolti i rapporti sociali. Le cliniche psichiatriche sono intasate dalle folle di pazienti e si sono elevati mercati d’indovini e stregoni. L’uomo ha ormai provato ogni piacere e ha seguito ogni novità…desideroso di dissetare il proprio spirito, di curare la propria anima e rasserenare il proprio cuore. Ma non avranno successo tutti questi piaceri, ideologie e teorie per raggiungere questo fine; e pertanto quest’afflizione d’animo e tormento spirituale non cesseranno fino a quando egli non stabilirà il rapporto col proprio Creatore, adorandoLo nel modo di cui Si compiace e col quale  ha inviato i Suoi messaggeri. Disse Iddio, descrivendo la condizione di chi si scosta dal proprio Signore seguendo la guida di altri: {E chi si scosta dal Mio Monito, allora avrà vita stretta e sarà stipato cieco nel Giorno della Resurrezione}[130], e disse gloria sia a Lui, a proposito della sicurezza e della felicità dei fedeli in questa vita: {Coloro che prestano fede e non intricano la loro fede con iniquità (idolatria), son questi che avranno la sicurezza e sono loro guidati}[131], e disse l’Eccelso: {Mentre coloro che sono resi felici saranno dunque nel Paradiso in perpetuo, finché i cieli e la terra continueranno ad esserci, se non secondo ciò che vuole il tuo Signore. Un dono che non sarà spezzato}[132].

Se provassimo ora ad applicare i criteri che abbiamo citato in precedenza, noteremmo che a queste religioni – eccetto l’Islam – manca la maggior parte di queste, come emerge chiaramente da questa breve presentazione.

Tra l’altro, tutti questi culti mancano dell’elemento essenziale, cioè l’unificazione di Iddio (il monoteismo), e i loro corrispettivi seguaci hanno associato ad Allah altri dèi. Si nota altrettanto che queste religioni distorte non propongono alle persone una legge appropriata, adatta a ogni epoca e luogo, che preservi per gente il proprio credo, il proprio onore, la propria prole, i propri beni e il proprio sangue. Inoltre, non gli indicano l’Ordinamento di Iddio che ha stabilito e non gli forniscono la serenità e la felicità, dal momento che contengono contraddizioni e incoerenze.

Per quanto riguarda l’Islam invece, verrà esposto nei seguenti capitoli ciò che dimostra quanto questa sia effettivamente la vera e perpetua religione di Dio e la fede di cui Si è compiaciuto e ha approvato per l’umanità.

In conclusione di questa sezione è opportuno definire l’essenza della Profezia e i segni che la contraddistinguono, quindi la necessità che ne ha il genere umano. Spiegheremo altrettanto i fondamenti della missione dei messaggeri e la realtà Messaggio conclusivo ed eterno.

 

 

 

La Realtà della Profezia:

In verità, la più grande essenza che l’uomo è tenuto ad apprendere in questa vita è la conoscenza del proprio Signore che gli ha dato origine dal nulla e l’ha colmato di grazie, e che il fine per cui Iddio ha creato le creature è l’adorazione esclusiva per Lui.

Ma in che modo l’uomo ha possibilità di conoscere il proprio Signore in maniera corretta? E come può conoscere i propri diritti e doveri, e come adorare Iddio?

Invero l’uomo ha possibilità di trovare chi può assisterlo nelle vicissitudini della vita, provvedere ai suoi bisogni come la cura di una malattia procurandogli una medicina, aiutarlo a costruire una casa e così via, ma non potrà trovare nella gente comune chi è in grado di fargli conoscere il suo Signore e mostragli le modalità con cui adorarLo. Questo perché la mente umana non è in grado di definire in modo indipendente la volontà di Dio nei suoi confronti, e ciò a causa della sua debolezza, difatti non è nemmeno in grado di percepire la volontà di un proprio consimile prima che questo gliene dia notizia, quindi come potrebbe percepire autonomamente la volontà di Iddio? Tra l’altro questa missione è limitata ai messaggeri e ai profeti prescelti da Iddio per trasmettere il Messaggio e affidata dopo di loro a rette guide, eredi dei profeti, portatori della loro metodologia e ricalcanti delle loro orme, che ne comunicano quindi il Messaggio, poiché gli umani comuni non possono ricevere in modo diretto da Allah e nemmeno ne sarebbero in grado. Disse l’Eccelso: {E non è dato a qualsiasi umano che Allah gli parli se non tramite rivelazione, da dietro un velo o inviando un messaggero che gli riveli col Suo permesso ciò che vuole. Invero è altissimo e saggio}[133].

Quindi è indispensabile la presenza di un mediatore e di un ambasciatore che comunichi le disposizioni di Allah ai Suoi servi, e questi mediatori ed ambasciatori sono appunto i messaggeri e profeti. Dunque, l’angelo porta il Messaggio divino al profeta che in seguito lo comunica alla gente. L’angelo però non porta i messaggi agli uomini in modo diretto poiché il mondo degli angeli si distingue di sua natura da quello umano.

Disse l’Altissimo: {Allah presceglie messaggeri tra gli angeli, ed altrettanto tra gente}[134]. Disse il Misericordioso: {E non inviammo prima di te (o Muhammad) se non uomini ai quali abbiamo rivelato}[135], e disse: {E non inviammo messaggero alcuno se non con la lingua del suo popolo affinché gli spiegasse}[136].

Si caratterizzano questi messaggeri e profeti con la perfezione dell’intelletto, l’integrità della natura primordiale, la veridicità nel detto e nelle opere, la fedeltà nel trasmettere ciò che gli è stato affidato, l’immunità da tutto ciò che potrebbe offuscare la condotta umana, la sanità fisica rispetto a deformità d’aspetto ripugnante, dalla quale si scostano i gusti equi[137].

Iddio li ha elevati nel loro essere e nella loro morale, dunque sono gli uomini più completi, più puri d’animo e di mano più generosa. Ha raggruppato in loro l’etica più nobile e l’eccellenza di condotta, unendo ad esempio la longanimità e la sapienza, la magnanimità, la generosità e la maestosità, il coraggio e la giustizia, fintantoché si distinsero in queste qualità dal resto della loro gente.  Disse il popolo di Salih, come ci ha riferito Iddio nel Corano: {Dissero: “O Salih, invero avevamo in te speranza prima di questo. Vuoi forse tu impedirci di adorare ciò che adoravano i nostri padri?”}[138], e fu detto a Shu’aib dal suo popolo: {“È forse il tuo culto che ti ordina di farci abbandonare ciò che adoravano i nostri padri o di fare ciò che vogliamo dei nostri beni? Eppure dovresti essere proprio tu il longanime e retto”}[139]. Ed era famoso Muhammad [ﷺ] nel suo popolo col titolo di “Al Amiin” (L’affidabile) già prima che gli venisse rivelato il Messaggio, e l’ha descritto il suo Signore dicendo: {E invero sei di un carattere eccellente}[140].

Dunque sono loro i migliori tra le creature di Iddio. Li ha prescelti e prediletti per portare il Suo Messaggio e comunicarne ciò gli ha dato in custodia. Disse l’Altissimo: {Allah sa dove porre il Suo Messaggio}[141], e disse: {Invero Allah ha prescelto Adamo, Noè, la famiglia di Abramo e la famiglia di ‘Imraan dal creato}[142].

E questi profeti e messaggeri, nonostante Iddio li avesse descritti con nobili qualità e sebbene fossero conosciuti per i loro ottimi attributi, sono comunque umani, e quindi patiscono ciò che patiscono il resto degli umani, perciò si affamano, si ammalano, dormono, mangiano, si sposano e muoiono. Disse l’Eccelso: {Di certo morirai e invero anche loro sono mortali}[143], e disse: {E invero inviammo messaggeri prima di te (o Muhammad) e rendemmo per loro spose e discendenti}[144]. Addirittura capitava che fossero perseguitati, uccisi o cacciati dalle loro case, disse l’Altissimo: {E (ricorda) quando gli infedeli tramavano contro di te per imprigionarti o ucciderti o cacciarti, e così cospirano ma anche Allah trama, però è Allah il migliore dei tramanti}[145].

Tuttavia però la meglio, il trionfo e il dominio spetterà a loro, nel mondo e nell’aldilà: {Di certo Allah darà il trionfo a chi Lo farà trionfare}[146]. Disse gloria sia Lui: {Allah ha decretato: “Invero sconfiggerò, Io e i Miei messaggeri”. Invero Allah è potente, eminente}[147].

 

 

 

 

 

I Segni della Profezia:

Dacché la profezia rappresenta un mezzo per giungere alla conoscenza della sapienza più nobile e all’adempimento delle opere migliori, Iddio, gloria sia a Lui, per Sua misericordia, ha contraddistinto codesti profeti con segni distintivi, attraverso i quali la gente potesse individuarli e riconoscerli – e difatti su tutti quelli che hanno sostenuto un richiamo appariva, tramite indizi ed eventi, ciò che confermava la veridicità di ciascuno nel caso fosse realmente veridico, e viceversa, la falsità nel caso fosse bugiardo – e questi segni sono molti, cui più importanti sono:

  1. Che il messaggero inviti al culto esclusivo di Iddio senza renderGli consocio alcuno, richiamando quindi all’abbandono dell’adorazione di tutto ciò che è all’infuori di Lui. Ed è proprio questo il fine per cui Iddio ha dato origine al creato.
  2. Che inviti la gente a prestargli fede, a credergli e a mettere in atto ciò che è presente nel Messaggio con cui è giunto. Infatti Iddio ordinò il Suo Profeta Muhammad [ﷺ] di dire: {“O gente, invero io sono un messaggero di Allah per tutti voi”}[148].
  3. Che sia sostenuto da Allah attraverso le varie forme di testimonianze, proprie della profezia, tra le quali segni che il profeta mostra cui il suo popolo non è in grado di rinnegare o di produrne un checché di simile. Ne è un esempio, la prova con cui giunse Mosè [ﷺ] quando il suo bastone si trasformò in serpente; la prova di Gesù [ﷺ] quando guariva i ciechi e i lebbrosi col permesso di Iddio, ed altrettanto la prova di Muhammad [ﷺ] che giunse col Nobile Corano nonostante fosse analfabeta e non capace di leggere e scrivere, e molti altri segni profetici.

E tra questi segni vi è la chiara verità con la quale giungevano i profeti e i messaggeri e che i loro stessi avversari non erano in grado di confutare o rinnegare, anzi sapevano che ciò che i profeti avevano portato era verità che non poteva essere ribattuta.

E tra questi segni vi sono altrettanto le condizioni perfette, le caratteristiche migliori e le più nobili qualità  e moralità con la quale Allah distingueva i Suoi profeti.

E tra questi segni vi è il trionfo che Iddio gli concede contro i suoi avversari e la superiorità che rendeva al messaggio al quale richiamava.

  1. Che il suo messaggio concordi nei suoi fondamenti con quelli cui hanno richiamato i messaggeri e i profeti[149].
  2. Che non richiami al culto di se stesso o che gli sia indirizzato alcun atto di culto, o che richiami all’esaltazione della propria tribù o della propria gente. Ordinò Iddio il Suo Profeta Muhammad [ﷺ] di dire alla gente: {Dì: “Non vi dico di possedere le dispense di Allah, né che conosco l’ignoto e nemmeno di essere un angelo. Invero non seguo altro che ciò che mi viene rivelato”}[150].
  3. Che non chieda alla gente nulla delle cose terrene in cambio del suo richiamo. Raccontò Iddio a proposito dei Suoi profeti, Noè, Hud, Salih, Luut, Shu’aib – che Iddio li elogi e li preservi – che tutti dissero ai loro popoli: {Non vi chiedo per questo ricompensa alcuna, invero la mia ricompensa non l’aspetto se non dal Signore delle creazioni}[151]. E disse Muhammad [ﷺ] al suo popolo per ordine del Suo Signore: {Dì: “Non vi chiedo per questo ricompensa alcuna e non sono nemmeno di quelli ultrònei gravosi”}[152].

E questi messaggeri e profeti, di cui abbiamo ricordato qualcosa dei loro attributi e dei segni delle loro profezie, sono moltissimi. Disse l’Eccelso: {In verità, in ogni comunità abbiamo inviato un Messaggero con: “Adorate Allah e appartate i prevaricatori”}[153].

L’umanità ha assaggiato la felicità con il loro avvento e la storia si è messa in mostra registrando le loro notizie, e sono stati trasmessi in larga misura i loro ordinamenti religiosi e la testimonianza del fatto che rappresentino veridicità e giustizia. Allo stesso modo sono stati tramandati eccezionalmente le notizie del trionfo con cui Iddio li sostenne e che mandò invece in rovina i loro nemici, come fece col diluvio contro il popolo di Noè, l’annegamento del Faraone e il tormento del popolo di Luut.

Altrettanto chiara è la vittoria di Muhammad[ﷺ] sui suoi nemici e la peculiare diffusione della sua religione. E chi è informato di tutto ciò sa con certezza che essi giunsero solo con il bene e la guida ed indicarono all’umanità tutto ciò che potesse giovarla e ammonendola quindi da tutto ciò che potesse nuocerla.

Il primo di questi fu Noè e l’ultimo è Muhammad [ﷺ].

 

Il Bisogno Umano dei Messaggeri:

I profeti sono gli inviati di Allah per i Suoi servi, ai quali trasmettono i precetti divini e danno la buona novella della beatitudine che Iddio ha predisposto per chi di loro osserva i Suoi ordini, e li ammoniscono circa il tormento duraturo se disubbidiscono, e raccontano loro le notizie dei popoli precedenti e di ciò che subirono come pena e castigo, a causa della loro violazione delle prescrizioni del loro Signore.

E siccome questi comandamenti divini, ordini e divieti, non possono essere conosciuti dalla ragione umana in modo indipendente, ha perciò Iddio ha stabilito gli ordinamenti e prescritto le disposizioni per onorare l’umanità e per preservare i suoi interessi. Ciò perché le persone potrebbero tendere ai loro desideri, violando di conseguenza le interdizioni e aggredendo le altre persone, usurpandone quindi i diritti. Perciò rappresentava una suprema saggezza, il fatto che Allah inviasse tra gli uomini, tra un epoca e l’altra, messaggeri che ricordassero loro gli ordini di Iddio, e li mettessero in guardia dal cadere nel peccato, predicando tra di loro discorsi moraleggianti nei quali esporre gli eventi delle generazioni precedenti. Notizie sorprendenti e concetti straordinari che se raggiungono l’udito e risvegliano la psiche, permeano le menti così da innalzarle in sapienza, procurandole inoltre la giusta percezione. Difatti le persone che ascoltano di più sono quelle che possiedono pensieri più intensi, e quelle con pensieri più intensi sono le persone di maggior riflessione, e quelle di maggior riflessione sono le persone di maggior sapienza, e quelle di maggior sapienza sono le persone di maggior azione[154].

Disse Shaikh Al Islaam Ibn Taimiiah[155], che Iddio abbia di lui misericordia: «[…] e il messaggio è indispensabile affinché il servo migliori nella sua vita mondana e nella sua vita oltremondana, e come non sarà in grado di raggiungere l’integrità nel suo aldilà se non seguendo il messaggio, nello stesso modo, non avrà integrità nella sua vita e nel suo mondo terreno se non seguendo il messaggio. Infatti l’uomo è necessitante dell’ordinamento divino in quanto si trova tra due movimenti: un movimento tramite il quale attira ciò che gli giova, e un altro tramite il quale respinge ciò che gli nuoce, e la religione è la luce che mostra ciò che gli procura beneficio e ciò che gli arreca danno, in quanto è la luce di Allah sulla Sua terra, la Sua giustizia tra i Suoi servi e la Sua fortezza in cui chi vi entra è al sicuro.

E non s’intende con ordinamento la distinzione tra il beneficio e il danno attraverso i sensi, poiché ciò accade agli animali- infatti l’asino e il cammello differenziano e distinguono l’orzo dalla sabbia- bensì la distinzione tra le opere che danneggiano chi la compie nel mondo e nell’aldilà e le opere che invece lo beneficiano nel mondo e nell’aldilà come il beneficio della fede, del monoteismo, della giustizia, della rettitudine, della carità, dell’onestà, della castità, del coraggio, della sapienza, della pazienza, dell’ordinare il bene e vietare il male, del vivificare i legami di sangue, della bonarietà coi genitori, della bontà coi vicini, del soddisfare i diritti altrui, della sincerità nel compiere le opere esclusivamente per Allah, del riporre fiducia in Lui, del cercare in Lui l’aiuto, dell’accoglimento degli eventi decretati, del sottomettersi al Suo giudizio, del crederGli e credere ai Suoi messaggeri in tutto ciò di cui hanno informato, e di tutto il resto che rappresenta beneficio e moralità per il servo nel suo mondo terreno e nel suo aldilà. Mentre nell’incontrario di ciò vi è la sua miseria e il suo danno nel suo mondo e nel suo aldilà.

E se non fosse per il Messaggio, l’intelletto umano non sarebbe stato in grado di giungere alla conoscenza dei dettagli di ciò che è giovevole e di ciò che è dannoso nella sua vita mondana. Quindi, tra le più nobili grazie e i più grandi favori che Iddio abbia concesso ai Suoi servi, vi è il fatto che Egli abbia inviato a loro i Suoi messaggeri e abbia fatto scendere su di loro i Suoi Libri e ha mostrato a loro la Retta Via, altrimenti, l’uomo sarebbe stato come bestiame o di peggior condizione. Quindi chi accetta il Messaggio di Allah e si conforma ad esso è tra i migliori della creazione, e chi invece lo respinge e se ne discosta allora è tra i peggiori della creazione ed è di condizione peggiore di quella del cane o del maiale e più spregevole di ogni vile. Inoltre non potrà esserci permanenza per gli abitanti della terra senza la presenza degli effetti del Messaggio tra di loro, poiché nel caso dovessero scomparire le tracce dei messaggeri sulla terra e cancellarsi i riferimenti dei loro insegnamenti, allora in quel momento Iddio distruggerà il mondo celeste e quello terreno e innalzerà la Resurrezione. 

E il bisogno che le genti della terra hanno dei messaggeri non è come il loro bisogno del sole, della luna, del vento o della pioggia, e non è nemmeno come il bisogno che l’uomo ha della sua vita, né tantomeno come il bisogno che l’occhio ha della luce, o il corpo del cibo e della bevanda, bensì è ben di più di tutto questo e ne necessita più di qualsiasi cosa potesse venire in mente. I messaggeri, che Iddio li elogi e li preservi, sono mediatori tra Iddio l’Eccelso e le Sue creature per ciò che riguarda il Suo ordine e il Suo divieto, e sono gli ambasciatori tra Lui e i Suoi servi. Il loro sigillo, il loro sommo e il più nobile presso il suo Signore è Muhammad, che Iddio lo elogi e lo preservi e così tutti loro. Iddio l’ha inviato come misericordia per le creazioni, l’ho ha reso prova sicura per gli incamminati e per tutte le creature. Ha reso obbligatorio la sua ubbidienza, il suo amore, il suo rispetto, il suo sostegno, e l’adempimento dei suoi diritti. E ha altrettanto preso i patti e la conferma da parte di tutti i profeti e messaggeri di aver fede in lui e di seguirlo, e ha ordinato a loro di stabilire il patto con i loro seguaci fedeli. L’ha inviato prossimo all’Ora, nunzio di buona novella, ammonitore e richiamante ad Allah e come lampada illuminante. Così ha ultimato tramite di lui il Suo Messaggio e ha guidato attraverso di lui dalla deviazione, e ha insegnato tramite di lui in contrasto all’ignoranza, e ha aperto tramite il suo messaggio occhi ciechi, orecchi sordi e cuori coperti, così albeggiò il mondo dopo le sue tenebre, e si sono affiatati i cuori dopo la loro dissipazione. Dunque ha raddrizzato tramite di lui la credenza distorta e ha reso palese attraverso di lui il Retto Sentiero limpido. Gli ha aperto il petto, l’ha liberato dal suo fardello e ha innalzato la sua menzione.

Ha reso l’umiliazione e la disgrazia a chi contraddice il suo ordine e l’ha inviato,[], dopo un intervallo nella successione dei messaggeri e la scomparsa di Libri. In quei tempi le parole erano manomesse, gli ordinamenti cambiati e ogni popolo appoggiava l’ingiustizia dei propri pareri e davano giudizio su Iddio e giudicavano tra i Suoi servi con i loro detti corrotti e desideri. Dunque ha guidato tramite di lui le creazioni e ha reso noto attraverso di lui la strada e tratto la gente dalle tenebre alla luce, e l’ha reso distinzione tra la gente del successo da quella dell’immoralità.

Quindi chi segue la sua guida sarà ben guidato e chi si discosta dal suo sentiero, allora si devia ed eccede. Che Iddio lo elogi e lo preservi ed altrettanto il resto dei messaggeri e profeti»[156].

Possiamo quindi riassumere le motivazioni del bisogno che l’uomo ha del messaggio nei punti seguenti:

  1. Perché l’uomo è una creatura asservita e necessita della conoscenza del suo Creatore e di cosa Egli vuole da lui e perché l’ha creato. Tuttavia l’uomo non è in grado di conoscere tutto questo in modo autonomo e non vi è possibilità alcuna a riguardo se non attraverso i profeti e i messaggeri e attraverso la luce e la guida con cui sono giunti.
  2. Perché l’uomo è composto di corpo e spirito. Il nutrimento del primo avviene attraverso ciò che è disponibile di cibo e bevande, mentre quello dello spirito gliel’ha definito Colui che l’ha creato, e consiste nella giusta religione e nell’opera buona. Così i profeti e i messaggeri sono giunti con la giusta religione e hanno indicato la pratica dell’opera buona.
  3. Perché l’uomo è religioso per natura e necessita quindi di una religione da professare. Perciò era indispensabile che questa religione fosse autentica e non vi è possibilità di giungere alla fede veridica se non attraverso la fede nei profeti e messaggeri e quindi prestar fede in tutto ciò con cui sono giunti.
  4. Perché l’uomo ha bisogno di conoscere la strada che lo porta alla compiacenza di Iddio nel mondo e al Suo Paradiso e alla Sua beatitudine nell’aldilà, e non possono guidare o indicare questa strada se non i profeti e i messaggeri.
  5. Perché l’uomo è debole di natura e molti nemici gli tendono insidie, dal diavolo che lo vuole ingannare, alle cattive amicizie che gli abbelliscono l’immoralità, all’anima che gli ordina il male. Perciò ha bisogno di ciò che lo preservi dalle trame dei suoi nemici, e certamente i profeti e i messaggeri lo hanno indirizzato nel migliore dei modi.
  6. Perché l’uomo è socievole per sua natura, perciò il suo incontro con le persone e la convivenza che ha con loro, necessita di un ordinamento affinché possano interagire con equità e giustizia – altrimenti la loro vita sarebbe come la vita della giungla – ed è indispensabile che questo ordinamento conservi a ciascuno i propri diritti senza preferenze o negligenza, e nessuno è in grado di fornire una legge completa se non i profeti e i messaggeri.
  7. Perché ha bisogno di conoscere ciò che realizza la serenità e la stabilità interiore e gli indichi le cause della vera felicità, e a ciò non possono indirizzare se non i profeti e i messaggeri.

E dopo aver chiarito le motivazioni del bisogno che l’umanità ha dei profeti e messaggeri, risulta opportuno trattare ciò che riguarda la destinazione finale, menzionando le prove e le testimonianze che ne confermano la realtà.

 

 

 

 

 

Il Ritorno Finale:

Ogni uomo sa con certezza che la sua morte è inevitabile, ma quale sarà il suo destino dopo la morte? Sarà tra i felici o tra i miserabili?

Invero tanti popoli e tante nazioni credono nella resurrezione dopo la morte e saranno chiamati a rispondere delle loro opere, e quindi ricompensati in bene se queste sono buone e in male se sono cattive[157], e questo avvenimento – la resurrezione e il resoconto –  lo conferma ogni mente sana e l’approvano le religioni divine, e si basa su tre principi fondamentali:

  1. La conferma dell’onniscienza del Signore, gloria sia a Lui.
  2. La conferma della Sua onnipotenza, gloria sia a Lui[158].
  3. La conferma della Sua perfetta saggezza, gloria sia a Lui.

Molte sono le prove, testuali e logiche, che confermano questo ritorno finale, e tra queste:

  1. Dimostrando attraverso la creazione dei cieli e della terra, la risurrezione dei morti. Disse l’Altissimo: {Non vedono forse come Allah, Colui che creò i cieli e la terra e non si è stancato della loro creazione, è in grado di risuscitare i morti? Certo che lo è! Invero Egli è l’Onnipotente}[159], e disse: {Non è forse in grado, Colui che creò i cieli e la terra, di creare ciò che ne è simile? Certo che lo è! Invero Egli è il Creatore assiduo, l’Onnisciente}[160].
  2. Utilizzando come dimostrazione la creazione del creato senza alcun modello precedente, per la Sua potestà di ricrearli nuovamente dopo la loro morte. Difatti, chi è in grado di dare origine dal nulla è maggiormente in grado di riportare in vita. Disse l’Eccelso: {Ed Egli è Colui che dà inizio alla creazione e poi lo reitera e ciò Gli è alquanto facile ed è a Lui l’attributo più elevato}[161], e disse: {E ci ha definito tramite un paragone, dimenticando però la sua creazione. Disse: “Chi darà vita alle ossa quando saranno polvere?”. Dì: “Le rivivificherà Colui che le ha originate la prima volta e che è sempre Sapiente di ogni creazione”}[162].
  3. La creazione dell’uomo nella miglior forma e di quest’aspetto perfetto con i suoi arti, i suoi punti di forza e le sue caratteristiche e ciò di cui è composto in carne, ossa, vene, nervi…i porti, le apparecchiature, le scienze, i ricavi, le produzioni… rappresentano miglior dimostrazione della Sua potestà di ricrearli nuovamente dopo la loro morte, gloria sia a Lui.
  4. Dimostrando attraverso la resurrezione dei morti, avvenuto già nella vita mondana, la Sua potestà di ricrearli nuovamente nella vita oltremondana. Sono, infatti, giunte le notizie nei libri divini che Iddio ha rivelato ai Suoi messaggeri, di risuscitamenti avvenuti per mano di Abramo e Gesù, che Iddio li preservi, ed altri ancora col permesso di Allah.
  1. Dimostrando attraverso la Sua potestà di resuscitare i morti, circostanze simili a quelle del Giorno del Giudizio come l’ammassamento e resurrezione, tra le quali:
  2. Iddio crea l’uomo da una goccia di sperma che in precedenza era dispersa nel corpo, ed è perciò che tutte le membra condividono il piacere del rapporto. Così Iddio raccoglie questa goccia dall’intero corpo che poi entrerà nella stabilità dell’utero dal quale quindi prenderà origine l’uomo. Giacché queste parti erano divise e poi sono state riunite formando infine quest’individuo, dunque nel momento in cui si divideranno nuovamente con la morte, cosa potrebbe impedirGli di raggrupparle un’altra volta? Disse l’Eccelso: {Non avete visto ciò che eiaculate? Siete forse voi che lo create oppure siamo Noi i suoi creatori?}[163].
  3. I semi delle piante, nonostante la diversità delle loro forme, nel momento in cui cadono su un suolo fertile e vengono avvolti dalla terra e dall’acqua, rimane conservata, eppure secondo la logica umana dovrebbero marcire e decomporsi – e per questo sarebbe sufficiente un solo elemento dei due, l’acqua o terra, e quindi a maggior ragione la loro combinazione – ma quando aumenta l’umidità ecco che il seme si spezza e ne esce la pianta. Non testimonia forse tutto ciò una potenza totale e una saggezza globale? Come si potrebbe quindi supporre che questo Dio saggio e potente non sia in grado di raccogliere ogni parte ed unire ogni membra? Disse l’Altissimo: {Non avete visto ciò che coltivate? Siete forse voi che lo fate germinare, oppure siamo Noi i suoi germinatori?}[164], e in un versetto simile disse:{E vedi la terra morta, ma quando vi facciamo scendere l’acqua palpita e rigonfia e germoglia di ogni specie stupenda}[165].
  4. Invero il Creatore, il Potente, il Sapiente, il Saggio, è ben lontano dall’aver creato le creature invano e che poi le trascuri senza incarichi o resoconto. Disse, gloria sia a Lui: {E non creammo i cieli e la terra e ciò che vi è nel frammezzo senza motivo. Questo è la supposizione di coloro che hanno dichiarato infedeltà! Ma guai per coloro che han mostrato infedeltà dal Fuoco}[166]. Bensì li ha creati per una motivazione magnifica e un fine nobile, disse l’Altissimo: {E non ho creato gli spiriti e gli umani se non perché mi adorassero}[167]. Non si addice quindi a questo Dio saggio che siano equivalenti presso di Lui chi Gli ubbidisce e chi invece Gli disobbedisce, disse l’Altissimo: {Rendiamo forse coloro che han prestato fede e compiuto le opere buone come i guastatori sulla terra? O forse rendiamo i timorati come i trasgressori?}[168]. Pertanto la completezza della Sua saggezza e la magnificenza della Sua soggiogazione non potevano che indurre a suscitare la resurrezione delle creature nel Giorno del Giudizio, affinché venga ricompensato ciascun uomo secondo le proprie azioni, dunque premiato il benefattore e punito il malfattore, disse l’Eccelso: {Presso di Lui è il ritorno di tutti voi. La promessa di Allah è certamente veridica. Invero Egli è Colui che dà inizio alla creazione e poi la reitera affinché ricompensi coloro che hanno prestato fede e compiuto i beni con equità, mentre coloro che han prestato infedeltà avranno bevanda di liquidi bollenti e tormento doloroso}[169].

Pertanto la fede nel Giorno Ultimo – il Giorno della Resurrezione ha molti effetti sul singolo e sulla società, e tra questi:

  1. La perseveranza dell’individuo nell’ubbidienza ad Allah, poiché desideroso del premio serbato in quel Giorno, ed altrettanto impegno nell’allontanarsi dalla Sua disubbidienza per paura del castigo di quel Giorno.
  1. La fede nel Giorno Ultimo comporta consolazione per il fedele circa ciò che gli vien a mancare in termini di piaceri e delizie in questo mondo, con le delizie e piaceri ciò a cui ambisce nell’aldilà.
  1. Attraverso la fede nel Giorno Ultimo, l’uomo raggiunge la conoscenza di quella che sarà la sua destinazione dopo la morte e sa che ritroverà la giusta ricompensa delle sue azioni, e quindi premiato in bene qualora meritasse il bene, e in male qualora invece meritasse il male. Terrà presente il fatto che sarà convocato per un resoconto e che dovrà riscattarsi da chi ha subito da lui ingiustizia e che gli saranno chiesti i diritti di ogni persona a cui ha commesso torto o aggressione.
  2. La fede nel Giorno Ultimo scoraggia l’uomo dal compiere ingiustizia o dalla violazione dei diritti altrui. Dunque nel momento in cui le persone prestano fede nel Giorno del Giudizio, ciascuno sarà al sicuro dall’ingiustizia dell’altro e saranno conservati i diritti di tutti loro.
  3. La fede nel Giorno Ultimo fa sì che l’uomo consideri la dimora mondana come una delle fasi della vita e non come l’intera vita.

Ed infine è opportuno concludere questo paragrafo con una citazione di conferma di un ex-cristiano americano, Win Bet, che lavorava in chiesa poi convertitosi all’Islam, in cui si nota il frutto della fede nel Giorno del Giudizio. Infatti dice: «Invero ora conosco le risposte alle quattro domande che hanno occupato molto la mia vita e sono: “Chi sono?”, “Cosa voglio?”, “Perché ci sono?” e “Qual è il mio destino?”»[170].

I Fondamenti del Richiamo dei Messaggeri:

Vi è unanimità tra i profeti e i messaggeri circa il richiamo a nozioni basilari universali[171] come la fede in Allah, nei Suoi angeli, nei Suoi libri, nei Suoi messaggeri, nel Giorno Ultimo e nel destino: nel suo bene e nel suo male. Sono altrettanto unanimi sul richiamo all’adorazione esclusiva di Iddio senza renderGLi socio alcuno e all’incamminamento sul Suo Sentiero, evitando i percorsi dissenzienti, e l’interdizione delle quattro categorie di peccati: le turpitudini, palesi o nascoste che fossero; il peccato, l’ingiustizia senza diritto e la resa di consoci ad Iddio e l’adorazione di idoli e statue. Sono inoltre concordi di elevare Iddio dal fatto di avere una compagna, o un figlio, o un consocio, o un compare, o un consimile o che venga detto nulla nei Suoi riguardi senza diritto. Hanno altrettanto interdetto di uccidere i figli, di uccidere un’anima senza averne il diritto, l’usura e l’appropriazione indebita dei beni dell’orfano. Hanno tutti ordinato il mantenimento dei patti, l’onestà nel pesare e quantificare le merci, l’onore ai genitori, l’equità tra le persone, la veridicità nel detto e nell’azione, e hanno vietato lo sperpero e l’arroganza e la sottrazione dei beni altrui ingiustamente.

Disse Ibn Al Qaiim, che Iddio abbia di lui misericordia[172]: «Tutti gli ordinamenti (divini) nei loro fondamenti –nonostante fossero diversi – sono concordi e la loro magnificenza è ben incisa nelle menti e se fossero stati diversi dallo stato in cui sono si sarebbero distaccati dalla saggezza, dal beneficio e dalla misericordia. Anzi è proprio impossibile che possano giungere diversamente da come sono giunti: {E se la verità seguisse le loro inclinazioni sarebbero andati in rovina i cieli, la terra e chiunque vi si trova}[173]. Come potrebbe essere ammissibile per chi possiede un intelletto respingere la Legge del più equo Giudice tra i giudici per qualcosa di contrario a ciò che stato rinvenuto?»[174].

Perciò la religione dei profeti è una, come disse Iddio l’Altissimo: {O Messaggeri! Mangiate di ciò che è lecito e operate il bene, invero so bene ciò che fate. In verità la vostra morale è una morale unica, e io sono il vostro Signore, quindi temeteMi}[175]. E disse anche: {Ha statuito per voi come religione ciò che ha raccomandato a Noè, ed altrettanto ciò che abbiamo rivelato a te (o Muhammad) e ciò che abbiamo raccomandato ad Abramo, a Mosè e a Gesù, cioè assolvete alla religione e non dividetevi in essa}[176].

Ciò che è inteso con religione è proprio la realizzazione da parte delle persone di ciò per cui sono stati creati, cioè l’adorazione del loro Signore, rivolgendola unicamente a Lui senza renderGli socio alcuno[177]. Così stabilisce per loro dei doveri da compiere, gli garantisce dei diritti e gli fornisce i mezzi che gli consentono di raggiungere questo fine, affinché avverino la compiacenza di Iddio e la felicità nelle due dimore (nel mondo e nell’aldilà), secondo un procedimento divino che non lascia l’uomo disperso in ogni direzione, e in modo che non si affligga la sua anima con quella schizofrenia che rappresenta la mestizia, che porta infine ad uno scontro tra il suo istinto, il suo spirito e l’universo che lo circonda.

Quindi, tutti i messaggeri richiamano alla religione divina, che offre all’umanità la base dottrinale in cui avere fede, la disposizione sulla quale basare la propria vita. La Torah, infatti, prevedeva dottrina e ordinamento, e la sua gente fu incaricata di tornare ad essa nei loro giudizi. Disse l’Altissimo: {Invero Noi abbiamo fatto scendere la Torah fonte di guida e luce. Han giudicato con questa, tra i giudei, i Profeti che si sono sottomessi e così i rabbini e i sapienti}[178]. In seguito giunse Gesù [ﷺ] col Vangelo altrettanto fonte di guida e luce, e confermante la Torah che lo precedette. Disse Iddio: {E facemmo seguire sulle loro orme Gesù, figlio di Maria, confermante della Torah che l’ha preceduto, e gli demmo il Vangelo fonte di guida e luce}[179].

Infine giunse Muhammad [ﷺ] con l’ordinamento finale e la religione completa, egemone sugli ordinamenti che l’hanno preceduto e confermante dei Libri che l’hanno anticipato. Disse l’Altissimo: {E ha fatto scendere a te (o Muhammad) il Libro con la Verità, confermante di ciò che l’ha preceduto di Libro ed egemone su di questi. Quindi giudica tra di loro secondo ciò che Iddio ha fatto scendere su di te e non seguire i loro desideri tralasciando ciò che ti è giunto di Verità}[180], e ha dimostrato Iddio, gloria sia a Lui, che Muhammad [ﷺ] e i fedeli con lui, ha prestato fede in questo proprio come ebbero fede in esso i profeti e i messaggeri che li hanno preceduti, così disse: {Il Messaggero ha prestato fede in ciò che il suo Signore ha fatto scendere su di lui, e così i fedeli. Tutti hanno prestato fede in Allah, nei Suoi angeli, nei Suoi libri e nei Suoi messaggeri: “Non facciamo distinzione alcuna tra i Suoi messaggeri” e dissero: “Abbiamo sentito e abbiamo obbedito. Il perdon tuo, nostro Signore, è presso di Te la destinazione”}[181].

 

Il Messaggio Eterno[182]:

Ciò che abbiamo esposto in precedenza circa la condizione del Giudaismo, Cristianesimo, Mazdeismo, Zoroastrismo e le varie religioni politeistiche nel sesto secolo d.C., mostra lo stato dell’umanità[183], e come degenerano le condizioni politiche, sociali, economici nel momento in cui degenera la religione. Difatti si diffusero sanguinose guerre, apparve la tirannia e visse l’umanità nelle tenebre più oscure e di conseguenza si offuscarono i cuori a causa del buio dell’infedeltà e dell’ignoranza. Degradò ogni canone di moralità, fu violato ogni diritto e apparve la corruzione sulla terra e nel mare giungendo ad una condizione tale, che se una persona intelligente riflettesse a riguardo si accorgerebbe che l’umanità era ormai – in quell’epoca –  su un punto di morte e su una strada di non ritorno,  se non l’avesse salvata Iddio attraverso un magnifico riformatore giunto con il lume della profezia e la fiamma della guida per illuminarne il sentiero alle creature e guidarle sulla Retta Via.

Perciò in quei tempi Iddio decretò che albeggiasse l’eterna luce profetica dalla Mecca onorata, dove ha sede la magnifica Casa che tuttavia aveva un ambiente simile a quello del resto dell’umanità in termini di idolatria, ignoranza, ingiustizia e tirannia, tranne che si distingueva dagli altri luoghi in molti aspetti, tra cui:

  1. Era un ambiente nitido, non influenzato dalle macchie della filosofia greca o romana o indiana, e godevano i suoi singoli abitanti di una sobria eloquenza, menti brillanti e talenti eccezionali.
  2. Cade proprio nel cuore del mondo, infatti si trova proprio nel centro tra l’Europa, l’Asia e l’Africa, e ciò rappresenta un fattore importante a proposito della velocità di diffusione e raggiungimento del Messaggio eterno in questi continenti in un breve periodo.
  3. È un luogo sicuro. Difatti l’ha protetta Iddio quando provò Abraha[184] ad invaderla, come non fu luogo ambito dagli imperi, romano e persiano, circostanti. Fu preservato perfino il suo commercio, nel nord e nel sud. Così era un ambiente adatto per l’invio di questo nobile profeta. Ha ricordato Iddio agli abitanti di quella terra, a proposito di questa grazia di cui li ha colmati dicendo: {Non gli abbiamo forse dato in possesso di un santuario sicuro dove vengono convogliati frutti di ogni identità}[185].
  4. È un ambiente desertico che ha preservato molte qualità lodevoli come generosità, conservazione del vicinato, la gelosia per l’onore ed altre caratteristiche che hanno reso quella regione luogo adatto per la discesa del Messaggio eterno. Da questo magnifico posto e dalla tribù dei Qurasciti, famosa per l’eloquenza, la retorica e le nobili consuetudini, e possedeva l’onore e l’egemonia…ha prescelto Iddio il Suo profeta [ﷺ] perché fosse il sigillo dei profeti e dei messaggeri.

Nacque nel sesto secolo, nell’anno 570 d.C. circa. Crebbe orfano in quanto perse il padre quando ancora era nel grembo materno. Non trascorse molto tempo che morì anche la madre e poi il nonno paterno a cui era stato affidato, così a sei anni raggiunse suo zio Abu Talib che da quel momento se ne è preso cura. Crescerà quindi orfano. Apparvero su di lui sin da subito segni di ingegnosità e si distinse dal suo popolo nelle sue consuetudini, nei suoi atteggiamenti e nelle sue qualità. Non mentiva nei suoi discorsi e non causava danno a nessuno. Divenne famoso per la sua veridicità, castità e onestà fintantoché molti del suo popolo si fidavano di lui a tal punto che gli lasciavano in custodia i loro beni che conservava proprio come conservava se stesso e i suoi beni. Pertanto fu soprannominato”Al Amiin” (L’affidabile).

Era così timido che giammai apparve dinnanzi a qualcuno senza vestiti dopo la pubertà ed era onesto e timorato, e si addolorava nel vedere il suo popolo immerso nel culto delle statue, nel consumo di vino, nello spargimento di sangue. Perciò tendeva a condividere col suo popolo quelle opere di cui si compiaceva, isolandosi invece durante il compimento di spudoratezza o trasgressione.

Sosteneva gli orfani e i servi e sfamava i poveri… ma quando raggiunse l’età dei quarant’anni non sopportò più la corruzione che aveva intorno, perciò iniziò ad isolarsi per adorare il suo Signore chiedendoGLi la guida sulla Retta Via. Così, mentre era in questa condizione, ecco che scese a lui uno degli angeli con la rivelazione da parte del suo Signore che gli ordinò di informare le genti di questa religione e di richiamarli all’adorazione del loro Creatore e all’abbandono del culto di tutto ciò che è all’infuori di Lui. Proseguì la discesa della rivelazione con gli ordinamenti e le norme giorno dopo giorno e anno dopo anno, fino a quando Iddio terminò questa religione per l’umanità e li colmò col Suo Favore ultimandola. Così terminò anche la sua missione, [ﷺ], e con essa la sua vita.

Morì all’età di sessantatre anni, di cui quaranta prima della carica profetica e ventitre da profeta e messaggero, [ﷺ].

Chi medita circa le condizioni dei profeti e studia la loro storia, raggiunge la certezza che non vi fu nessun modo attraverso il quale si stabilì la profezia ad uno dei profeti senza che sia avvenuta altrettanto per confermare la profezia di Muhammad [ﷺ] in misura maggiore. Se osservi infatti il modo in cui è stata riferita la profezia a Mosè e Gesù, che Iddio li preservi, e cioè attraverso una trasmissione delle loro notizie attraverso un numero di persone non quantificabile, noteresti che il numero di persone che hanno riferito il Messaggio di Muhammad [ﷺ] è alquanto maggiore ed altrettanto di epoca più recente. Inoltre anche la diffusione con cui sono stati trasmessi i loro miracoli e i loro segni è simile, anzi, risulta essere superiore nei riguardi di Muhammad [ﷺ] in quanto i suoi segni furono tanti. Perfino il Nobile Corano che rappresenta la dimostrazione più eccezionale della sua profezia, viene ancora tramandato in maniera inestimabile, oralmente e testualmente[186].

E chi confronta quello con cui giunsero Mosè e Gesù, che Iddio li preservi, e ciò con cui giunse Muhammad [ﷺ] in termini di saggia dottrina, perfetti ordinamenti e utile sapienza, nota con certezza che tutte sono state irradiate dallo stesso lume, cioè dal lume profetico.

Chi confronta inoltre tra la condizione dei seguaci di questi profeti e quella dei seguaci di Muhammad [ﷺ] percepisce che tutti loro sono stati i migliori per le  persone. Anzi, questi ultimi sono proprio i più eccellenti seguaci dei profeti in termine di merito su chi è giunto dopo di loro, perché diffusero il monoteismo, irraggiarono la giustizia e furono misericordia per i deboli e i meschini.

E se desideri ulteriori prove che ti dimostrino la missione profetica di Muhammad [ﷺ] allora ti cito le testimonianze e i segni che individuò ‘Ali bn Rabban Al Tabari, quando era nazareno, a causa delle quali poi diventò musulmano, e sono:

  1. Il fatto che egli abbia richiamato all’adorazione esclusiva di Allah e all’abbandono di tutto ciò che è all’infuori di Lui, quindi in sintonia con la totalità dei profeti a tal riguardo.
  2. Il fatto che abbia mostrato segni evidenti che non possono essere manifestati se non dai profeti di Allah.
  3. Il fatto che abbia preannunciato eventi futuri, che sono poi accaduti come ha riferito.
  4. Il fatto che abbia annunciato di avvenimenti importanti futuri riguardanti il mondo e le nazioni e poi siano avvenuti proprio come ha predetto.
  5. Invero il Libro con cui è giunto Muhammad[ﷺ] -il Corano- è in se uno dei segni della profezia. Infatti è il libro più magniloquente di sempre, eppure l’uomo su cui fu fatto scendere era analfabeta, quindi non scriveva e non leggeva. Tuttavia ha sfidato ogni eloquente a produrne uno simile, o solo una parte. Altrettanto Iddio ne ha garantito la conservazione, preservandovi all’interno l’autentica dottrina, includendovi l’ordinamento più completo e elevando tramite di esso la miglior comunità.
  6. Il fatto che sia il sigillo dei profeti. Infatti se non fosse stato inviato si sarebbero invalidate le profezie dei profeti che ne hanno preannunciato l’arrivo.
  7. Il fatto che i profeti, che Iddio li preservi, abbiano predetto il suo arrivo molto tempo prima della sua apparizione, descrivendo la sua missione, il suo paese, la subordinazione a lui e alla sua comunità da parte delle nazioni e dei re, ricordando la diffusione della sua religione.
  8. Il suo trionfo sulle nazioni che l’hanno combattuto è uno dei segni della profezia, in quanto è impossibile che una persona asserisca falsamente di essere messaggero di Allah e poi ricevere da Dio il trionfo e l’autorità, la prevalenza sui nemici, la diffusione del suo richiamo e l’abbondanza dei suoi seguaci. Di certo tutto ciò non può avverarsi se non per mano di un profeta veritiero.
  9. La sua applicazione rituale, la sua decenza, la sua veridicità, e l’eccellenza della sua biografia, della sua condotta e delle sue disposizioni non potrebbero riunirsi se non in un profeta.

E dopo aver ricordato le suddette prove, disse infine questo ritornato all’Islam: «Dunque queste sono qualità splendenti e testimonianze soddisfacenti: chi le attinge gli è dovuta la profezia, ha successo il suo diritto ed è colma è la sua coppa, quindi è doveroso credergli poiché chi le respinge e le rinnega allora rimane deluso nella sua ricerca e perde il suo mondo e il suo aldilà»[187].

E in conclusione di questo paragrafo ti cito due testimonianze: la testimonianza di un imperatore romano contemporaneo di Muhammad [ﷺ], e quella di John Saint, un evangelista cristiano di questi tempi.

La Testimonianza di Eraclio:

Ha riportato Al Bukhari, che Iddio abbia di lui misericordia, l’episodio in cui l’imperatore romano ha convocato Abu Sufian, e disse dopo aver citato la catena di trasmissione: «Informò Abu Sufian ad Ibn ‘Abbas che Eraclio lo convocò mentre era in compagnia di alcuni viaggiatori di Quraish, giunti nel Levante per commercio – nel periodo in cui il Messaggero di Allah [ﷺ] aveva accordato ad Abu Sufian e agli infedeli di Quraish una tregua[188]. Così lo raggiunsero ad Ilya[189], dove li invitò nella sua corte, in presenza dei signori dei romani convocando altrettanto il suo interprete, e chiese:

“Chi di voi ha il legame di parentela più stretto con questo uomo che asserisce di essere un profeta?”.

Così disse Abu Sufian: “Io sono il più vicino a lui in parentela”.

Allora disse: “Accostatelo a me e avvicinate i suoi compagni e disponeteli dietro alle sue spalle”, e poi si rivolse al suo dragomanno[190], dicendogli: “Dì a loro che chiederò ora a questo tale a proposito di quell’uomo, quindi se mi mente smentitelo!”.

Per Iddio – continuò Abu Sufian nel suo racconto ad Ibn ‘Abbas – se non fosse per la vergogna che venissi accusato da loro di menzogna, avrei mentito nei suoi confronti! In seguito la prima cosa che mi chiese di lui: “Com’è la sua discendenza tra di voi?”.

Dissi: “Lui tra di noi è di nobile discendenza”.

Disse: “Qualcuno di voi ha mai affermato questo detto prima di lui?”. Dissi: “No”.

Chiese: “Tra i suoi padri vi è mai stato un re?”. Dissi: “No”.

Chiese: “Sono le persone nobili che lo seguono oppure i loro deboli?”. Risposi: “Bensì i loro deboli”.

Chiese: “Aumentano o diminuiscono?”. Dissi: “Bensì aumentano”.

Disse: “Qualcuno di loro apostata dalla sua religione a causa di sdegno dopo esservi entrato?”. Risposi: “No”.

Chiese: “Lo accusavate di menzogna prima che affermasse ciò che ha detto?”. Risposi: “No”.

Chiese: “Tradisce?”. Risposi: “No, comunque ci ha accordato una tregua e non sappiamo cosa farà nel frattanto”, e in nessuna risposta sono stato in grado di piazzare nulla tranne in questa”.

Chiese: “Lo avete combattuto?”. Risposi: “Si”.

Chiese: “Com’era il vostro combattimento contro di lui?”.

Risposi: “La guerra tra noi e lui è alterna, a volte ci batte e a volte lo battiamo”.

Chiese: “Cosa vi ordina?”. Dissi: “Dice: «Adorate Iddio, solo Lui e non rendeteGLi consocio alcuno, e abbandonate ciò che dicono i vostri padri[191]», e ci ordina la preghiera, la veridicità, la castità e il legame[192].

Allora disse al dragomanno: “Digli: «Ti ho chiesto a proposito della sua discendenza e hai ricordato che è tra voi di nobile discendenza, difatti i messaggeri vengono inviati nella nobile discendenza dei loro popoli.

Ti ho chiesto poi se qualcuno di voi avesse mai sostenuto questo detto e hai risposto di no: dunque dico che se qualcuno avesse affermato questo detto prima di lui avrei sostenuto che fosse un uomo che s’ispira a un detto già espresso.

Poi ti ho chiesto se tra i suoi antenati vi fosse un re e mi ha risposto di no, dico: se ci fosse stato qualche re tra i suoi antenati avrei sostenuto che fosse un uomo che richiede il regno di suo padre.

E ti ho chiesto se lo accusavate di menzogna prima che affermasse ciò che ha detto e mi hai confermato di no: quindi deduco che non potrebbe di certo lasciare la menzogna sulla gente per poi mentire su Iddio.

Ti ho chiesto se a seguirlo sono state le persone nobili oppure i poveri di loro, e mi ha affermato che sono i poveri a seguirlo e proprio loro sono i seguaci dei messaggeri.

Ti ho chiesto se aumentano o diminuiscono, e mi hai confermato che aumentano, ed è così lo stato della fede finché non termina.

Ti ho chiesto se qualcuno apostata per sdegno dopo esservi entrato, e mi ha risposto di no, ed è così lo stato della fede quando la sua giovialità si mischia con i cuori.

E ti ho chiesto se tradisce e hai detto no, e infatti i messaggeri non tradiscono.

Ti ho chiesto cosa vi ordina e hai affermato che vi ordina di adorare Allah senza assocciarGli alcunché e vi proibisce il culto degli idoli, e vi ordina la preghiera, la veridicità, la castità.

Se ciò che dici è vero allora si approprierà del luogo dove appoggio questi due miei piedi. Sapevo che sarebbe apparso ma non pensavo che sarebbe stato di voi, e invero se fossi certo di riuscire a raggiungerlo, mi graverei per incontrarlo e se fossi da lui gli laverei i suoi piedi»”.

In seguito ordinò che gli venisse presentato il messaggio del Messaggero di Allah [ﷺ] che era stato inviato tramite Dihia al sovrano di Bosra[193], così glielo consegnò e quindi lo lesse. Allora conteneva:

«Nel Nome di Iddio, il Clemente, il Misericordioso. Da Muhammad, servo di Allah e suo Messaggero a Eraclio, il sovrano dei romani.

Il saluto sia su chi segue la guida.

Dopo di ciò:

Invero t’invito con l’invito dell’Islam: accetta l’Islam, sarai incolume e ti darà Iddio la tua ricompensa due volte. Se invece ti scosti allora ti farai carico di tutti i peccati degli ariani[194].

O gente del Libro addivenite ad una dichiarazione comune tra noi e voi, cioè che non adoreremo se non Iddio e non Gli assoceremo nulla e che non si prenderanno alcuni di noi, altri come signori al di fuori di Allah. Se invece si scostano allora dite: “Testimoniate che invero noi siamo musulmani”»[195].

La testimonianza dell’evangelista inglese contemporaneo, John Saint, in cui dice: «Dopo una lettura continua circa i dettagli dell’Islam, i suoi principi a servizio del singolo e della comunità, e la sua giustizia nella creazione di una società basata su fondamenti d’uguaglianza e monoteismo, mi sono trovato spinto verso l’Islam con tutto la mia mente e la mia anima, così ho promesso ad Allah, gloria sia a Lui – da quel giorno- di essere un richiamante all’Islam, nunzio della sua guida in ogni luogo».

Egli è giunto a questa certezza dopo uno studio e approfondimento del Cristianesimo, e non trovandovi risposte a molte delle domande che girano nella vita delle persone, ha iniziato ad avere dubbi dedicandosi in seguito allo studio del Comunismo e del Buddismo. Ma anche lì non ha trovato ciò che cercava. Infine ha studiato l’Islam e l’ha approfondito così vi ha prestato fede e richiamato a esso[196].

 

Il Sigillo della Profezia:

Hai saputo in precedenza la realtà della profezia, le sue prove e i suoi segni. Inoltre hai osservato le testimonianze della profezia del nostro Profeta Muhammad [ﷺ] e ora, prima di parlare circa il termine della profezia, è indispensabile che tu sappia che Allah, gloria sia a Lui l’Altissimo, non invia un messaggero se non nelle seguenti modalità:

  1. Invia un messaggero con un messaggio riservato esclusivamente ad un determinato popolo senza che gli sia ordinato di comunicarlo alle nazioni confinanti. Dopodiché Iddio ne invia un altro con un rispettivo messaggio, definito per un altro popolo.
  2. Invia un messaggero a causa della dissipazione del messaggio dell’inviato che l’ha preceduto, affinché rinnovi per la gente la loro religione.
  3. Nel momento in cui l’ordinamento del profeta precedente ha validità limitata al tempo in cui è sceso e non è più appropriato per le epoche successive, allora Iddio invia un messaggero con un messaggio ed un ordinamento consoni all’epoca e al luogo.

Tuttavia ha considerato opportuno la Sua saggezza, l’invio di Muhammad [ﷺ] con un Messaggio universale a tutti gli abitanti della Terra, adatta ad ogni luogo e tempo, preservandolo dalle mani della manipolazione e dell’alterazioni, affinché la sua scienza rimanesse viva e sia fonte continua di vita per le genti e pura dalle macchie della distorsione e della contraffazione. Iddio così ha reso il suo Messaggio, sigillo di tutti i Messaggi[197].

E tra le qualità con cui Iddio ha distinto Muhammad [ﷺ], vi è il fatto che l’abbia reso il sigillo dei profeti, quindi non vi sarà dopo di lui alcun inviato, dal momento che Allah ha completato tramite di lui i Messaggi,  terminato gli ordinamenti e ultimato con lui la costruzione. Così con la sua profezia si è avverato l’annuncio del Messia quando disse: «Non avete mai letto nelle Scritture: La pietra che i costruttori hanno scartata è diventata testata d’angolo»[198].

Ha considerato il reverendo Ibrahim Khaliil – convertitosi poi all’Islam – questo detto equivalente a quello che disse Muhammad [ﷺ] di se stesso:  «Invero, la similitudine che intercorre tra me e i profeti che mi hanno preceduto è come quella di un uomo che ha costruito una casa, quindi l’ha perfezionata e abbellita tranne il posto di una pietra all’angolo. La gente prese a girarci attorno ammirandolo e dicendo: “Se avessi posto quella pietra!”. Disse: “Invero sono io la pietra e invero io sono il sigillo dei profeti»[199],[200].

Perciò ha reso Iddio, gloria sia a Lui, il Libro inviato a Muhammad [ﷺ] egemone sui Libri precedenti ed altrettanto abrogativo, così come ha reso il suo ordinamento abrogativo di ogni disposizione passata. Ha garantito Allah la conservazione del suo Messaggio, così è stato trasmesso con una diffusione numericamente non quantificabile, tramite cui il Corano è difatti trasmesso, sia oralmente sia testualmente. Negli stessi termini è stata tramandata la sua condotta, orale e pratica, ed altrettanto l’attuazione pratica dei canoni di questa religione, gli atti di culto, i modi di comportarsi e le sue norme. Chi legge la biografia del profeta [ﷺ] e la sua Sunnah –  condotta – saprà con certezza che i suoi Compagni, che Iddio si compiaccia di loro, hanno effettivamente conservato per l’umanità tutti i suoi detti e le sue azioni, così come hanno riportato la sua adorazione per il suo Signore, il suo sforzo, le sue invocazioni, le sue richieste di perdono, la sua generosità, il suo coraggio, il suo rapportarsi con i suoi compagni e con le delegazioni che lo raggiungevano. Hanno riferito anche la sua gioia e la sua tristezza, il suo viaggio e il suo soggiorno, il suo modo di mangiare, di bere e di vestirsi e così la sua veglia e il suo dormire. E se cogli tutto ciò, concepisci con certezza che questa religione è preservata grazie alla preservazione di Iddio, e dunque saprai in quel momento che egli rappresenta davvero il sigillo dei profeti e dei messaggeri. E poi è Dio Stesso che ci informa di questa realtà. Disse infatti: {Muhammad non è il padre di nessuno dei vostri uomini, ma bensì è Messaggero di Allah e sigillo dei Profeti}[201], e disse [ﷺ]: «[…] e sono stato inviato alla totalità della creazione, e con me sono stati ultimati i profeti»[202].

Ed è giunto ora il momento della definizione dell’Islam e della spiegazione della sua essenza, delle sue fonti, dei suoi pilastri e dei suoi gradi.

 

 

 

Il Significato del termine “Islam“:

Consultando i dizionari linguistici troverai che il significato del termine Islam è “la subordinazione, l’asservimento, l’osservanza, la sottomissione, l’esecuzione di quanto è prescritto da altri in termini di ordini e divieti senza opposizione”. Così Iddio ha chiamato la religione autentica con il nome Islam poiché rappresenta l’ubbidienza a Lui, la subordinazione al Suo ordine senza opposizione, la sincerità di culto rivolto esclusivamente a Lui, il credo nella Sua notizia, la fede in Lui, diventando infine denominazione propria della religione con cui giunse Muhammad [ﷺ].

 

La Definizione dell’Islam[203]:

Per quale ragione la religione è stata chiamata “Islam”?

Invero tutte le varie religioni presenti sulla terra sono state chiamate con un proprio nome derivato o da un uomo in particolare o da un determinato popolo. La religione nazarena (il Cristianesimo) ha preso nome dalla città di Nazareth (o dal nome di Cristo). Il Buddismo dal nome del suo fondatore Buddha. Lo Zoroastrismo anch’essa dal suo fondatore Zoroastro (o Zaratustra), il Giudaismo dalla tribù di Giuda e così via.

Tranne l’Islam che non viene attribuito ad un uomo in particolare, né ad un popolo specifico, bensì indica nel suo nome una qualità particolare che contiene il significato del termine “Islam“. Tra l’altro tra le indicazioni che emergono da questa denominazione vi è il fatto che questa religione non è stata originata né fondata da un umano e nemmeno è riservato ad una nazione (o popolo) determinata, escludendo dunque le altre. Il suo obiettivo invece è quello di decorare tutti gli abitanti della Terra con la qualità dell’Islam, cosicché qualunque individuo si distingua con quest’attributo, tra la gente del passato e tra quelli contemporanei allora è musulmano, come saranno altrettanto tutti quelli che si orneranno con questo nel futuro.

 

La Realtà dell’Islam:

È noto che ogni elemento in quest’universo è soggetto ad una determinata regola e condotta stabile. Il sole, la luna, le stelle e la terra sono assoggettati ad una legge costante da cui non possono mobilitarsi ne scostarsi nemmeno di un capello. L’uomo stesso, se rifletti sulla sua condizione, noteresti che anch’egli è sottomesso ai canoni di Allah con una sottomissione totale. Infatti non respira, né sente il bisogno di bere, di mangiare, della luce o del calore se non in base al Decreto Divino che regola la sua vita e al quale si assoggettano tutte le sue membra le quali non eseguono nessuna funzione se non appunto secondo ciò che Iddio gli ha prescritto.

E questo decreto generale, al quale si sottomette ogni cosa e dal quale non sfugge alla sua ubbidienza nulla nell’universo – dal pianeta più grande al granello di sabbia più piccolo sulla terra – è appunto il decreto di Dio, il Re, l’Eccelso, l’Onnipotente. Quindi se tutto ciò che è nei cieli e sulla terra è assoggettato a questa disposizione e tutto il pianeta ubbidisce a questo Sovrano Onnipotente che l’ha originato e osserva i Suoi ordini, emerge da quest’aspetto, che l’Islam è la religione di tutto l’universo. Ciò perché il significato di Islam, come abbiamo già ricordato in precedenza, è la sottomissione e l’esecuzione di quanto è prescritto da altri in termini di ordini e divieti senza opposizione. Il sole, la luna e la terra sono sottomessi. L’aria, l’acqua, la luce, il buio e il calore sono sottomessi. Gli alberi, la roccia e gli animali sono altrettanto sottomessi. Addirittura l’uomo che non conosce il suo Signore, rinnega la sua esistenza e smentisce i Suoi segni o adora altri che Lui o Gli rende consoci, in verità è anch’egli sottomesso in termini della natura primordiale sulla quale è stato disposto.

Se hai concepito tutto ciò, allora diamo uno sguardo più approfondito sulla condizione dell’uomo. Possiamo notare difatti che egli è influenzato da due realtà:

La prima: La natura primordiale sulla quale Iddio ha disposto l’uomo in termini di asservimento verso di Lui e l’amore per la Sua adorazione e vicinanza, ed altrettanto l’amore di ciò che Iddio ama come la verità, il bene, la veridicità; e l’odio di ciò che Iddio odia come il falso, il male, l’ingiustizia, l’iniquità ecc. segue poi a tutto ciò, sempre a causa di questa natura innata, l’amore per le ricchezze, per la famiglia, per il figlio e il desiderio di mangiare, di bere, di sposarsi e tutte quelle attività fisiche necessarie per avverare il tutto.

La seconda: la volontà e la capacità dell’uomo di scegliere. Perciò Iddio gli ha inviato i messaggeri e gli ha rivelato i Libri affinché possa distinguere il vero dal falso, la rettitudine dalla deviazione e il bene dal male e l’ha dotato di un intelletto e di una cognizione perché sia avveduto nella sua scelta. Così se vuole, intraprende la strada del bene che lo conduce alla verità e alla rettitudine, e se vuole intraprende la strada del male che lo conduce al falso e alla rovina.

Pertanto se consideri l’uomo secondo la prima considerazione, lo trovi disposto all’asservimento e propenso alla rettitudine dalla quale non vi è nulla che possa distoglierlo, e così il resto delle creature. Se lo consideri invece in base alla seconda considerazione, lo trovi dotato d’intesa e volontà, così sceglie ciò che vuole e di conseguenza o è sottomesso o è ribelle, {quindi è riconoscente o è ingrato}[204].

Perciò, trovi le persone di due categorie:

  • Un uomo che conosce il suo Creatore e ha fede in Lui come Signore, Padrone e Dio, che Lo adora in modo esclusivo e segue il Suo ordinamento nella sua vita, che gestisce attraverso la propria volontà, nello stesso modo in cui per natura è disposto alla sottomissione del suo Signore, senza deviazione alcuna, e seguace del Suo alto giudizio.

Quindi, questo è il musulmano completo, che ha realizzato il proprio Islam, e che ha raggiunto una conoscenza equa, giacché ha conosciuto Iddio il suo Creatore, Colui che gli ha dato origine, gli ha inviato i messaggeri e gli ha donato la forza, la sapienza e l’apprendimento finché ha raggiunto una mente sana e un giudizio retto. Questo perché ha riflettuto e in seguito ha deciso di non adorare nulla se non Allah, che l’ha onorato con la dote della comprensione  e il giudizio nelle situazioni. E ha realizzato altrettanto una parola integra, pronunciante il vero giacché non accetta altri al di fuori dell’unico Signore, che è Allah, Colui che l’ha dotato di pronuncia e di parola.. e, a questo punto, è come se nella sua vita non ci fosse altro che la veridicità, dal momento che si è asservito all’ordinamento di Allah in ciò di cui ha libero arbitrio stabilendo una interrelazione di famigliarità, conoscenza e compagnia tra sé e il resto delle creature dell’universo. Infatti, anche lui non adora altri che Iddio, il Saggio, l’Onnisciente, Colui che loro adorano e al Cui Ordine sono subordinati, e al cui comandamento sono assoggettate tutte le creature che Iddio ha reso al tuo servizio, o uomo!

 

La Realtà dell’Infedeltà:

  •  Al contrario invece, un altro uomo, che è nato sottomesso e ha vissuto sottomesso per tutta la sua vita, senza però sentire  la presenza di questa sottomissione o nemmeno accorgersene. Non ha conosciuto il suo Signore, non ha prestato fede alle Sue disposizioni, non ha seguito i Suoi messaggeri e non ha utilizzato ciò che Iddio gli ha donato in termini di sapienza e intelletto, affinché riconosca chi l’ha creato e chi lo ha provvisto dell’udito e della vista.

Quindi ne ha rinnegato l’esistenza e ha respinto con arroganza la Sua  adorazione. Ha rifiutato di asservirsi alle Sue disposizioni, in cui gli è stato concesso il diritto di operosità e di scelta tra le questioni della sua vita o Gli ha associato terzi, e ha deposto la fede nei Suoi segni che indicano la Sua Unicità, e questo è proprio il kafir (l’infedele).

Difatti il significato del termine “kafir” è la copertura, il rivestimento e il nascondimento. Si dice infatti “kafara il suo scudo col suo abito” se lo copre e lo indossa sopra di esso. Quindi si dice a chi è come codesto uomo “kafir” poiché ha coperto la sua natura primordiale e l’ha rivestita con un rivestimento d’ignoranza e insolenza. Hai saputo infatti in precedenza, che non vi è neonato alcuno sennonché nascesse asservito, e che le membra del suo corpo non operano se non in conformità della disposizione islamica innata, così come l’intero universo intorno a lui non opera se non in concordanza ai canoni di sottomissione. Ma poi ha ricoperto tutto ciò con un velo possente di corruzione e arroganza perdendo di vista la disposizione del mondo così come quella propria innata, pertanto lo vedi utilizzare le sue capacità intellettuali e scientifiche solo in ciò che viola e contraddice la sua natura, e si sforza proprio in ciò che la invalida.

Sta a te ora giudicare personalmente l’evidente deviazione e larga trasgressione in cui il kafir si è immerso.

E questo Islam che ti è richiesto di applicare non rappresenta una pratica difficile, ma piuttosto molto facile per colui al quale Allah glielo facilita, poiché l’Islam è l’essenza con la quale avanza l’intero universo: {E a Lui si sono sottomessi tutti coloro che vi sono nei cieli e la terra, con ubbidienza o con costrizione (volenti o nolenti)}[205], ed è la religione di Iddio come disse: {Invero la religione presso Iddio è l’Islam}[206], e rappresenta la sottomissione del proprio volto ad Allah come disse: {Se ti contendono, allora dì: “Ho sottomesso il mio volto ad Allah, io e coloro che mi hanno seguito”}[207].

Disse il Profeta [ﷺ] a proposito del significato di Islam: «È il sottomettere il tuo cuore ad Allah, il rivolgere il tuo volto ad Allah e il dare il tributo purificatorio obbligatorio»[208].

Chiese un uomo al Messaggero di Allah [ﷺ]: “Che cos’è l’Islam?”. Rispose: “È l’assoggettare il tuo cuore ad Allah e la salvezza dei musulmani dalla tua lingua e dalla tua mano”. Disse: “Qual è l’Islam migliore?”. Rispose: “La fede”. Chiese: “Che cos’è la Fede?”. Rispose: “Il tuo prestar fede in Allah, nei Suoi Angeli, nei Suoi Libri, nel Suoi Messaggeri, e nella resurrezione dopo la morte”[209].

E come disse il messaggero di Allah[ﷺ]: “L’islam è il tuo testimoniare che non vi è dio autentico, degno di adorazione, se non Allah e che Muhammad è Messaggero di Allah, la tua elevazione della preghiera, il tuo versamento del tributo purificatorio, il tuo digiuno di Ramadan e il tuo pellegrinaggio alla Casa nel momento in cui hai possibilità”, e disse: “Il musulmano è chi dalla cui lingua e mano si salvano i musulmani”[210].

E questa religione, cioè l’Islam, è quella oltre alla quale Iddio non ne accetta altra, né dai predecessori né dai successori, poiché tutti i profeti sono sulla religione dell’Islam. Disse Iddio l’Eccelso: {E racconta a loro la notizia di Noè quando disse al suo popolo: “O popol mio! Se ormai vi è gravosa la mia presenza e la mia rammemorazione dei segni di Allah, allora è su Allah che mi sono affidato”}, sino al detto: {e mi è stato ordinato di essere uno dei musulmani}[211].

Disse l’Altissimo di Abramo: {Quando gli disse il Suo Signore: “Sottomettiti (sii musulmano)” disse: “Mi sono sottomesso al Signore delle creazioni”}[212].

E disse di Mosè: {E disse Mosè: “O popol mio! Se davvero avete prestato fede in Allah, allora affidatevi a Lui se siete musulmani”}[213].

E raccontò di ciò che disse a Gesù: {Quando ho suscitato agli apostoli: “PrestateMi fede e così nel Mio messaggero”. Dissero: “Abbiamo prestato fede e sii testimone che siamo davvero musulmani”}[214],[215].

E questa religione – l’Islam – trae il suo ordinamento, la sua dottrina, le sue leggi dalla rivelazione divina – il Corano e la Sunnah- di cui ti citerò una breve presentazione.

 

 

 

Le Basi e le Fonti dell’Islam:

È ormai uso comune tra i seguaci delle false religioni e delle ideologie razionalistiche, la santificazione di libri tramandati tra di loro, scritti in tempi immemorabili, di cui magari non si conosce nemmeno l’identità dell’autore, né quella del traduttore, né l’epoca in cui sono stati scritti. Ma quel che è certo che sono stati redatti da persone, che quindi patiscono ciò che patiscono il resto degli esseri umani in debolezza, mancanza, inclinazione e dimenticanza.

L’Islam invece si distingue da tutto il resto poiché si basa sulla fonte di verità, la rivelazione divina, il Corano e la Sunnah, e in ciò che segue vi sarà una breve introduzione a proposito di entrambi:

  • Il Glorioso Corano:

Hai saputo in precedenza che l’Islam è davvero la religione di Iddio, ed è per questo motivo che Egli ha fatto scendere il Corano sul Suo messaggero Muhammad [ﷺ] come guida per i timorati, statuto per i musulmani, cura per i petti di coloro per cui Iddio ha voluto la guarigione, lume per coloro cui Iddio ha voluto dare il successo e la luce.

Raccoglie i fondamenti per cui Allah ha inviato i messaggeri[216] e non rappresenta il Corano innovazione tra i Libri, come Muhammad [ﷺ] non rappresenta innovazione tra i messaggeri. Infatti Iddio rivelò ad Abramo i Fogli, onorò Mosè con la Torah e Davide con Salmi, e giunse Gesù col Vangelo. E tutti questi Libri sono in verità rivelazione di Allah, rivelate ai Suoi profeti e messaggeri, ma gran parte del contenuto di queste Scritture precedenti è stata persa, e la maggioranza di questi si sono estinti e son stati toccati da distorsione e manipolazione.

Il Glorioso Corano invece, ne ha garantito Iddio la conservazione e l’ha reso egemone e abrogativo dei Libri che l’hanno preceduto. Disse l’Altissimo: {E ti abbiamo fatto scendere (o Muhammad) il Libro con la Verità, confermante di ciò che l’ha preceduto di Libro ed egemone su di questi}[217]; e l’ha descritto Colui che l’ha fatto scendere, come spiegazione di ogni, così disse: {E abbiamo fatto scendere su di te il Libro, spiegazione di ogni cosa}[218]; e guida e misericordia: {Invero vi è giunto una prova dal vostro Signore, guida e misericordia}[219]; e che conduce  a ciò che più retto {Invero, questo Corano guida a ciò che è più ortodosso}[220]. Quindi, guida l’umanità alla strada più retta in ciascuno degli affari della loro vita.

E questo Corano rappresenta una prova di veridicità eterna di Muhammad [ﷺ] – tra le prove permanenti sino al Giorno della Resurrezione- a differenza dei segni e dei miracoli concessi ai profeti che l’hanno preceduto, le cui testimonianze terminavano col termine delle loro vite.

Il Corano invece l’ha reso Iddio una certificazione permanente. È la dimostrazione consolidata e la prova stupefacente, e attraverso la sua magnificenza ha sfidato Iddio l’umanità a giungere con uno simile, o riprodurne dieci sure o proporne solo una, ma non sono stati in grado. Eppure non è composto da altro che lettere e parole, e il popolo su cui è sceso è popolo di eloquenza e retorica.

Disse l’Altissimo: {O diranno: “È lui che l’ha inventato?”. Dì: “Allora proponete una sura simile e chiamate pure chi potete, eccetto Allah, se siete veritieri”}[221].

E tra le realtà che testimoniano che il Corano sia effettivamente rivelazione da parte di Allah, vi è il fatto che contenga molte notizie dei popoli passati, che abbia predetto eventi futuri accaduti poi proprio come li ha preannunciati, e che abbia ricordato molte verità scientifiche di cui gli scienziati sono in parte venuti a conoscenza solo in quest’epoca.

Testimonia altrettanto, in favore di questo Corano, e che sia una rivelazione da parte di Iddio, il fatto che il profeta su cui è sceso non era noto per opere simili e non è stato riferito di lui nulla che potesse assomigliare al Corano, prima della sua rivelazione. Disse l’Altissimo: {Dì: “Se Iddio avesse voluto non l’avrei recitato a voi e non ve ne avrebbe dato conoscenza. Ho trascorso tra di voi una vita prima di questo. Non riflettete dunque?”}[222]. Era inoltre analfabeta, quindi non sapeva leggere o scrivere; non frequentava maestri e nemmeno sedeva con insegnanti e nonostante ciò ha sfidato tutti gli eloquenti e i linguisti a proporre qualcosa di simile a ciò che ha proposto: {Eppure non recitavi prima di questo alcun libro e nemmeno lo rigavi con la destra. Se così fosse stato, avrebbero avuto motivo di dubitare i rinnegatori}[223].

Ed a questo uomo analfabeta – di cui è giunto il preannuncio nella Torah e nel Vangelo, nei quali fu evidenziato il fatto che fosse illetterato, che quindi non scriveva e non leggeva – giungevano i monaci ebrei e nazzareni – che avevano ancora resti della Torah e il Vangelo – per chiedergli circa le questioni in cui divergevano e gli chiedevano il giudizio nelle loro controversie. Disse Iddio a proposito della sua notizia nella Torah e nel Vangelo: {Coloro che seguono il messaggero, il profeta illetterato che trovano menzionato da loro nella Torah e nel Vangelo, che ordina a loro il bene e proibisce a loro il riprovevole, gli rende lecito le bontà e interdice a loro le malvagità}[224], e menzionò l’Altissimo occasioni in cui gli ebrei e i nazzareni domandavano a Muhammad[ﷺ]: {Ti chiede la gente del Libro di far scendere su di loro un libro dal cielo}[225], {E ti chiedono a proposito dello spirito}[226], {E ti chiedono a proposito del Bicorne}[227], e disse l’Eccelso: {Invero questo Corano narra ai Figli d’Israele la maggior parte di ciò in cui discordano}[228].

Il reverendo Abraham Philips tentò  di smentire il Corano in una tesi di dottorato, ma fallì nel suo tentativo venendo infine soggiogato dal Corano con le sue dimostrazioni, le sue testimonianze e i suoi segni. Così annunciò la propria impotenza, s’asservì al proprio Creatore e dichiarò il proprio ritorno all’Islam[229].

Quando fu regalata da un musulmano una copia tradotta del significato del Nobile Corano al dott. Jeffrey Lang, trovò che questo Corano si rivolgeva proprio a lui, rispondeva alle sue domande e che rimuoveva ogni barriera tra lui e la propria anima, fintantoché che disse: «Colui che ha rivelato il Corano è come se mi conoscesse più di quanto io conosca me stesso»[230]. Eccome no, giacché Colui che rivelò il Corano è proprio Colui che creò l’uomo, cioè Allah, gloria sia a Lui. {Non conosce forse chi crea, Lui che è il Fine (caratterizzato di finezza) e il Sapiente di ogni segreto (ben informato)}[231]. In seguito, la lettura di questa traduzione dei significati coranici, si rivelò causa del suo ritorno all’Islam e della scrittura di un libro dal quale ti sto riportando questo detto.

Il Nobile Corano comprende tutto ciò di cui l’uomo ha bisogno. Contiene, infatti, i principi delle nozioni basilari, delle credenze, delle norme, delle transazioni e della moralità. Disse l’Eccelso: {Invero non abbiamo tralasciato nulla nel Libro}[232]. In esso vi è il richiamo al monoteismo, e in esso Egli ha ricordato i Suoi Nomi, i Suoi Attributi e le Sue Azioni. Richiama altrettanto alla rettitudine con cui giunsero i profeti e i messaggeri. Conferma l’Aldilà, la ricompensa, il Resoconto e dimostra la veridicità di questi eventi attraverso prove e testimonianze. Menziona le notizie dei popoli precedenti e del castigo che subirono nel mondo e del tormento della punizione che gli attende nell’aldilà.

In esso vi sono prove, documentazioni e segni che lasciano stupefatti gli scienziati e si rivelano adeguati ad ogni epoca, e in esso i sapienti e i ricercatori reperiscono ciò su cui indagano.

Ti enuncerò ora a riguardo tre casi come esempio di quanto ricordato:

  1. Disse Iddio: {Ed Egli è Colui che ha fatto confluire i due mari: questo dolce, gradevole e questo salato, amaro. E ha posto tra loro una barriera e una partizione distinta}[233], e disse: {O come tenebre in un vasto mare profondo coperto da onde sormontate da onde, sovrastate da nuvole. Tenebre ammassate l’una sull’altra, tanto che se sporge il suo braccio a momenti non riesce a vederlo. Difatti chi Iddio non gli rende luce allora non ha luce alcuna}[234]. Ed è noto che Muhammad [ﷺ] non abbia mai avuto modo di navigare e non vi erano nemmeno nella sua epoca strumenti materiali che permettessero di visionare le profondità del mare. Chi avrebbe quindi potuto fornire a Muhammad questi dati se non Allah?
  2. Disse Iddio: {E invero abbiamo creato l’uomo dall’estratto di fango. In seguito l’abbiamo reso goccia di sperma in un sito stabile. Poi abbiamo originato dalla goccia di sperma un coagulo, poi dal coagulo abbiamo creato un minuto pezzo di carne, poi dal minuto pezzo di carne abbiamo creato ossa, quindi abbiamo rivestito l’osso con carne e poi abbiamo dato origine ad un’altra creazione. Sia sempre più elevata la benedizione di Allah, il migliore dei creatori}[235]. Gli scienziati non hanno scoperto i particolari delle fasi dello sviluppo embrionale in dettaglio se non attualmente.
  3. Disse l’Altissimo: E in Suo possesso i depositi dell’incognito di cui non possiede sapienza nessuno se non Lui. E sa ciò che vi è sulla terra e nel mare, e non casca alcuna foglia sennonché ne abbia sapienza, e non vi nemmeno un seme nelle tenebre della terra, o un corpo, umido o secco che sia, se non che sia riportato in un libro chiaro}[236]. Non era usuale all’umanità questo tipo di riflessione globale e non era presa in considerazione né tantomeno avrebbero avuto modo di raggiungerla. Quando un gruppo di scienziati, infatti, analizza una sola pianta o un insetto pubblicando i dati delle loro scoperte non possiamo fare altro che rimanerne sbalorditi, nonostante si sappia che ciò che è rimasto a loro ignoto è ben maggiore di ciò che hanno invece identificato. Uno scienziato francese, Maurice Bucaille, ha attuato un confronto tra la Torah, il Vangelo e il Corano, e tra i risultati delle recenti scoperte scientifiche riguardanti la creazione dei cieli e della terra e quella dell’uomo. È giunto alla conclusione che le scoperte contemporanee sono in armonia con ciò che è rinvenuto nel Corano, mentre, al contrario, ha notato invece che la Torah e il Vangelo che circolano in questi tempi contengono molte informazioni sbagliate a proposito della creazione dei cieli, della terra, dell’uomo e dell’animale[237].
  • La Condotta Profetica (La Sunnah).

Iddio ha rivelato al Suo messaggero[ﷺ] il Nobile Corano e gli ha rivelato ciò che ne è simile, cioè la Sunnah profetica che spiega e chiarisce il Corano. Disse [ﷺ]: «Invero mi è stato dato il Corano e con questo ciò che ne è simile»[238]. Iddio gli ha concesso, infatti, di chiarire ciò che è contenuto nel Corano in termini di concetti generali, particolari o indefiniti. Disse l’Altissimo: {E abbiamo fatto scendere a te il Monito affinché tu chiarifichi alla gente ciò che è sceso a loro, affinché riflettano}[239].

La Sunnah quindi è la seconda delle fonti dell’Islam, è consiste in tutto ciò che è stato riferito del Profeta [ﷺ], con una catena di trasmissione integra e continua fino al messaggero [ﷺ], in termini di detto, di opera, di conferma o di descrizione.

Anch’essa è rivelazione da parte di Allah al Suo messaggero [ﷺ], in quanto il profeta [ﷺ] non parlava per effetto di inclinazioni personali, disse Iddio: {Invero non è che un’ispirazione rivelata. Gli ha insegnato infatti uno di grandissima potenza (cioè l’angelo Gabriele)}[240], ma comunica alla gente soltanto ciò che gli è stato ordinato di annunciare, come Iddio gli ordinò di dire: {Non seguo se non ciò che mi vien rivelato e non sono altro che un ammonitore esplicito}[241].

E la Sunnah purificata consiste nell’attuazione pratica delle norme, delle credenze, degli atti di culto, delle transazioni e della moralità dell’Islam. Il Profeta [ﷺ] infatti, eseguiva quello che gli veniva ordinato, perciò lo comunicava alle persone e le richiamava ad operare nello stesso modo in cui operava, come appunto appare nel suo detto[ﷺ]: «Pregate come mi avete visto pregare»[242].

E il Signore ha ordinato ai fedeli di prenderlo da esempio nelle loro azioni e nei loro detti, affinché si completi la loro fede. Disse l’Eccelso: {Invero avete nel messaggero di Allah un ottimo esempio per chi spera in Allah e nell’Ultimo Giorno e ricorda Allah assiduamente}[243].

In seguito, hanno tramandato i nobili Compagni, che Iddio si compiaccia di loro, i detti e le opere del Profeta [ﷺ] a chi è giunto dopo di loro, che a sua volta lo ha tramandato a coloro che li hanno succeduti, per essere poi registrati nelle raccolte della Sunnah. Pertanto, i trasmettitori della Sunnah erano molto rigorosi nel selezionare le persone di cui riportare le narrazioni, tantoché ponevano come condizione che il riferente fosse contemporaneo al tizio da cui aveva recepito la notizia profetica, fino al termine della catena, quindi dal narratore fino al Messaggero di Allah [ﷺ][244]. Altrettanto era condizione necessaria che tutte le persone della catena fossero affidabili, fededegni, veritieri ed onesti.

Inoltre la Sunnah, oltre ad essere l’attuazione pratica dell’Islam, chiarisce altrettanto il Nobile Corano spiegandone i versetti e definendone i giudizi indefiniti, pertanto il Profeta [ﷺ] evidenziava ciò che gli veniva rivelato, a volte tramite il detto, in altre tramite l’azione e in altre ancora attraverso entrambi. In alcuni casi, capitò anche che norme e disposizioni furono statuite direttamente attraverso la Sunnah, in modo indipendente.

È obbligatorio quindi prestar fede sia nel Corano sia nella Sunnah, essendo le due fonti fondamentali nella religione dell’Islam, che occorre necessariamente seguire, ritornare ad esse, obbedire ai loro ordini, appartare i loro divieti, credere nelle loro notizie, prestar fede nei Nomi, negli Attributi e nelle azioni di Allah in questi contenuti, ed altrettanto in ciò che Iddio ha riservato ai Suoi fedeli preminenti e in ciò che serbato agli infedeli. Disse l’Altissimo: {Dunque no, per il tuo Signore, non avranno fede fintantoché non ti renderanno giudice nelle controversie che capitano tra di loro, e in seguito non trovano nelle loro anime disagio per ciò che hai giudicato, sottomettendosi con decisa sottomissione}[245], e disse gloria sia a Lui: {E ciò che vi ha dato il messaggero allora prendetelo e ciò che vi ha negato astenetevene}[246].

E dopo la definizione delle fonti di questa religione, è opportuno ricordarne i gradi, che sono: l’Islam, l’Iman[247] e l’Ihsan[248], citando brevemente i pilastri di ciascuno di questi.

 

Il Primo Grado: l’Islam[249]:

L’Islam si eleva su cinque pilastri:

  1. Le due testimonianze (Al Scihadatain).
  2. La Preghiera (Al Salah).
  3. Il Tributo purificatorio (Al Zakah).
  4. Il Digiuno (Al Siam).
  5. Il Pellegrinaggio (Al Hajj).

Il Primo Pilastro: La testimonianza che “Non vi è dio autentico, degno d’adorazione, se non Allah” e “Muhammad è Messaggero di Allah”[].

  •   «La ilaha illa Allah» (Non vi è dio se non Allah), significa che “non vi è nulla di adorato a buon diritto[250] nei cieli e nella terra se non Allah, Lui unico. Egli è il Dio Autentico e ogni idolo all’infuori di Lui è falso”[251]. Quest’attestazione richiede necessariamente la sincerità di culto esclusivo per Allah, e a Lui unicamente, rinnegandola a qualunque altro.

Pertanto l’individuo non potrà beneficiare di quest’attestazione finché non si avverano in lui due requisiti:

Il primo: Attestare con credo, sapienza, certezza, veridicità e amore.

Il secondo: L’infedeltà (rinnego) verso tutto ciò che viene adorato oltre ad Allah.

Perciò chi pronuncia questa testimonianza senza prestar infedeltà e senza rinnegare ciò che è adorato oltre ad Allah, questa testimonianza non potrà servirgli a nulla[252].

  • «Muhammad Rasul Allah» (Muhammad è Messaggero di Allah), consiste nella sua ubbidienza in ciò che ha ordinato, nel credere in ciò che riferito, nell’evitare ciò che ha interdetto e impedito, nel non adorare Allah se non con ciò che ha statuito e la sapienza e il credo che Muhammad è il messaggero di Allah per la totalità delle genti, adoratore e non adorabile, e che è messaggero che non mente, bensì occorre ubbidirgli e seguirlo. Chi gli obbedisce entra in Paradiso e chi gli disobbedisce entra nell’Inferno. E credere che ogni ordinamento di riferimento, sia che riguardi la dottrina, o gli atti di culto che Iddio ha prescritto, o il sistema di governo e di diritto, o la moralità, o la costruzione della famiglia o la legiferazione e interdizione…, sia esclusivamente quello giunto attraverso questo nobile inviato, Muhammad[ﷺ], poiché è il messaggero di Allah e referente del Suo Ordinamento[253].

Il Secondo Pilastro: La preghiera[254]:

La Salah[255] rappresenta il secondo dei pilastri dell’Islam, bensì ne è la colonna portante, in quanto è il legame tra il servo e il suo Signore. Il fedele l’applica cinque volte al giorno attraverso le quali rinnova la propria fede e purifica la propria anima dalle contaminazioni delle proprie colpe e questa si frappone tra lui e le turpitudini e i peccati. Così al mattino, quando il fedele si sveglia dal proprio sonno, si innalza tra le Mani del suo Signore, puro e pulito, prima di occuparsi delle effimere questioni mondane. Dunque magnifica il suo Signore, Gli riconosce la propria servitù e Gli chiede il sostegno e la guida, rinnovando tra lui e il suo Signore il patto d’obbedienza e sottomissione, tra prosternazione, innalzamento ed inchino, ogni giorno per cinque volte.

Necessita, per l’esecuzione di questa preghiera, di purificare il proprio cuore, il proprio corpo, i propri indumenti e il luogo in cui prega. Occorre altrettanto che il musulmano la compia collettivamente con i propri fratelli musulmani, tutti asserviti al loro Signore, rivolti con i loro volti verso la Kaa’bah Onorata, la Casa di Iddio.

Così la preghiera che il Creatore ha assegnato ai propri fedeli come atto di culto, è stata prescritta nell’aspetto più completo e nella forma migliore, poiché inclusiva della Sua glorificazione con ogni arto del corpo: dalla pronuncia della lingua, alle opere delle mani, delle gambe, della testa, dei sensi e tutte le altre parti del corpo, ciascuna che beneficia della sua parte, di questa magnifica adorazione.

Ecco quindi che i sensi e le membra ne colgono la propria parte ed altrettanto il cuore. Ciò perché prevede l’elogio, la lode, l’esaltazione, la glorificazione, la magnificazione, la testimonianza della verità, la lettura del Corano e l’innalzamento tra le Mani del Signore in posizione del servo servile e soggetto al Padrone Provvidente, e ancora la sottomissione piena d’umiltà in questa circostanza dinanzi a Lui, supplicandoLo e cercando la Sua vicinanza.

Dunque l’inchino e la prosternazione, con subordinazione e ossequio, con la quiete per la Sua magnificenza e l’umiliazione dinanzi la Sua maestosità. Ormai il suo cuore è piegato, il suo corpo assoggettato e le sue membra rassegnate, terminando alla fine la sua preghiera con l’esaltazione di Allah e invocando l’elogio e la preservazione per il Suo profeta [ﷺ], finendo col chiedere al suo Signore del bene di questo mondo e dell’aldilà[256].

Il Terzo Pilastro: Il Tributo Purificatorio[257]:

La Zakah[258] rappresenta il terzo pilastro dell’Islam e il suo versamento è obbligatorio per il musulmano benestante. Questa tuttavia rappresenta una minima quota, riservata ai poveri, ai meschini e ad altre categorie che ne hanno diritto.

Occorre che il musulmano la elargisca a chi di diritto, con buon animo, senza rinfacciare o nuocere chi la riceve, poiché è necessario che la versi desideroso del compiacimento di Allah, senza attendere né ricompensa né ringraziamento alcuno dalla gente, bensì pagarla appunto in modo sincero per il Volto di Allah, e non per ostentazione o rinomanza.

Il versamento della Zakah procura benedizione, consolazione per i poveri, meschini e bisognosi, in quanto risparmia loro l’umiliazione della richiesta dell’elemosina in modo diretto. È misericordia per loro contro il danno e l’indigenza che li colpirebbero se venissero abbandonati dai ricchi.

Col versamento della Zakah ci si caratterizza con gli attributi della generosità, magnanimità, altruismo, filantropia, e compassione, e si abbandonano gli attributi della gente dell’avarizia, taccagneria e dell’abiezione. Attraverso di questa i musulmani si sostengono a vicenda e si realizza la misericordia da parte dei ricchi verso i poveri, giungendo addirittura – nel caso questo rito venisse applicato in modo onesto – a non avere nella società alcun povero indigente, o debitore sopraffatto o viaggiatore disagiato.

Il Quarto Pilastro: Il Digiuno[259]:

Con Al Siam s’intende il digiuno del mese di Ramadan, dallo spuntare dell’alba al tramonto del sole, in cui il digiunatore apparta il cibo, la bevanda e il rapporto sessuale come atto di adorazione per Allah, gloria a Lui l’Altissimo, tramite il quale trattiene la propria anima dai propri desideri. Iddio ha esonerato da ciò il malato, il viaggiatore e la donna in stato di gravidanza, o di allattamento, o di puerperio o durante il ciclo mestruale, e per ciascuno di questi vi sono norme particolari a riguardo.

In questo mese il musulmano frena la propria anima dalle proprie passioni, distaccandola – attraverso quest’adorazione – da una condizione simile a quella bestiale a una condizione simile invece quella angelica, tipica degli angeli ravvicinati, fintantoché raggiunge il digiunatore uno stato tale che appare come uno che non necessita di nulla in questo mondo se non del conseguimento della compiacenza di Allah.

Il digiuno ravviva il cuore, dissuade dal mondo, sollecita a desiderare ciò che è presso ad Allah e fa si che i ricchi non si dimentichino dei poveri e della loro condizione, così d’addolcire i cuori dei primi nei confronti dei secondi. Inoltre i benestanti riconosceranno il bene che Iddio ha concesso loro aumentando in gratitudine.

Il digiuno purifica altrettanto l’anima, la educa al timore di Dio e fa si che il singolo e la società percepiscano il controllo di Allah, durante la beatitudine come durante il disagio, in privato e in pubblico. Ciò perché la società osserva per un mese intero quest’atto di culto, consapevole del controllo del suo Signore, e questo di conseguenza la induce all’ossequio d’Iddio, alla fede in Lui e nel Giorno Ultimo, alla certezza che Allah conosce il segreto e il celato e che è inevitabilmente l’avvento di quel Giorno in cui ciascun individuo dovrà sostare dinanzi al suo Signore che gli chiederà di tutte le sue opere, grandi o piccole che siano[260].

Il Quinto Pilastro: Il Pellegrinaggio[261]:

Con il Hajj s’intende il pellegrinaggio alla Casa di Iddio presso Mecca l’Onorata. Questo è obbligatorio per ogni musulmano, pubere, capace di intendere e volere, in grado fisicamente, dotato del mezzo di trasporto o avente la possibilità di noleggiarlo sino alla Santa Casa. È necessario inoltre che possieda il denaro sufficiente per l’andata e il ritorno – con la condizione però che questo sia sufficiente per i bisogni delle persone che ha a carico – che benefici di una certa sicurezza di viaggio ed altrettanto per le persone che ha a carico durante la sua assenza. Quest’atto di culto è obbligatorio una sola volta nella vita per chi è in grado di intraprenderne il cammino.

È necessario per chi intende compiere il pellegrinaggio pentirsi nei confronti di Allah, affinché si purifichi l’anima dalle macchie dei peccati. Quando raggiunge Mecca l’Onorata e i luoghi santi gli è richiesto compiere i riti del pellegrinaggio con sottomissione e magnificazione dell’Altissimo, rivolgendosi esclusivamente ad Allah, e che sappia che la Ka’bah e i siti di rito non vanno adorati con Iddio e che non giovano nè danneggiano in nulla, e che se non fosse per l’ordine di Allah di compiere il pellegrinaggio, non sarebbe stato valido incamminarsi verso quei luoghi.

E durante questo viaggio, il pellegrino indossa due abiti bianchi, pertanto si radunano i musulmani da ogni parte della terra in un unico luogo, vestono un’unica divisa ed adorano un Unico Signore. Non vi è differenza alcuna tra governante e governato, tra ricco e povero, tra bianco e nero. Sono tutte creature di Allah e tutti Suoi servi e non vi è merito di un musulmano su un altro se non per il timore e il buon operato. Si realizza così tra i musulmani, sostegno e conoscenza reciproca, e in quest’occasione tutti loro hanno modo di ricordare il Giorno in cui Allah li farà resuscitare e li stiperà su un unico rilievo per il resoconto, affinché si preparino ad affrontare ciò che verrà dopo la morte mediante l’ubbidienza di Allah[262].

 

L’Adorazione nell’Islam[263]:

L’adorazione nell’Islam è la vera è propria servitù per Allah. Egli infatti è il Creatore e tu la creatura, tu sei l’adoratore e Lui l’adorato, e se è questa la condizione, allora è necessario che la persona proceda in questa vita sul Retto Sentiero di Allah seguendo le Sue disposizioni, essendo sufficiente in questo cammino la sequela delle orme dei Suoi Messaggeri. Lui ha difatti statuito per i Suoi servi riti eccezionali come la realizzazione dell’unificazione di Iddio[264] – Signore delle creazioni – la preghiera, il tributo purificatorio, il digiuno e il pellegrinaggio.

Tuttavia, gli atti di culto nell’Islam non si limitano solo a questi citati, bensì il concetto di adorazione nell’Islam è ben più ampio, in quanto consiste in tutto ciò che Iddio ama e di cui Si compiace delle opere e dei detti, palesi o celati. Quindi ogni opera che hai svolto o detto che hai pronunciato, tra ciò che Iddio ama e di cui Si compiace allora è adorazione, anzi, qualunque buon’abitudine che metti in atto con l’intenzione di avvicinarti ad Allah rappresenta adorazione.

Così la tua benevola convivenza con il tuo genitore, la tua famiglia, il tuo coniuge, i tuoi figli, i tuoi vicini se la pratichi desiderando con questa il Volto di Iddio allora è adorazione. Altrettanto la tua buona condotta in casa, nel mercato, in ufficio se la attui desiderando il Volto di Iddio allora è adorazione. L’adempimento alla fiducia, l’osservanza della veridicità e della giustizia, l’astensione dal nuocere, l’aiuto dei deboli, il guadagno legittimo, il mantenimento della famiglia, dunque ogni opera che compi per te stesso, per la tua famiglia, per la società o per il tuo paese, e la svolgi con lo scopo di ottenere il compiacimento di Allah, allora è adorazione.

Addirittura la soddisfazione delle proprie concupiscenze, nei limiti di ciò che Iddio ha reso lecito, diventa atto di culto, qualora venga accompagnata da una buona intenzione. Disse il Profeta[ﷺ]: “Anche nel vostro accoppiamento avete una ricompensa”. Dissero: “O Messaggero di Allah! Pratica l’uno di noi la propria concupiscenza e in questa ottiene ricompensa?“. Disse: “Non scorgete forse che se la ponesse nell’illecito[265] subirebbe l’aggravio? Così nello stesso modo, quando lo pone nel lecito ottiene ricompensa[266].

E disse anche, [ﷺ]: “Ad ogni musulmano è richiesta un elemosina”. Fu detto: “Nota nel caso non trovasse”. Disse: “Che operi con le proprie mani, dunque giovi se stesso e faccia l’elemosina”. Chiese: “Nota nel caso non fosse in grado?”. Disse: “Che aiuti il bisognoso afflitto”. Chiese: “Nota nel caso non fosse in grado?”. Disse: “Che ordini la moralità o il bene”. Chiese: “Nota nel caso non lo faccia?”. Disse: “Che si trattenga dal male, poiché è elemosina”[267].

 

Il Secondo Grado: l’Iman[268]:

La Fede si eleva su sei pilastri:

  • La Fede in Allah.
  • La Fede nei Suoi Angeli.
  • La Fede nei Suoi Libri.
  • La Fede nei Suoi Messaggeri.
  • La Fede nel Giorno Ultimo.
  • La Fede nel Destino.

Il Primo Pilastro: La Fede in Allah:

La Fede in Allah consiste nel prestar fede:

  • Nella Signoria di Allah l’Altissimo, cioè nel fatto che sia il Creatore, il Padrone e il Provvidente di ogni questione;
  • Nella Sua identità divina, gloria a Lui l’Eccelso, cioè nel fatto che sia l’unico Dio autentico e che qualsiasi idolo adorato oltre a Lui è falso;
  • Nei Suoi Nomi e nei Suoi Attributi, cioè nel fatto che possieda i Nomi bellissimi e gli Attributi Sublimi perfetti.
  • Nella Sua Unicità in questo, cioè nel fatto che non abbia alcun consocio nella Sua Signoria né nella Sua identità divina e nemmeno nei Suoi Nomi e Attributi. Disse l’Altissimo: {Il Signore dei cieli e della terra e di ciò che vi è frammezzo. Adora Lui dunque. Ne conosci forse qualche consimile?}[269].
  • Nel fatto che non Lo colpiscano sopore né sonno, gloria sia a Lui l’Altissimo, che sappia l’incognito e il manifesto e che sia possessore dei cieli e della terra. Disse l’Altissimo: {E in Suo possesso vi sono i depositi dell’incognito di cui non possiede sapienza nessuno se non Lui. E sa ciò che vi è sulla terra e nel mare, e non casca alcuna foglia sennonché ne abbia sapienza, e non vi nemmeno un seme nelle tenebre della terra, o un corpo, umido o secco che sia, se non che sia riportato in un libro chiaro}[270].
  • Nel fatto che Egli l’Eccelso sia sul Suo Trono, elevato rispetto alla Sue creature ed è inoltre presente con loro attraverso la Sua Sapienza e quindi sa le loro condizioni, sente i loro detti, vede le loro posizioni, dirige le loro faccende, sostenta il povero, conforta il sofferente, assegna l’autorità a chi vuole e destituisce dall’autorità chi vuole e Lui è in grado di compiere ogni cosa[271].

Tra i benefici della fede in Allah, vi è ciò che segue:

  1. Favorisce al fedele l’amore di Allah e la Sua magnificenza, condizioni indispensabili per l’osservanza dei Suoi ordini e l’astensione dei Suoi divieti. Difatti, nel momento in cui il servo raggiunge quest’obiettivo, raggiunge la completa felicità nel mondo e nell’aldilà.
  2. Origina nell’anima l’autostima e l’onore, in quanto raggiunge la consapevolezza che Iddio è il vero possessore di tutto ciò che è presente in quest’universo e che non giova né nuoce se non Lui. Questa conoscenza gli permette quindi di esimersi da tutto ciò che è all’infuori di Allah e di rimuovere dal proprio cuore ogni paura oltre alla Sua, così non spera se non in Allah e non teme altri che Lui.
  3. Origina nell’anima l’umiltà poiché sa che il bene di cui giova è dono da parte di Allah, così si ripara dall’inganno del Diavolo evitando la grandigia e l’arroganza, senza vantarsi del proprio potere o ricchezza.
  4. Permette di raggiungere la certezza che non vi è alcun sentiero per raggiungere il successo e la salvezza se non attraverso le opere buone di cui Allah Si compiace, nel momento in cui altri che lui detengono false credenze come la convinzione che la crocifissione del presunto figlio di Dio gli abbia espiato le sue colpe, la supposizione che vi siano altri dèi che gli avverano i suoi desideri – nel momento che in verità non arrecano beneficio, ne causano danno – o ancora che, essendo atei, non credono nella presenza di un Creatore… però non sono altro che velleità, e quando saranno rimandati ad Allah nel Giorno della Resurrezione e vedranno la Verità, allora si renderanno davvero conto dell’evidente errore sul quale erano.
  5. Sviluppa nell’individuo una straordinaria forza di determinazione, coraggio, perseveranza, fermezza e fiducia con cui affronta le faccende del mondo, desideroso con tutto ciò del compiacimento di Allah, consapevole di confidare nel Sovrano dei cieli e della terra che lo sostiene e lo prende per mano, perciò è di intrepidezza simile all’irremovibilità delle montagne nella sua pazienza, fermezza e fiducia[272].

Il Secondo Pilastro: La Fede negli Angeli.

La fede negli Angeli consiste nel prestar fede nel fatto che sia stato Iddio a crearli e ciò perché Lo adorassero. Li ha descritti, gloria sia a Lui, dicendo: {Servi onorati, non Lo precedono nel Suo detto e secondo il Suo ordine operano. Sa il loro avvenire e il loro passato e non possono intercedere se non per coloro di cui Egli si compiace e dal timor di Lui sono impauriti}[273], e inoltre: {Non si dimostrano altezzosi del fatto di adorarLo e non si spossano. Rendono gloria giorno e notte e non si attenuano}[274].

Iddio li ha celati alla nostra vista ma a volte è capitato che abbia mostrato qualcuno di loro, a qualche Suo profeta e messaggero.

Agli angeli sono state assegnate determinate funzioni. Di questi vi è Gabriele (Jibriil), a cui è stata affidata la trasmissione della rivelazione con cui è disceso da parte di Iddio al servo-messaggero da Lui stabilito. Ad altri è assegnata l’estrazione delle anime in punto di morte e alcuni sono incaricati dei feti all’interno dei ventri. Ad altri ancora è stata affidata la protezione dei figli di Adamo e di loro vi è chi è incaricato di registrare le loro azioni, siccome per ogni individuo vi sono due angeli: {Alla destra e alla sinistra seduti. Non pronuncia alcun detto senza che vi sia presso di lui un controllore ferrato}[275],[276].

Tra i benefici della Fede negli Angeli, vi è ciò che segue:

  1. Si purifica il credo del musulmano dalle macchie e dalle contaminazioni dell’idolatria[277], poiché dal momento in cui presta fede nella presenza degli angeli, in qualità di creature che Iddio ha incaricato di queste opere straordinarie, si libera dalla credenza della presenza di creature immaginarie che contribuiscono nella direzione dell’universo.
  2. Raggiunge il musulmano la consapevolezza che gli angeli non giovano ne nuocono, bensì sono servi onorati che non disobbediscono ad Allah in ciò che gli ordina ed eseguono ciò che gli vien comandato di fare. Quindi non li adora, non si rivolge o si attacca a loro.

Il Terzo Pilastro: La Fede nei Libri:

La fede nei Libri consiste nel prestar fede nel fatto che Iddio abbia rivelato Libri ai Suoi profeti e messaggeri affinché mostrino il Suo diritto e richiamino a Lui, come disse l’Eccelso: {Invero abbiamo inviato i Nostri messaggeri con le prove a abbiamo fatto discendere con loro il Libro e la bilancia affinché la gente osservi l’equità}[278].

Questi Libri sono molti, tra cui: i Fogli di Abramo, la Torah ricevuta da Mosè, i Salmi coi quali fu inviato Davide, il Vangelo con cui giunse il Messia, che Iddio preservi tutti loro.

E questi Libri di cui ci ha dato notizia Iddio si sono estinti, difatti non è rimasta alcuna presenza dei Fogli di Abramo. Riguardo invece alla Torah, al Vangelo e ai Salmi, nonostante fossero presenti con questo nome presso i giudei e i nazareni, sono stati comunque alterati, manipolati e molti passi del loro contenuto sono andati perduti. Così è stato aggiunto alla loro essenza ciò che non ne faceva parte, addirittura sono stati poi attribuiti ad altri che i loro latori. L’Antico Testamento contiene più di quaranta libri, eppure solo cinque di questi sono attribuiti a Mosè, mentre nemmeno un Vangelo di quelli presenti viene attribuito a Gesù.

L’identità della fede in questi libri consiste sostanzialmente nel credere che questi siano stati fatti discendere da Allah sui Suoi messaggeri e che contenevano effettivamente la Legge che Allah ha voluto che fosse trasmessa alla gente di quell’epoca.

L’ultimo Libro che è stato rivelato da Allah è il Nobile Corano, che fece scendere a Muhammad[ﷺ]. Continua ad essere preservato tramite la preservazione di Allah e non ha subito modifica o alterazione alcuna, né nelle sue lettere, né nelle sue parole, né nelle sua accentazione e né nei suoi significati.

Il Corano si distingue dai Libri che l’hanno preceduto sotto vari aspetti, tra i quali:

  1. I Libri precedenti sono stati persi, hanno subito manomissioni e modifiche, sono stati attribuiti ad altri che ai loro titolari e gli sono state aggiunte spiegazioni, commenti e esegesi, e contengono molti concetti che contraddicono la rivelazione divina, la ragione e la natura primordiale. Il Nobile Corano invece è conservato grazie alla preservazione di Iddio e continua a caratterizzarsi delle stesse lettere e parole che Allah fece scendere a Muhammad [ﷺ]. Non ha subito alcuna distorsione e non è stato permeato da alcuna aggiunzione e i musulmani si sono impegnati affinché rimanesse puro da qualsiasi macchia, perciò non gli mescolarono nulla della biografia del Messaggero [ﷺ], o di quelle dei Compagni, che Iddio si compiaccia di loro, né della sua esegesi e nemmeno delle disposizioni concernenti agli atti adorativi o alle transazioni.
  2. Oggigiorno, dei Libri precedenti, non si conosce alcuna autorità storica. Addirittura di alcuni non si conosce nemmeno a chi sia stato rivelato o in quale lingua sia stata fatta scendere, e altri sono stati attribuiti ad altri che ai loro portavoce. Il Corano invece, l’hanno tramandato i musulmani da Muhammad [ﷺ], oralmente e testualmente, attraverso un numero incalcolabile di persone che non avrebbero avuto modo di inventare menzogna. Così tra i musulmani, in ogni epoca e luogo, vi sono migliaia di persone che sanno a memoria il Libro e vi sono altrettanto migliaia di sue copie scritte, e nel caso le “copie” orali non combacino con quelle scritte, allora il contenuto divergente non viene riconosciuto. Pertanto è strettamente necessario che coincida ciò che è nei petti con ciò che è tra le righe. Il Corano tra l’altro è stato tramandato con trasmissione orale, un metodo con cui nessun altro libro al mondo era stato mai divulgato. Addirittura questa metodologia di diffusione non è stata applicata se non nella Comunità di Muhammad [ﷺ] e le modalità di questa trasmissione consiste nella perfetta memorizzazione di un allievo presso il suo maestro, che a sua volta aveva imparato a memoria presso il suo maestro. Al termine conferiva l’insegnante al proprio studente, un attestato chiamato “Ijazah”, nella quale lo sheikh[279] testimonia di aver insegnato al suo allievo ciò che aveva imparato a sua volta dai suoi mashaykh, sheikh dopo sheikh, e ciascuno di loro definiva il nome del proprio maestro fino a giungere con l’autorità al Messaggero [ﷺ]. Così con queste modalità, continua la catena dell’autorità orale, dallo studente sino a giungere al Profeta [ﷺ]. In questa maniera si sono avvicendate le forti prove e le testimonianze storiche – tramandate altrettanto con trasmissione a catena continua – a proposito della definizione di ogni capitolo e versetto del Nobile Corano, e dove e quando ciascuno di questi è stato rivelato a Muhammad [ﷺ].
  3. Le lingue in cui sono stati rivelati libri precedenti si sono estinte da lungo tempo e non vi è oggi nessuno che la parli e solo in pochi sono in grado di capirle nel nostro tempo. La lingua invece con la quale è stato rivelato il Corano è una lingua viva parlata da decine di milioni di persone e viene insegnata e appresa in ogni luogo al mondo, e chi non avesse modo di studiarla, trova comunque ovunque chi è in grado di insegnargli il significato del Corano.
  4. I Libri precedenti erano assegnati per un periodo definito com’era altrettanto rivolto ad un determinato popolo. Perciò conteneva norme adatte solo per quel popolo e in quell’epoca e ciò che presenta tali caratteristiche non può essere adeguato per tutte le genti. Il Nobile Corano invece è un Libro disposto per ogni epoca ed adatto per ogni luogo e comprende norme, transazioni e moralità eque per ogni nazione, in ogni momento poiché il discorso è rivolto all’intera umanità.

Da quanto citato appare chiaramente quanto sia impossibile che la testimonianza di Iddio verso l’umanità possa essere in libri di cui non sono presenti le copie originali ne tantomeno che ci sia nessuno sulla faccia della terra che parli le lingue con cui sono state scritte queste scritture alterate. La dimostrazione di Iddio invece sulle Sue creature non può che essere in un Libro conservato, integro dalle aggiunte, dalle mancanze e dalle alterazioni, la cui copia diffusa in ogni luogo e scritto con una lingua viva utilizzata nella lettura da milioni di persone, affinché possano divulgarsi i messaggi divini a tutte le genti.

Questo Libro è difatti il “Magnifico Corano” che Iddio ha rivelato a Muhammad [ﷺ], rendendolo egemone su tutte le Scritture precedenti, confermante e testimone di queste, ed è proprio questo il Libro che tutta l’umanità deve seguire in modo che sia per loro luce e guarigione, guida e misericordia. Disse l’Eccelso: {E questo Libro lo abbiamo fatto scendere benedetto, quindi seguitelo e abbiate timore, sicché possiate essere oggetto di misericordia}[280], e disse anche: {Dì: “O gente, Invero io sono un messaggero di Allah per tutti voi}[281], [282].

 

Il Quarto Pilastro: La Fede nei Messaggeri[283].

Invero Iddio ha inviato messaggeri alle Sue creature affinché gli diano la buona novella della beatitudine a loro riservata nel caso prestino fede in Allah e credano nei messaggeri, ed ammonirli invece nel caso disobbediscano. Disse l’Altissimo: {In verità, in ogni comunità abbiamo inviato un Messaggero con: “Adorate Allah e appartate i prevaricatori”}[284], e disse: {Messaggeri, nunzi e ammonitori affinché non vi siano scusanti per la gente nei confronti di Allah dopo gli inviati}[285].

E questi messaggeri sono molti. Il primo di questi è Noè mentre l’ultimo è Muhammad [ﷺ]. Di alcuni di loro, Iddio ci ha dato notizia, come Abramo, Mosè, Gesù, Davide, Yahya, Zaccaria, Salih… mentre altri invece non sono stati menzionati. Disse Allah: {Messaggeri di cui ti abbiamo raccontato e messaggeri invece di cui non ti abbiamo raccontato nulla}[286].

Tutti questi messaggeri sono esseri umani creati da Allah e non possiedono della signoria e dell’identità divina alcun attributo. Così nessun atto di culto viene rivolto a loro e non possiedono nemmeno il giovamento o danno per se stessi. Racconta Allah che Noè – che ne è appunto il primo – disse al suo popolo: {E non vi dico di possedere i depositi di Allah o di conoscere l’incognito e non vi dico nemmeno di essere un angelo}[287], e ordinò all’ultimo di dire[288]: {“Non vi dico di possedere i depositi di Allah o di conoscere l’incognito e non vi dico nemmeno di essere un angelo”}[289]  e di dire altrettanto: {“Non possiedo per me stesso beneficio né danno, eccetto ciò che Allah vuole”}[290].

I profeti quindi sono servi onorati che Iddio ha prescelto e onorato con il Messaggio. Li ha descritti esaltando la loro servitù, la loro religione è l’Islam e Iddio non accetta altre religioni diverse da questa. Disse l’Altissimo: {Invero la religione presso Allah è l’Islam}[291].

I loro messaggi concordano nei loro fondamenti e variano invece nella loro normativa, disse l’Eccelso: {A ciascuno abbiamo assegnato un ordinamento e una metodologia}[292].

E il sigillo di questi è l’Ordinamento di Muhammad [ﷺ], che abroga tutto ciò che l’ha preceduto, così come il suo Messaggio è l’ultimo dei Messaggi e lui è il sigillo dei messaggeri.

Chi presta fede in un profeta gli è necessario prestar fede in tutti loro, e chi ne rinnega uno, allora li rinnega tutti. Questo perché tutti i profeti e i messaggeri hanno richiamato alla fede in Allah, nei Suoi Angeli, nei Suoi Libri, nei Suoi Messaggeri e nell’Ultimo Giorno in quanto la loro religione è unica. Chi quindi li distingue tra di loro o crede in alcuni e miscrede in altri allora è infedele nei confronti di tutti loro, poiché ciascuno di questi ha richiamato a prestar fede in tutti i profeti e messaggeri[293]. Disse l’Onnipotente: {Il Messaggero ha prestato fede in ciò che il suo Signore ha fatto scendere su di lui, e così i fedeli. Tutti hanno prestato fede in Allah, nei Suoi Angeli, nei Suoi Libri e nei Suoi Messaggeri: “Non facciamo distinzione alcuna tra i Suoi Messaggeri” e dissero “Abbiamo sentito e abbiamo obbedito. Il perdon tuo, nostro Signore, è da Te la destinazione”}[294], e disse: {Invero coloro che prestano infedeltà in Allah e nei Suoi Messaggeri e vogliono separare tra Allah e i Suoi Messaggeri e dicono “Crediamo in alcuni e rinneghiamo altri” e aspirano di intraprendere tra di questi un sentiero}[295].

 

Il Quinto Pilastro: La Fede nel Giorno Ultimo:

La Fede nel Giorno Ultimo giacché la fine di ogni creatura nel mondo è la morte! Allora qual è il destino dell’uomo dopo la morte? Qual è la meta degli ingiusti che sono scampati dal tormento nel mondo? Si salveranno forse dalla sofferenza della loro ingiustizia? E i caritatevoli invece che non hanno ottenuto la loro parte nella ricompensa per il bene che hanno compiuto nel mondo? Andranno forse perduti i loro compensi?

Invero l’umanità si sussegue nella morte, generazione dopo generazione, e ciò finché Allah non ordinerà la fine del mondo e qualsiasi creatura in questo perirà.  Dunque Iddio farà resuscitare ogni essere in un Giorno memorabile dove riunirà le prime generazioni e le ultime e in seguito farà il resoconto a ciascun servo a proposito delle sue opere buone o malvagie eseguite nel mondo. I fedeli verranno guidati in Paradiso mentre gli infedeli saranno trascinati in Inferno.

Il Paradiso rappresenta la beatitudine che Iddio ha serbato per i Suoi fedeli preminenti e in questo vi sono delizie che nessuno è in grado di descrivere. È suddiviso in 100 livelli e ogni livello avrà i suoi abitanti distribuiti secondo la fede e l’ubbidienza a Lui. Gli abitanti del livello più basso del Paradiso avranno come delizia il pari al regno di uno dei re nel mondo o dieci volte tanto.

L’inferno invece rappresenta il tormento che Iddio ha serbato per coloro che gli prestano infedeltà e in esso vi sono tipi di tormenti che terrificano solo a ricordarli, e se Iddio permettesse a qualcuno di morire nell’aldilà, morirebbe la gente dell’Inferno solo vedendolo.

Allah sa – già per prescienza – cosa, ciascun individuo, dirà e cosa farà, in bene o in male, in pubblico o in privato, e quindi ha incaricato per ogni persona due angeli: uno che ne scrive le opere buone e l’altro quelle malvagie e nulla gli potrà fuggirgli.

Disse l’Onnisciente: {Non pronuncia alcun detto senza che vi sia presso di lui un controllore ferrato}[296].

Pertanto verranno registrate tutte queste opere in un libro che verrà dato all’individuo nel Giorno della Resurrezione: {E sarà posto il libro. Così vedi i criminali impauriti da ciò che contiene e dicono: “O, è la nostra rovina! Cos’ha questo libro che non tralascia minuzia né gravità senza che l’abbia contata!?”. Così hanno trovato presente ciò che avevano compiuto. Di certo il tuo Signore non fa torto a nessuno}[297]. Così leggerà il suo libro e non negherà nulla di ciò che contiene. Quanto a colui invece che ne negherà un checché, Iddio farà pronunciare il suo udito, la sua vista, le sue mani, i suoi piedi, la sua pelle e tutte le sue membra. Disse l’Altissimo: {E nel giorno in cui saranno stipati nell’Inferno i nemici di Allah, allora saranno quindi riuniti e condotti. Così quando vi giungeranno i loro uditi, le loro viste e le loro pelli testimonieranno contro di loro. Diranno allora alle loro pelli: “Perché avete testimoniato contro di noi?” Diranno: “Ci ha fatto pronunciare Allah, Colui che fa pronunciare ogni cosa. Ed è proprio Lui che li ha creati la prima volta ed è a Lui che sarete ricondotti. Non vi mettevate a riparo dal fatto che potessero testimoniarvi contro il vostro udito, i vostri occhi e le vostri pelli, bensì credevate che invero Allah non sapesse molto di ciò fate”}[298].

E con la Fede nel Giorno Ultimo – che è il Giorno della Resurrezione, dell’invio e della rigenerazione- ne han riportato notizia tutti i profeti e messaggeri. Disse l’Altissimo: {E tra i Suoi segni vi è la terra che vedi arida, ma quando vi facciamo scendere l’acqua palpita e rigonfia. Invero, Colui che le ha ridato vita ridà vita ai morti}[299], e disse: {Non vedono forse come Allah, Colui che creò i cieli e la terra e non si è stancato della loro creazione, è in grado di risuscitare i morti?}[300]. Ed è questo che la saggezza divina sostiene, in quanto Iddio non ha creato le Sue creature invano e nemmeno li ha lasciati senza incarichi o resoconto. Perfino la persona più debole mentalmente non esegue nessuna opera volontaria senza che ne abbia uno scopo, e se è impossibile immaginare questo per un umano, come è possibile che poi questo stesso umano possa supporre che il Suo Signore lo abbia creato invano lasciandolo senza incarico alcuno o resoconto? Sia elevato Iddio d’immensa elevazione da ciò che affermano! Disse l’Eccelso: {Credete forse che vi abbiamo creati invano e che da Noi non sarete ricondotti?}[301]. E disse anche: {E non creammo i cieli e la terra e ciò che vi è nel frammezzo senza motivo? Questa è la supposizione di coloro che han prestato infedeltà! Ma guai per coloro che han prestato infedeltà dal Fuoco}[302].

E della necessità della fede nel Giorno Ultimo hanno testimoniato tutte le persone intelligenti ed è questa la realtà che la ragione appoggia e alla quale si asservisce la retta natura primordiale. Questo perché l’uomo, nel momento in cui presta fede nel Giorno della Resurrezione, percepisce il motivo per cui abbandona ciò che abbandona e opera con ciò che opera, desideroso di ciò che è presso Iddio. Coglie altrettanto il fatto che chi compie ingiustizia contro la gente è indispensabile che trovi ciò che merita e che le persone che hanno subìto da lui gli facciano ricorso contro nel Giorno del Giudizio. Perciò intuisce quanto sia inevitabile che l’uomo abbia il proprio compenso: in bene per il bene e in male per il male, affinché sia ricompensata ogni anima per ciò che ha operato e si avveri la giustizia divina. Disse l’Altissimo: {E chi compie il peso di una porziùncola di bene lo vedrà, e chi compie il peso di una porziùncola di male lo vedrà}[303],[304].

Nessuno tra gli uomini sa quando avverrà il Giorno della Resurrezione -nemmeno i profeti inviati e gli angeli ravvicinati lo sanno – in quanto Iddio l’ha riservato alla Sua sapienza. Disse l’Altissimo: {Ti chiederanno a proposito dell’Ora: “Quando sarà il suo termine?”. Dì: “Invero la scienza a riguardo è riservata al mio Signore e non la renderà palese il suo orario se non Lui”}[305], e disse gloria sia Lui: {Invero è solo presso ad Allah la sapienza dell’Ora}[306].

 

Il Sesto Pilastro: La Fede nel Decreto e nel Destino:

La Fede nel Decreto e nel Destino consiste nel prestar fede nel fatto che Iddio sa ciò che fu e ciò che sarà, e che già sa le condizioni dei servi, la durata delle loro vite e l’identità del loro sostentamento. Disse l’Altissimo: {Invero Allah ha sapienza di ogni cosa}[307], e disse: {E in Suo possesso vi sono i depositi dell’incognito di cui non possiede sapienza nessuno se non Lui. E sa ciò che vi è sulla terra e nel mare, e non casca alcuna foglia sennonché ne abbia sapienza, e non vi è nemmeno un seme nelle tenebre della terra, o un corpo, umido o secco che sia, se non che sia riportato in un libro chiaro}[308]. E ha già per iscritto tutto ciò in un libro presso di Lui, disse gloria sia a Lui: {Ed abbiamo enumerato ogni cosa in un libro-guida esplicito}[309], e disse il Magnifico: {Non sai forse che invero Allah sa ciò che vi è nel cielo e nella terra. Tutto ciò in verità è in un libro. Di certo questo per Allah è facile}[310]. Nel momento in cui Iddio vuole qualcosa dice a questo: “Sii”, e quindi è. Difatti disse: {Invero il Suo ordine, nel momento in cui vuole qualcosa, consiste nel dirgli: “Sii” ed essa è}[311]. Inoltre Iddio come ha prestabilito ogni cosa, è altrettanto Colui che ha creato ogni cosa. Disse: {Invero abbiamo creato ogni con identità decretata}[312], e disse: {Allah è Creatore di ogni cosa}[313]. Così ha creato i servi affinché Lo adorassero, mostrando a loro l’adorazione e di questa gli ha ordinato l’osservanza. Nello stesso modo ha impedito a loro di disobbedirGli, mostrando a loro quale fosse la sua identità.

Dunque ha reso a loro la capacità e la volontà che consente a loro di eseguire i Suoi comandi per ottenere ricompensa, mentre chi compie peccato verso di Lui allora merita il tormento.

Nel momento in cui la persona presta fede nel Decreto e nel Destino, si avvera per lui ciò che segue:

  1. Il fatto di affidarsi ad Allah nel momento in cui ricerca le opportunità, poiché sa che la causa e l’effetto sono entrambi dipendenti dal decreto di Iddio e dalla Sua predestinazione.
  2. La quiete dell’anima e la serenità del cuore, poiché nel momento in cui sa che il tutto dipende dal decreto di Iddio e dalla Sua predestinazione, e quindi che il suo danno è già stato stabilito e che avverrà inevitabilmente, allora si acquieta compiacendosi di ciò che ha decretato Allah. Difatti non vi è nessuno con miglior vita, anima consolata o con maggior serenità di chi ha fede nella predestinazione.
  3. L’espulsione dell’alterigia nel momento in cui si raggiunge il voluto, poiché l’ottenimento di questo non è altro che grazia da parte di Iddio che ha concesso le cause del bene e del successo. Che ringrazi quindi Allah per questo.
  4. L’espulsione dell’ansia e del tedio quando si manca l’obiettivo desiderato o quando si è colpiti da un male, in quanto questo avviene secondo il decreto di Iddio che non può essere in alcun modo respinto. Non vi è ricorso al Suo giudizio che si realizzerà immancabilmente. Che pazienti quindi aspirando alla ricompensa di Allah. Disse il Misericordioso: {Non si abbatte calamità sulla terra o in voi stessi, che non sia in un libro già prima di crearla, e ciò in verità è facile per Allah. Questo affinché non disperiate a causa di ciò che vi è sfuggito e non esultiate per ciò che vi è giunto. Infatti Allah non ama nessun altero superbo}[314],[315].
  5. Il pieno confidare in Allah, gloria sia a Lui. Ciò perché il musulmano sa che solo Iddio ha il potere di causare il beneficio o il danno, quindi non temerà un potente per la sua potenza e non esiterà nel compiere il bene per paura di alcun umano. Disse il Profeta[ﷺ] ad Ibn ‘Abbas, che Iddio si compiaccia di lui e del padre: «E sappi che se tutta l’umanità si riunisse per procurarti beneficio non potrebbe beneficiarti se non con ciò che Allah ti ha prescritto; e che se si riunissero per arrecarti nocumento, non potrebbero nuocerti se non con che Allah ti ha prescritto»[316].

 

 

 

 

 

Il Terzo Grado: L’Ihsaan[317]:

La Carità ha un solo pilastro e consiste nell’adorare Iddio come se Lo vedessi poiché nonostante tu non lo veda, invero Egli ti vede.

Così l’individuo adora il Suo Signore con questa virtù che richiama la percezione della Sua vicinanza e il sentimento che sia tra le Sue Mani.  Ciò induce all’ossequio, alla paura, alla riverenza e alla venerazione, come obbliga all’equità nello svolgimento dell’adorazione e allo sforzo di affinarla e ultimarla.

Il servo così considera il controllo del Suo Signore nell’attuazione del culto e cerca di avvertire la Sua prossimità, e nel caso non ne fosse in grado, cerca motivazione nel fatto che Allah lo vede e che sa il suo segreto e ciò che esterna, il suo interiore e il suo esteriore e nulla delle sue faccende è a Lui nascosta[318].

Il servo che raggiunge questo livello adora il suo Signore con sincerità, senza rivolgersi ad altri che Lui. Non attende così l’elogio della gente e nemmeno teme la loro disapprovazione. Gli basta, infatti, solo la compiacenza del Suo Signore e la lode del Padrone.

È una persona cui equivalgono le opere nascoste e quelle palesate, adora il Suo Signore in privato e in pubblico e possiede un’indubbia certezza che Iddio osserva ciò che ha nel cuore e ciò che gli sussurra la sua anima. La sua fede ormai predomina sul suo cuore e avverte su di lui il controllo del suo Signore. I suoi arti si sono asserviti a Colui che li ha originati e non compie più opera alcuna senza che faccia parte di ciò che Iddio ama e Si compiace. È sottomesso al suo Signore.

Ora che il suo cuore si è attaccato al suo Signore non chiede più sostegno alle creature poiché Iddio gli è sufficiente. Non si lamenta con nessun essere umano poiché i suoi bisogni li presenta ad Allah, gloria sia a Lui, e si basta di Lui come unico sostenitore.

Non soffre la solitudine in alcun luogo e non prova paura di nessuno, poiché sa che Iddio è con lui in tutte le sue faccende e Lui di certo gli basta e qual miglior ausiliario.

Non tralascia nulla di ciò che gli ha ordinato Allah e non commette peccato nei Suoi confronti perché si vergogna di Lui, e odia che lo non lo trovi dove Gli ha ordinato di essere, o che lo trovi dove invece gli ha interdetto di andare.

Non aggredisce creatura alcuna e non le fa torto perché sa che Iddio lo vede e che, gloria sia Lui, gli farà il resoconto delle sue opere.

Non sparge corruzione sulla terra dacché sa che i beni che questa contiene sono proprietà di Dio l’Altissimo che ha messo a disposizione delle sue creature, quindi ne utilizza in misura delle sue necessità, ringraziando il Suo Signore che glieli ha concessi.


Tutto ciò che ti ho menzionato e presentato in quest’opuscolo non rappresenta che le questioni più importanti e i pilastri fondamentali nell’Islam.

E queste colonne portanti, nel momento in cui la persona vi presta fede e opera in conformità di esse, diventa musulmano.

Dunque, come abbiamo ricordato in precedenza, l’Islam è religione e mondo, adorazione e metodologia di vita. Rappresenta, infatti, un sistema divino, globale e completo, che racchiude nelle sue disposizioni tutte le esigenze di cui necessita il singolo e la comunità nello stesso modo, in tutti gli ambiti della vita religiosa, politica, economica, sociale e preventiva.

In esso l’individuo trova fondamenti, principi e normative che coordinano la pace e la guerra e i diritti essenziali.

Conserva la dignità dell’uomo, ma anche quella degli uccelli, degli animali e dell’ambiente circostante.

Gli mostra la vera realtà dell’uomo, della vita e della morte e della resurrezione dopo la morte. E vi trae inoltre la metodologia ideale con cui rapportarsi con le persone che lo circondano, come dal detto Suo, gloria a Lui l’Altissimo: {E dite alla gente il bene}[319], e dal Suo detto: {E coloro che perdonano la gente}[320], e ancora: {E che non vi induca l’odio per un popolo a non giudicare con equità. Siate equanimi che è più vicino al timore}[321].

E dopo aver discusso a proposito dei gradi di questa religione e dei pilastri di ciascuno di questi, è ora opportuno menzionare una breve illustrazione circa le sue virtù.

 

Alcune delle Virtù dell’Islam[322]:

Le virtù dell’Islam sono oltre a ciò che le penne sono in grado di scrivere e l’espressioni di raccontare in modo esaustivo a proposito dei meriti di questa religione, e ciò perché è la religione di Iddio, gloria sia a Lui l’Altissimo. Difatti, come la percezione non è in grado di comprendere a pieno l’essenza d’Iddio e la sapienza umana non è all’altezza di delineare la Sua Identità, allo stesso modo la penna non ha la possibilità di profilarne l’Ordinamento.

Disse Ibn Al Qaiim, che Iddio abbia di lui misericordia: Se riflettessi sulla saggezza abbagliante di questa retta religione, e credenza contrapposta al politeismo, ed ordinamento muhammadico – di cui non raggiunge la completezza l’espressione e non ne perviene la magnificenza la descrizione, così come non sono in grado gli intelletti dei raziocinanti di proporne di meglio, fossero riuniti nel più completo di loro, e secondo l’intendimento delle menti complete e virtuose – percepiresti la sua bellezza e scorgeresti il suo merito e il fatto che non abbia bussato al mondo Legge più completa, più elevata e più magnifica di essa…e se non fosse giunto il messaggero con qualche prova per conferma, sarebbe di sé bastata come prova, segno e testimonianza del fatto che provenga da Allah. È tutta testimone, attraverso la completezza della sapienza, la compiutezza della saggezza, la grandezza della misericordia, dell’equità e della carità; la cognizione completa dell’incognito e del manifesto, la scienza delle cause e dell’effetto.

Rappresenta una delle più straordinarie grazie con cui Iddio abbia mai colmato i Suoi servi. Infatti non ha donato a loro nulla di più nobile che averli guidati ad essa e resi tra la sua gente e tra coloro di cui si sono compiaciuti. Perciò ha ricordato ai Suoi servi il Suo favore di averli guidati a questa, disse l’Altissimo: {Invero Allah ha colmato di grazia i fedeli suscitando tra di loro un messaggero di essi che reciti loro i Suoi versetti, li purifichi e insegni loro il Libro e la Saggezza, sebbene fossero in precedenza su un evidente traviamento}[323].  E disse affinché facesse sapere ai Suoi servi e ricordasse loro l’eccellenza della grazia con cui li ha colmati, richiamandoli ad essere riconoscenti per averli resi tra la Sua gente: {Oggi ho completato per voi la vostra religione}[324]»[325].

E per mostrare un minimo di riconoscenza verso Iddio che ci ha guidati a questa religione, menzioniamo ora alcune delle sue virtù:

  • È la Religione di Allah.

L’Islam è la religione che Iddio ha scelto per Se Stesso, con cui ha inviato i Suoi messaggeri e ha permesso ai Suoi servi di adorarLo attraverso di questa. Così, come non somiglia al Creatore creatura alcuna, non somiglia altrettanto alla Sua religione, che è appunto l’Islam, alcuna legge o religione di provenienza umana. Nello stesso modo, come Iddio è distinto con la completezza assoluta, altrettanto la Sua religione sarà caratterizzata dalla perfezione assoluta che emana le disposizioni adeguate per la loro vita mondana e oltremondana, prevedendo inoltre, i diritti del Creatore e i doveri che i servi hanno nei Suoi riguardi e i diritti e i doveri di ciascuno nei confronti dell’altro.

  • La sua Globalità.

Tra le principali virtù di questa religione vi è la sua interezza con cui include ogni cosa. Disse l’Eccelso: {Invero non abbiamo tralasciato nulla nel Libro}[326].  Questa religione difatti comprende ciò che riguarda il Creatore come i Suoi Nomi, i Suoi Attributi, i Suoi diritti. E racchiude altrettanto ciò che riguarda le creature in termini di ordinamenti, incarichi, moralità e i modi di rapportarsi. Custodisce le notizie dei primi e degli ultimi e quelle degli angeli, dei profeti e dei messaggeri. Racconta a proposito del cielo, della terra, delle costellazioni, delle stelle, degli alberi e dell’universo e menziona la ragione della creazione, il suo scopo e il suo fine ricordando il Paradiso e la destinazione dei fedeli, e l’Inferno e la fine degli infedeli.

  • Stabilisce una connessione diretta tra il Creatore e la creatura.

Si distingue ogni falsa religione e ideologia con il fatto di collegare l’uomo con un altro suo consimile, anch’esso quindi propenso alla morte, alla debolezza, all’impotenza, alla malattia. Capita perfino che arrivino a fargli instaurare un rapporto con una persona già morta da centinaia di anni e divenuto ormai ossa e polvere. Mentre la religione dell’Islam si differenzia per il fatto di stabilire un legame diretto del fedele col proprio Signore, senza prete o reverendo, e senza dogmi dottrinali. Solo il contatto diretto tra il Creatore e la creatura.

Una connessione che collega l’intelletto col proprio Signore, e attraverso di essa, richiama l’illuminazione e la guida. S’innalza, si eleva e ricerca la perfezione, tenendosi così al di sopra delle bassezze e delle banalità, poiché il cuore che non ha una relazione col proprio Creatore risulta essere più smarrito del bestiame.

Ed è un collegamento tra il Creatore e la creatura attraverso il quale quest’ultimo conosce il volere di Allah nei propri riguardi, così lo adora con lungimirante sapienza definendo gli atti che causano la Sua compiacenza sicché li ricerchi,  e quelli invece che causano la Sua ira affinché li apparti.

Ed è altrettanto un collegamento tra il Creatore l’Onnipotente e la creatura debole e povera attraverso cui quest’ultimo Lo implora per ottenere l’ausilio, il sostegno e il successo, e Gli chiede di preservarlo dalle trame dei malvagi e dagli intrighi dei diavoli.

  • La considerazione degli interessi del mondo e dell’aldilà.

Il Diritto Islamico si eleva sulla considerazione degli interessi del mondo e dell’aldilà e sull’ultimazione dell’onorevole moralità.

Riguardo agli interessi dell’aldilà, ha spiegato i loro aspetti senza trascurarne nulla, piuttosto li ha definiti e chiariti affinché niente sia ignorato a tal proposito, riferendo la promessa della sua grazia e l’ammonimento dal suo tormento.

Circa gli interessi della vita terrena, Iddio ha statuito in questa religione ciò che preserva all’uomo il proprio credo, la propria vita, i propri beni, la propria discendenza, il proprio onore e la propria mente.

Quanto invece all’onorevole moralità, Egli ha ordinato di mantenerla manifestamente e intimamente, vietando così le consuetudini viziose e banali.

Della moralità manifesta fa parte la pulizia, la purità e la purificazione dall’impurità e dalle sporcizie. Ha raccomandato ad esempio l’uso del profumo e il bell’aspetto.

Ha proibito le viziosità come la fornicazione, l’assunzione di vino, di carne di animali morti, di sangue o di carne di maiale, ordinando invece l’assunzione delle bontà; e ha interdetto inoltre lo spreco e lo sperpero.

Quanto invece alla purificazione interiore considera l’abbandono degli atti immorali sostituendoli con l’adozione di quelli morali e lodevoli. Tra gli atteggiamenti biasimevoli vi è la menzogna, la depravazione, la rabbia, l’invidia, l’avarizia, l’umiliazione, l’amore del prestigio e della vita terrena, l’arroganza, la superbia e l’ostentazione. Tra gli atteggiamenti lodevoli invece abbiamo le buone consuetudini, la buona compagnia delle creature e la carità verso di esse, l’equità, l’umiltà, la veridicità, la magnanimità, la generosità, la confidenza in Allah, la sincerità di fede, la paura di Allah, la pazienza e la gratitudine[327].

  • La facilità.

La facilità è una delle qualità con le quali si distingue questa religione. Difatti, in ciascuno dei suoi riti vi è facilità e lo stesso in ogni atto di culto. Disse l’Eccelso: {E non vi ha reso nella religione alcun disagio}[328]. E il primo aspetto di questa facilità consiste nel fatto che chiunque volesse abbracciare l’Islam non ha bisogno di intercessioni umane o di confessione di un passato trascorso, bensì tutto ciò di cui necessita è purificarsi, pulirsi e testimoniare che “Non vi è dio autentico, degno di adorazione se non Allah, e che Muhammad è Messaggero di Allah”, credendo dunque nel suo significato ed operando secondo ciò che implica.

In seguito, in ogni atto d’adorazione vi è facilità ed alleggerimento. Se viaggia la persona o si ammala, ad esempio, le sue opere vengono comunque conteggiate come se fosse sano e residente.  Piuttosto la vita stessa del musulmano diventa facile e serena, a differenza della vita dell’infedele colpita invece da strettezza e difficoltà.

Altrettanto la morte del fedele si rivela facile, fintantoché esce il suo spirito (dal suo corpo) come esce la goccia da un recipiente. Disse l’Altissimo: {Coloro a cui gli angeli coglieranno le anime nella condizione di purezza e diranno a loro: “Saluti a voi! Entrate in Paradiso a causa di ciò che operavate”}[329].

Mentre all’infedele, nel momento della sua morte, si presentano gli angeli duri e severi che lo colpiscono con la frusta, disse l’Eccelso: {E se vedessi gli ingiusti nelle agonie della morte e gli angeli che abbattendo le proprie mani (diranno): “Sloggiate le vostre anime! Oggi sarete ricambiati di tormento umiliante per ciò che dicevate senza diritto su Allah e per esser stati disdegnosi dei Suoi segni”}[330].  E disse: {E se vedessi gli angeli quando colgono le anime di coloro che sono stati infedeli colpendoli sui loro visi e sul loro didietro: “Assaggiate il tormento dell’Incendio”}[331].

  • La Giustizia

Invero Colui che ha statuito le disposizioni islamiche è solo Allah, Lui che è il Creatore di tutte le creature: del bianco e del nero, del maschio e della femmina e loro dinnanzi al Suo giudizio, alla Sua giustizia e alla Sua misericordia sono sullo stesso livello. Ha disposto al maschio e alla femmina ciò che è adeguato per ciascuno di loro. Pertanto è inconcepibile che l’Ordinamento avvantaggi l’uomo a discapito della donna, o favorisca la donna facendo torto all’uomo, o conceda attributi all’uomo bianco privandone quello nero. Tutti dinanzi all’Ordinamento di Iddio sono alla pari, senza alcuna differenza tranne che per ciò che concerne il timore.

  • La Promozione del Virtù e la Negazione del Vizio[332].

Include questa religione una nobile peculiarità e raffinata caratteristica, quella del “la promozione delle virtù e la negazione del vizio”. È dovere, infatti, di ogni musulmano e musulmana, pubere, con capacità di intendere e volere ed avente le possibilità,  di ordinare o impedire in base alle proprie possibilità e in base altrettanto ai livelli di questa pratica, che sono: l’ordine e l’impedimento con le mani, e nel caso non si fosse in grado, con la lingua, e nel caso non si fosse in grado, con il cuore. In questo modo tutta la comunità è supervisore della comunità stessa. Ogni singolo individuo ha il dovere d’ordinare il bene e vietare il male a chi ha mancanze nelle virtù o commette viziosità, sia che fosse questo governante o governato, ciascuno secondo le proprie possibilità e in base ai criteri sciaraitici che regolano questa funzione. Questo – come vedi – è compito che spetta ad ogni singolo individuo, ciascuno in relazione alle proprie potenzialità, e ciò nel momento in cui molti dei sistemi politici attuali si esaltano per il fatto che consentono ai partiti dell’opposizione di controllare l’andamento delle attività governative e le prestazioni delle istituzioni ufficiali. Dunque queste sono alcune delle virtù dell’Islam e se avessi voluto dilungarmi mi sarei dovuto fermare presso ogni rito e presso ogni obbligo, ordine e divieto per mostrare la saggezza immensa, la legislazione precisa, la bellezza straordinaria e la perfezione inimitabile che contiene ognuna di queste. Chi riflette, infatti, a proposito delle disposizioni di questa religione saprà con certezza che queste provengono da Iddio e che è la verità su cui non ci sono dubbi e la rettitudine che non contiene traviamento alcuno.

Se desideri perciò progredire verso ad Allah, seguire il Suo ordinamento, e ricalcare le orme dei Suoi profeti e messaggeri, allora sappi che la porta del pentimento è dinanzi a te, aperta, e che il tuo Signore è misericordioso e ti richiama per concederti perdono.

 

Il Pentimento:

Disse il Profeta [ﷺ]: «Ogni figlio di Adamo è un assiduo errante, e i migliori degli assidui erranti, sono gli assidui pentiti»[333].

L’uomo è debole in sé ed è altrettanto debole nelle sue ambizioni e nella sua determinazione e non sarebbe in grado di sopportare le conseguenze dei propri peccati e delle proprie colpe, così Allah gli ha alleviato il carico, per Sua misericordia, concedendogli il pentimento.

La realtà del pentimento consiste nell’abbandono del peccato, poiché riprovevole, per paura di Iddio e desiderosi di ciò che ha serbato per i Suoi servi, quindi il rimorso per ciò che è stato commesso e la determinazione nell’appartarne la ripetizione e rimpiazzandolo in seguito con le opere buone[334].

Come puoi notare è un’opera esclusiva del cuore tra il servo e il proprio Signore. Niente fatica, niente sforzo e niente sofferenza a causa di un duro lavoro, ma solo un’opera del cuore, astenendosi da eventuali peccati futuri, e la tua astensione è abbandono e conforto[335]. Non hai bisogno dunque di pentirti per mano di un umano che causa scalpore del tuo misfatto, che scopre il tuo velo e che sfrutta la tua debolezza. È un’implorazione tra te e il tuo Signore attraverso la quale chiedi perdono e la guida, e così accetta il tuo pentimento.

Nell’Islam non esistono peccati ereditati da altri, ne redentori umani attesi, bensì è come l’ha scoperto l’ebreo austriaco, tornato poi all’Islam, Muhammad Asd, che ha detto: «Non ho trovato in nessun tratto del Corano alcuna menzione della “redenzione”. Non esiste nell’Islam peccato originale ereditato che ostacola l’individuo nel suo percorso, ciò perché {l’uomo non detiene se non ciò che guadagna durante il cammino}[336], e non richiede da un uomo di omaggiare qualche offerta o uccida se stesso affinché gli vengano aperte le porte del pentimento e si liberi dal peccato»[337].

Piuttosto è come disse Iddio l’Altissimo: {E non si grava un’ anima aggravata con carico altrui}[338].

Il pentimento genera magnifici effetti e benefici, di cui ne ricordiamo qualcuno:

  1. Consente al servo di concepire l’immensa tolleranza di Allah e la Sua generosità nel coprirlo (nonostante il misfatto). Se Iddio volesse, gli affretterebbe il castigo e lo disonorerebbe avanti i Suoi servi, e in seguito non riuscirebbe più a convivere serenamente con loro.

Tuttavia lo ha onorato col Suo velo e l’ha avvolto con la Sua tolleranza e l’ha comunque sorretto donandogli forza, capacità, sostentamento e nutrizione.

  1. Consente al servo di conoscere la vera identità di se stesso, e quanto sia incline a compiere il male, e il fatto stesso di compiere quest’errore, peccato e mancanza rappresenta una prova della debolezza della propria anima e la sua incapacità di astenersi dai desideri peccaminosi. Così si accorge chiaramente di non poter far a meno di Allah – nemmeno per un battito di ciglio – affinché possa purificare e guidare la propria anima.
  2. Ha legiferato, gloria sia a Lui, il pentimento procurando attraverso di questo la più grande causa di felicità del fedele, cioè il ricorso ad Allah e la ricerca di sostegno da Lui, come procura altrettanto attraverso di esso i vari tipi di preghiere come le suppliche, le invocazioni, le implorazioni, le richieste, l’amore, la paura, la speranza. Così l’anima si avvicina al Suo Creatore con una vicinanza peculiare che non si sarebbe realizzata senza il pentimento e il ricorso ad Allah.
  3. Attraverso di esso Iddio perdona al servo i peccati passati che ha commesso. Disse l’Elevato: {Dì (O Muhammad) a coloro che hanno prestato infedeltà che se desistono sarà perdonato a loro ciò che hanno commesso in passato}[339].
  4. Rimpiazza i peccati della persona con opere meritorie. Disse il Misericordioso: {Tranne chi si pente e compie opera buona, allora a costoro Allah sostituirà le loro colpe in buone azioni, e Allah è sempre perdonatore e misericordioso}[340].
  5. Consente alla persona di trattare i suoi consimili, nel momento in cui gli fanno torto e mancano nei suoi confronti, come ama che venga trattato da Iddio in occasione dei suoi misfatti, delle sue mancanze e dei suoi peccati. Difatti, la ricompensa è in conformità al carattere dell’opera compiuta, quindi se tratta la gente con queste buone maniere, si espone allo stesso trattamento da parte del Suo Signore che a prescindere ricambia le sue pecche e le sue colpe con la Sua carità, così anche lui ricambia il maltrattamento che subisce dalle creature.
  6. L’individuo, attraverso il pentimento raggiunge, la consapevolezza che in verità soffre molti vizi e difetti. Di conseguenza sarà indotto a trattenersi dai difetti della gente, occupandosi quindi a migliorare se stesso piuttosto che pensare alle imperfezioni altrui[341].

Concludo questo paragrafo con la notizia di un uomo che giunse dal Profeta [ﷺ] dicendogli: “O Messaggero di Allah! Non ho tralasciato nulla di necessità o sfizio se non che l’abbia commessa”. Disse: “Non testimoni forse che non vi è dio autentico degno di adorazione se non Allah e che Muhammad è Messaggero di Allah?”, per tre volte. Disse “Si”. Disse: “Codesto sopraffà questo”. E in un’altra versione: “Inverò questo sopraffà tutto ciò”[342].

In un’altra narrazione si riporta che un uomo giunse dal messaggero di Allah [ﷺ], e disse: «”Cosa vedi a proposito di un uomo che commette tutti i peccati ma non associa ad Allah nulla, ma ciò nonostante non tralascia necessità ne sfizio senza che lo colga con la sua destra. Vi è per codesto pentimento?” Disse: “Ti sei sottomesso?[343]. Disse: “Per ciò che mi riguarda, invero io testimonio che non vi è dio autentico, degno d’adorazione se non Allah, Lui Unico, senza socio alcuno, e che tu sei Messaggero di Allah [ﷺ]. Disse: “Si! Svolgi le buone azioni, abbandona i peccati, e così facendo Iddio ti renderà il tutto opere buone”. Disse: “Anche i miei tradimenti e le mie trasgressioni?”. Disse: “Si”. Disse: “Allah è Grande”. E continuò a magnificare Allah fino a che scomparve»[344].

L’Islam quindi elimina tutto ciò che lo precede, e allo stesso modo il pentimento sincero, com’è stato riportato autenticamente nei detti del Profeta [ﷺ].

 

 

 

 

La Sorte di chi non aderisce all’Islam:

Hai notato in questo libro che l’Islam è la religione di Allah, la vera religione, ed è la religione con cui sono giunti tutti i profeti e i messaggeri. In conformità ad essa, Iddio ha disposto, per chi vi presta fede, l’immensa ricompensa nel mondo e nell’aldilà, ammonendo in caso contrario, con doloroso tormento chi la rinnega. Essendo Allah il Creatore, il Padrone e il Provvidente di quest’universo, e tu, o uomo, sei una delle Sue creature, ti ha creato e ti ha messo a servizio tutto ciò che vi è nell’universo, ti ha statuito il Suo Ordinamento e ti ha ordinato di seguirlo; allora se presti fede, ubbidisci ai Suoi ordini e ti astieni da ciò che ti ha interdetto, dunque consegui la delizia eterna che Iddio ti ha promesso nella Dimora Finale e avveri inoltre la felicità nel mondo, attraverso la moltitudine di grazie che ti concede, arrivando infine ad assomigliare alle creature con la mente più completa e l’anima più pura, cioè i profeti, i messaggeri, i pii e gli angeli ravvicinati.

Mentre se rinneghi e disobbedisci al tuo Signore, perdi il tuo mondo e il tuo aldilà, esponendoti alla Sua ira e al Suo tormento nella vita mondana e in quella oltremondana, giungendo ad assomigliare ai più malvagi delle creature, quelli con menti più ottuse e anime più degradate come i diavoli, gli iniqui, i corrotti e i prevaricatori, e ciò in modo generale.

Ti mostrerò ora qualcosa circa le conseguenze dell’infedeltà nel dettaglio:

 

 

  1. La paura e la mancanza di sicurezza.

Iddio ha promesso, a coloro che prestano fede e seguono il Suoi messaggeri, la sicurezza totale nella vita mondana e in quella oltremondana. Disse l’Eccelso: {Coloro che prestano fede e non intricano[345] la loro fede con iniquità[346], son questi che avranno la sicurezza e sono loro guidati}[347]. Ed è Allah il Fedele[348] e l’Osservatore ed è Lui il Possessore di tutto ciò che vi è nell’universo. Nel momento in cui ama un servo per la sua fede gli concede la sicurezza, la tranquillità e la serenità, mentre se si mostra infedele lo priva di tutto ciò, così non lo vedi se non impaurito dalla propria sorte nella Dimora Finale, terrorizzato per se stesso dalle calamità e dalle malattie e timoroso per il proprio futuro nel mondo. Ecco che si elevano le assicurazioni sulla vita e sui beni, e ciò per la mancanza della sicurezza e per l’assenza della confidenza in Allah.

  1. La vita angosciosa.

Iddio ha creato l’uomo e gli ha assoggettato tutto ciò che vi è nell’universo e ha concesso a ciascuna creatura la sua parte del sostentamento e della durata della vita. Noti ad esempio che l’uccello abbandona il suo nido per cercare nutrimento e quando lo raccoglie, si mette a saltellare da un ramo all’altro cantando le melodie più belle. L’uomo è una di queste creature cui Iddio ha serbato la sua parte nel sostentamento e nella vita. Nel momento in cui presta fede nel Suo Signore e osserva con rettitudine la Sua Legge, gli concede la felicità, la stabilità e gli facilita le sue faccende, seppure non disponesse se non del minimo delle necessità di vita. Se rinnega invece il Suo Signore e rifiuta per altezzosità di adorarLo, allora gli rende la vita angosciosa e gli addossa le preoccupazioni e le afflizioni, anche se avesse a disposizione tutti i mezzi di conforto e le fonti di piacere. Non noti forse che gran numero di coloro che si suicidano sono proprio in quei paesi che garantiscono ai propri cittadini ogni tipo di benessere? Non vedi in che modo sperperano le proprie ricchezze nei vari tipi di arredamento e viaggi in ogni dove con lo scopo di godersi la vita? Invero, ciò che spinge a tutta questa dispendiosità è la vacuità del cuore dalla fede e il sentimento di strettezza e angoscia ed è un tentativo invano di dissolvere questa preoccupazione attraverso mezzi di ogni tipo ed innovativi. Difatti è veridico Allah quando dice: {E chi si scosta dal Mio Monito, allora avrà vita stretta e sarà stipato cieco nel Giorno della Resurrezione}[349].

  1. La continua battaglia con se stesso e con l’universo circostante.

E ciò in quanto è stato creato con l’istinto innato del monoteismo, disse l’Eccelso: {La natura primordiale con cui Iddio ha creato la gente}[350]. Il suo corpo è sottomesso al suo Creatore e procede sulle Sue disposizioni, ma l’infedele non fa altro che contraddire la propria natura e vive le faccende in cui ha libera scelta, ribelle agli ordini del suo Signore. Quindi, mentre il suo corpo asservito, la sua volontà e ribelle. Ed è altrettanto in continuo conflitto con l’universo circostante, che invece scorre – dalla galassia più grande all’insetto più piccolo – secondo l’ordine che gli ha assegnato il Suo Signore. Disse il Magnifico: {In seguito Si volse circa il cielo che era fumo, e così gli disse ed altrettanto alla terra: “Agite ubbidendo o con costrizione?”. Dissero: “Agiamo entrambi ubbidienti”}[351].

Lo stesso universo ama chi lo concorda nella sottomissione ad Allah e odia chi lo contrasta, e l’infedele rappresenta proprio l’anomalia in questo creato, in quanto si è reso avverso al suo Signore e a Lui contendente, perciò hanno ragione i cieli, la terra e il resto delle creature ad detestarlo e detestare la sua infedeltà e il suo ateismo. Disse l’Onnipotente: {E dicono “Si è preso il Misericordioso un figlio”. Invero siete giunti con qualcosa di mostruoso. A momenti a causa di questo si fendono i cieli e si crepa la terra e cadono le montagne in demolizione. In quanto hanno addossato al Misericordioso un figlio. E non si addice Al Misericordioso prenderSi un figlio. Invero tutti coloro che vi sono nei cieli e nella terra tornano al Misericordioso in qualità di servi}[352], e disse gloria sia a Lui, a proposito di Faraone e dei suoi soldati: {Così non li rimpianse il cielo né la terra e non furono ritardati[353]}[354].

 

  1. Una vita vissuta da ignorante.

Ciò perché l’infedeltà è l’ignoranza, anzi è proprio l’ignoranza più grande, in quanto l’infedele ignora il proprio Signore. Vede quest’universo che il suo Signore ha creato, al quale ha dato origine senza modello precedente, e scorge in se stesso la più eccellente formazione e nobile creazione, e dopo tutto ciò non conosce chi ha creato questo spazio e chi ha originato il suo corpo e la sua anima. Non è forse questa l’ignoranza più immensa?

  1. Una vita vissuta da ingiusti nei confronti di se stesso e di chi lo circonda.

Questo perché rende se stesso a servizio di altro da ciò per cui è stato creato e non adora il proprio Signore, anzi adora altri che Lui. Giacché l’ingiustizia è la disposizione di qualcosa in una posizione diversa da quella che dovrebbe in verità avere, dunque quale ingiustizia è peggiore di quella di rivolgere l’adorazione ad altri piuttosto a Chi ne ha diritto? Perciò manifestò Luqmaan il saggio l’indecenza dell’idolatria nel suo detto: {“O figlio mio! Non associare ad Allah, invero l’idolatria è un’enorme ingiustizia”}[355]. Rappresenta inoltre ingiustizia verso le persone e le creature che lo circondano in quanto non riconosce a chi di diritto i propri diritti, così, nel momento in cui giungerà nel Giorno della Resurrezione, si troverà dinnanzi ogni persona o animale verso cui è stato ingiusto, che chiederà, a suo svantaggio, ricorso al proprio Signore.

 

  1. L’esposizione all’odio e alla collera di Iddio nel mondo.

Infatti è oggetto di discesa di disgrazie, calamità e castigo immediato. Disse l’Eccelso: {Si sentono forse al sicuro coloro che tramavano gli intrighi dal fatto che Allah faccia sprofondare la terra sotto di loro o che li sopraggiunga il tormento da dove non se l’aspettano? O che li prenda durante la loro svolta, senza che abbiano modo di evitarlo fuggendo? O che li prenda durante lo sgomento? Invero il vostro Signore è davvero benigno e misericordioso}[356]. E disse, gloria sia a Lui: {E un disastro non cesserà di colpire coloro che hanno prestato infedeltà, per ciò che hanno compiuto, o si abbatterà in vicinanza delle loro dimore, finché giunge la promessa di Allah. In verità Allah non manca alla promessa}[357]. E disse: {O si sentono forse al sicuro gli abitanti delle città dal fatto che li sopraggiunga il nostro castigo al mattino mentre giocano}[358]. E questa è la condizione di chi si scosta dal ricordo di Allah. Raccontò Iddio circa il castigo che colpì i popoli miscredenti passati, dicendo: {Così prendemmo ognuno per il suo peccato: alcuni di loro furono colpiti dal ciclone, altri colti dal grido mortale, ad altri invece facemmo sprofondare la terra sotto di loro e altri li facemmo annegare. Pertanto non fu Allah a compier torto a loro, bensì loro facevano torto a se stessi}[359].  Similmente alle disgrazie che vedi incombere a chi ti sta intorno tra chi ha meritato il castigo e la calamità da parte di Dio.

  1. L’assegnazione del fallimento e della perdizione.

Difatti, a causa della sua ingiustizia, perde la più eccellente realtà con cui possono godere i cuori e le anime, cioè la conoscenza di Allah, la compagnia attraverso il colloquio con Lui e la serenità presso di Lui. Perde il mondo, poiché vive una vita misera e confusa.

Perde la sua anima per la quale tesoreggiava, giacché non l’ha indirizzata per ciò che è stata creata e così non se n’è felicitato nel mondo, poiché lei stessa vive infelice, muore infelice e sarà resuscitata con gli infelici. Disse l’Altissimo: {Mentre chi gli si alleggerisce la bilancia, allora questi sono coloro che hanno perso se stessi}[360].

Perde altrettanto la propria famiglia in quanto ha vissuto con loro sull’infedeltà ad Iddio, così – se hanno la sua stessa condizione – saranno simili a lui in miseria e strettezza e la loro destinazione sarà verso il Fuoco: {Invero i perdenti sono color che perderanno se stessi e le proprie famiglie nel Giorno della Resurrezione}[361], e in quel Giorno saranno stipati nell’Inferno, qual peggior stabilimento! Disse l’Onnipotente – circa ciò che dirà agli angeli nel Giorno del Giudizio: {“Stipate coloro che sono stati ingiusti e i loro consimili ed altrettanto ciò che adoravano al di fuori di Allah, quindi guidateli sulla via dell’Inferno”}[362].

  1. Una vita vissuta da infedele al proprio Signore e irriconoscente delle Sue grazie.

Invero Iddio gli ha dato origine dal nulla e l’ha colmato di ogni grazia, e nonostante ciò adora altri che Lui, si dispone per altri e ringrazia altri… quale maggior rinnego di questo? E quale peggior ingratitudine di questa?

  1. La privazione della vera vita.

Ciò perché la persona dignitosa nella vita è quella che presta fede al Suo Signore, conosce il proprio scopo, individua la sua sorte e ha certezza della propria resurrezione, di conseguenza riconosce a chi di diritto il suo diritto. Così non compromette diritto e non nuoce creatura, e vive quindi una vita da gioiosi ottenendo una buona permanenza nel mondo e nell’aldilà. Disse l’Altissimo: {E chi ha compiuto il bene, maschio o femmina che sia, ed è fedele, allora gli faremo vivere certamente una buona vita}[363], e nella vita oltremondana: {dimore piacevoli nei Giardini dell’Eden. Questa è la più rilevante vittoria}[364]. A differenza di chi trascorre questa vita similmente agli animali, senza conoscere il proprio Signore, né il proprio scopo e nemmeno la propria sorte; piuttosto il suo unico scopo è quello di mangiare, bere e dormire… quale sarebbe quindi la differenza tra lui e il resto degli animali? Anzi, lui è ben peggio. Disse il Clemente: {In verità abbiamo dato vita a molti spiriti e umani che saranno destinati all’Inferno: hanno difatti cuori con cui non comprendono, occhi con cui non vedono e orecchie con cui non sentono. Costoro sono come le bestie, anzi, ancora peggio! Costoro sono gli incuranti}[365].  E disse il Magnifico: {Credi forse che la maggior parte di loro ascoltino o comprendano? In verità sono come le bestie, anzi, hanno sentiero ancora più traviato}[366].

  1. La permanenza eterna nel tormento.

Questo perché l’infedele si trasferisce da un tormento all’altro.

Esce dal mondo, dopo averne assaggiato le angosce e le afflizioni, per giungere così nell’aldilà. Nella prima fase lo accompagnano gli angeli della morte, preceduti da quelli del castigo, per tormentarlo con ciò che merita. Disse l’Altissimo: {E se vedessi gli angeli quando colgono le anime di color che sono stati infedeli colpendoli sui loro visi e sul loro didietro}[367].  In seguito, quando esce il suo spirito e discende nella sua tomba, trova il peggior castigo. Disse Iddio a proposito della gente di Faraone: {Al Fuoco vengono esposti al mattino e alla sera e nel giorno in cui s’innalzerà l’Ora: “Conducete la gente di Faraone nel peggior tormento!”}[368]. Poi, quando giungerà il Giorno della Resurrezione e saranno richiamate in vita le creature, saranno esposte le opere e si accorgerà l’infedele che Iddio ha enumerato tutte le sue opere in quel libro, di cui l’Altissimo ne descrive la scena: {E sarà posto il libro. Così vedi i criminali impauriti da ciò che contiene e dicono: “O, è la nostra rovina! Cos’ha questo libro che non tralascia minuzia né gravità senza che l’abbia contata!?”}[369]. Allora in quel momento desidererà l’infedele che fosse stato polvere: {Il Giorno in cui l’uomo osserverà ciò che le sue mani hanno offerto e dirà l’infedele: “Magari fossi polvere!”}[370]. A causa della gravità di quella situazione, se l’uomo possedesse tutto ciò che vi è sulla terra, lo pagherebbe per riscattarsi dal tormento di quel Giorno. Disse l’Eccelso: {E coloro che hanno commesso ingiustizia, se avessero tutto ciò che vi è sulla terra, ed altrettanto ancora, lo darebbero come riscatto}[371]. E disse: {Il criminale desidererà aver la possibilità di riscattarsi dal tormento di quel Giorno in cambio dei propri figli, della propria compagna, del proprio fratello, del proprio parentado che lo protegge e di tutti coloro che vi sono sulla terra, ed essere poi salvato}[372].

Essendo quel luogo dimora di ricompensa e non dimora di velleità, allora è inevitabile che l’individuo trovi il corrispettivo del proprio operato: quindi il bene col bene e il male col male, e il peggio che trova l’infedele nella dimora oltremondana è il tormento del Fuoco, a cui Iddio ha serbato ai suoi abitanti ogni tipo di castigo affinché assaggino le conseguenze della loro faccenda, così disse, gloria sia a Lui: {Ecco l’Inferno che i criminali rinnegavano. Vagheranno tra questo e tra l’acqua di cui si è ultimata l’ebollizione}[373].

E disse a proposito delle loro bevande e dei loro indumenti: {A coloro che avranno prestato infedeltà, saranno tagliati abiti di fuoco e verrà versato sopra le loro teste acqua bollente che scioglierà ciò che hanno nelle pance e le pelli. Sarà serbato a loro mazze di ferro uncinate}[374].

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


La Conclusione:

O uomo! Eri del tutto inesistente. Disse l’Altissimo: {Non ricorda forse l’uomo che invero già prima l’abbiamo creato e non era nulla?}[375]. In seguito Allah ti ha creato da una goccia di sperma, rendendoti audiente e vedente. Disse l’Eccelso: {Non vi è forse stato un periodo di tempo in cui l’uomo era un qualcosa di immenzionato? Invero l’abbiamo creato da liquido miscelato (gamete maschile e femminile), per metterlo alla prova, perciò l’abbiamo reso audiente e vedente}[376]. Poi sei progredito gradualmente da uno stato di debolezza a quello di forza e il tuo ritorno sarà di nuovo alla debolezza. Disse il Creatore: {Allah, Colui che vi ha creati da debolezza, poi ha reso dopo la debolezza forza e in seguito dopo la forza debolezza e vecchiaia. Crea ciò che vuole ed è Lui l’Onnisciente, l’Onnipotente}[377]. E dopo, vi è la fine, a proposito della quale non vi sono dubbi, ovvero la morte.

Nel momento in cui ti trovi in quelle fasi, e passi dalla debolezza alla debolezza[378], non sei in grado di respingere da te stesso il male, né procurarti beneficio se non ricorrendo alle grazie che Iddio ti ha dato, come la capacità, la forza e il nutrimento. Sei povero e bisognoso per natura. Quante sono le cose di cui necessiti per sopravvivere che non possiedi, che a volte raggiungi e in altre le perdi? E quante sono le cose a te utili che vorresti conseguire, che a volte ottieni e in altre le manchi? E quante sono le cose che ti danneggiano, ti deludono e rendono vani i tuoi sforzi e ti arrecano tribolazioni e calamità, che pertanto vorresti respingere ma a volte riesci e in altre no? Non ti accorgi della tua povertà e del tuo bisogno di Allah? Ed è Lui che dice: {O gente, siete voi i poveri, bisognosi di Allah, mentre Allah è il Ricco, il Degno di lode}[379].

A volte sei colpito da un debolissimo virus, impercettibile ad occhio nudo, e ti rende vittima di una malattia che non riesci a respingere. In quel momento ti rivolgi ad un altro uomo debole come te, affinché ti curi, ma a volte la medicina ha successo e in altre il medico fallisce, ed ecco che il curante e il paziente entrano in uno stato confusionale. Davvero, quanto sei debole, o figlio di Adamo! Addirittura la mosca se ti derubasse di qualcosa, non riusciresti nemmeno a riprenderla. Difatti è veridico Allah quando dice: {O gente, vi è stata proposta una metafora, quindi ascoltatela: invero coloro che adorate all’infuori di Allah non potrebbero creare nemmeno una mosca, neppure se si riunissero per questo. E se la stessa mosca gli sottraesse qualcosa, non riuscirebbero riprenderselo. La debolezza del richiedente e del richiesto}[380]. Quindi, se non sei in grado di riprenderti da ciò che è paragonabile ad una mosca, cosa possiedi veramente quindi della tua questione? “La tua fronte è nelle Mani di Dio, e così la tua anima. Il tuo cuore è tra due delle dita del Misericordioso, che gira come vuole. La tua vita e la tua morte sono nelle Sue Mani. La tua felicità e la tua miseria sono nelle Sue Mani. Il tuo movimento, la tua quiete e il tuo detto, dipendono dal permesso e dalla volontà di Iddio, pertanto non ti muovi se non in seguito al Suo permesso e non operi se non in seguito alla Sua volontà.

Se ti lasciasse in affidamento a te stesso, ti affiderebbe a incapacità, debolezza, mancanza, peccato e misfatto, e se ti affidasse ad altri, ti affiderebbe a chi non potrebbe procurarti alcun danno, né beneficio, né morte, né vita e né resurrezione. Quindi non puoi fare a meno d’Iddio neppure per un batter d’occhio, bensì ne hai il necessario bisogno durante ogni attimo in cui respiri, negli aspetti esteriori e interiori. Ti colma di grazie, tuttavia Gli rispondi coi peccati e l’infedeltà, nonostante l’urgenza che hai di Lui, in ogni aspetto. L’hai preso in dimenticanza, ma la tua resa è a Lui, e il tuo ritorno e innalzamento è tra le Sue Mani”[381].

O uomo! Considerando la tua debolezza e la tua incapacità di sopportare le conseguenze dei tuoi peccati – {Invero Allah vuole alleviare a voi, ché l’uomo è stato creato debole}[382] – Allah ha inviato i messaggeri, rivelato i Libri e statuito gli ordinamenti. Ha designato dinanzi a te la Retta Via e ha innalzato gli indizi, le dimostrazioni, le testimonianze e le prove, fintantoché ha reso per te ogni cosa un segno che mostra la Sua Unicità, la Sua Signoria e la Sua identità divina. Ma nonostante tutto ciò, respingi la verità con la falsità e prendi il diavolo come alleato escludendo Allah, discutendo con iniquità, {E l’uomo delle creature è la più polemica}[383].

Le grazie di Dio ti fanno compagnia e vaghi tra queste dalla testa ai piedi! Non ti ricordi che sei stato creato da una goccia di sperma!? E che la tomba è la tua destinazione!? E che dopo la tua resurrezione sarai inviato al Paradiso o all’Inferno!?

Disse l’Altissimo: {Non vede forse l’uomo che invero l’abbiamo creato da una goccia di sperma? Ciò nonostante si mostra rivale. E ci ha definito tramite un paragone dimenticando però la sua creazione. Dice: “Chi darà vita alle ossa quando saranno polvere?”. Dì: “Le rivivificherà Colui che le ha originate la prima volta e che è sempre Sapiente di ogni creazione}[384].

Disse l’Altissimo: {O uomo! Cosa ti ha sedotto piuttosto che il tuo Signore, il Generoso. Colui che ti ha creato, quindi plasmato e poi ti ha disposto adeguatamente. In qualsiasi immagine ha voluto ti ha composto}[385].

O uomo! Perché impedisci a te stesso la delizia di stare tra le Mani di Iddio e colloquiare con Lui, affinché ti arricchisca dalla povertà, ti curi dalla malattia, ti liberi dalla tua angoscia, perdoni il tuo peccato, rimedi il tuo danno, ti sostenga in caso subissi ingiustizia, ti guidi qualora fossi confuso o ti perdessi, ti insegni ciò che ignori, ti dia sicurezza quando hai paura, abbia di te misericordia della tua debolezza, respinga da te i tuoi nemici e ti procuri il sostentamento[386]?

O uomo! Invero la miglior grazia con cui Iddio abbia graziato l’uomo, dopo la religione, è il dono dell’intelletto, affinché distingua attraverso di esso ciò che li procura beneficio da ciò che gli arreca danno, comprenda gli ordini e i divieti di Allah e concepisca lo scopo maggiore, cioè l’adorazione di Allah, Lui unicamente, senza consocio alcuno. Disse Allah: {Ogni grazia in cui siete, proviene da Allah e quando vi tocca il danno, a Lui implorate. Ma quando vi rimuove il danno, ecco che una parte di voi rende consoci al loro Signore}[387].

O uomo! Invero la persona intelligente ama le questioni elevate e detesta quelle degradate. Ama seguire il modello di ogni pio e generoso tra i profeti e i ben disposti e la sua anima ambisce a congiungersi a loro, anche qualora non potesse raggiungerli. E a tal proposito ha richiamato Iddio nel Suo detto in cui ordina al Profeta Muhammad [ﷺ] di dire: {“Se invero amate Allah, allora seguitemi e Allah vi amerà”}[388]. Così, nel momento in cui ottempera a ciò, Iddio gli consente di raggiungere i profeti, i messaggeri, i martiri e i bendisposti. Disse Iddio: {E chi obbedisce ad Allah e al Suo messaggero, allora essi saranno con coloro a cui Allah ha colmato di grazia, tra i profeti, i veritieri, i martiri e i ben disposti. Questi sono i migliori compagni!}[389].

O uomo! Invero ti esorto ad appartarti e riflettere circa la verità che ti è giunta. Osserva le sue prove e medita sulle testimonianze: se le consideri verità, allora coraggio, affrettati a seguirle e non essere prigioniero delle abitudini e delle tradizioni. Sappi che la tua anima è a te più cara dei compagni, dei tuoi coetanei e del patrimonio dei tuo nonni. Iddio ha esortato gli infedeli con questo richiamo e gli ha invitati ad esso dicendo: {Invero vi esorto ad un’opera. Quella di alzarvi per Allah, a coppie o singolarmente, e quindi riflettiate: il vostro compagno non è ossesso[390]. Lui è solo un ammonitore, prossimo ad un severo tormento}[391].

O uomo! Invero nel momento in cui abbracci l’Islam non perdi nulla. Disse l’Altissimo: {E cosa subirebbero qualora prestassero fede in Allah e nel Giorno Ultimo e elargissero di ciò che Allah gli ha concesso? E Allah è di loro sapiente}[392].  Disse Ibn Kathiir, che Allah abbia di lui misericordia: «E cosa gli nuocerebbe se prestassero fede in Allah e intraprendessero la Via lodata? E se prestassero fede in Allah, desiderosi della Sua promessa nella dimora dell’aldilà, per chi compie opere buone? E se elargissero di ciò che Iddio ha loro concesso, nelle faccende che Allah ama e di cui si compiace? Giacché Egli è sapiente circa la rettitudine o il degrado delle loro intenzioni, ed è sapiente a proposito di chi di loro merita il successo, allora gli da il successo, così gli ispira la sua rettitudine e lo fa propendere verso il compimento delle opere buone che gli permettono la Sua compiacenza; e chi invece merita l’abbandono e l’espulsione dalla più magnifica compagnia, quella divina, cui chi ne viene allontanato dalla Sua porta allora si delude e si perde, nel mondo e nell’aldilà»[393].

Invero la tua entrata nell’Islam non si frapporrà tra te e tutto ciò che vorrai fare o assumere, di ciò che Iddio ti ha reso lecito. Bensì Allah ti ricompensa per ogni opera che compi desideroso con questa il Suo Volto, seppure fossero opere che servono a migliorare la condizione della vita terrena, o a favorire l’aumento delle proprie ricchezze, o il proprio prestigio e il proprio onore, anzi, perfino le cose lecite che assumi con l’intenzione di bastarti del consentito piuttosto che dell’interdetto, allora anche per questo otterrai ricompensa. Disse il profeta Muhammad [ﷺ]: “Anche nel vostro accoppiamento avete una ricompensa”. Dissero: “O Messaggero di Allah! Pratica l’uno di noi la propria concupiscenza e in questa ottiene ricompensa?”. Disse: “Non scorgete forse che se la ponesse nell’illecito[394] subirebbe l’aggravio? Così nello stesso modo, quando lo pone nel lecito ottiene ricompensa”[395].

O uomo! Invero i messaggeri sono giunti con la verità e hanno comunicato la volontà di Allah, e l’uomo ha bisogno di conoscere l’ordinamento di Allah, affinché proceda in questa vita con lungimiranza, così da essere nell’aldilà tra i vincitori. Disse l’Altissimo: {Dì: “O gente. Invero vi è giunta la verità dal vostro Signore, quindi chi avanza sulla guida, allora avanza sulla guida per se stesso; e chi si devia, allora si devia a discapito di se stesso, e io non sono per voi custode}[396].

O uomo! Invero se abbracci l’Islam non gioverai se non a te stesso, e se lo rinneghi, non danneggerai se non te stesso. Di certo Allah fa a meno dei Suoi servi, perciò non Lo nuoce il peccato dei peccatori, e non Lo beneficia l’ubbidienza degli ubbidienti. Inoltre non sarà disobbedito se non con Sua sapienza e non sarà obbedito se non col Suo permesso, come ha riferito di Lui il Suo profeta [ﷺ]:

«O Miei servi! Invero ho interdetto l’ingiustizia a Me Stesso e l’ho resa tra di voi interdetta, perciò non agite tra di voi con ingiustizia.

O Miei servi! Siete tutti traviati eccetto chi ho guidato, quindi chiedeteMi la guida e vi guiderò.

O Miei servi! Siete tutti affamati, eccetto chi sfamo, quindi chiedeteMi il cibo e vi ciberò.

O Miei servi! Siete tutti nudi, eccetto chi vesto, quindi chiedeteMi di vestirvi e vi vestirò.

O Miei servi! Invero errate di notte e di giorno, e sono Io che perdono tutti i peccati, quindi chiedeteMi perdono e vi perdonerò.

O Miei servi! Invero voi non potrete raggiungere il Mio nocumento e quindi nuocerMi, e non potrete raggiungere il Mio beneficio e quindi beneficiarMi.

O Miei servi! Se il primo di voi e l’ultimo di voi, dei vostri umani e dei vostri spiriti, fossero sul cuore più timorato di un unico uomo di voi, ciò non aumenterebbe nulla nel Mio regno.

O Miei servi! Se il primo di voi e l’ultimo di voi, dei vostri umani e dei vostri spiriti, fossero sul cuore più immorale di un unico uomo, ciò non diminuirebbe nulla nel Mio regno.

O Miei servi! Se il primo di voi e l’ultimo di voi, dei vostri umani e dei vostri spiriti, s’innalzassero su un unico rilievo e Mi chiedessero, e poi dessi a ciascun umano la sua richiesta, ciò non ridurrebbe di ciò che posseggo, se non in misura in cui riduce l’ago quando viene immerso nel mare.

O Miei servi! Invero le opere sono vostre e le enumero per voi, dunque chi trova il bene, che lodi Allah; chi invece trova altro che ciò, che non biasimi se non sé stesso»[397].

 

E infine, lode sia ad Allah, il Signore delle creazioni, e l’elogio e la preservazione sia al più nobile dei profeti e messaggeri,

il nostro profeta Muhammad,

ed altrettanto sia alla sua Famiglia e ai suoi Compagni,

tutti quanti.

 

 

Indice generale:

 

Argomento No
Nota del traduttore 3
Introduzione 5
Dov’è la strada? 10
L’esistenza di Allah, la Sua signoria, la Sua unicità e la Sua identità divina, gloria sia a Lui 11
La creazione dell’universo 26
La saggezza di tutto questo 31
E dopo tutto questo, o uomo! 34
La creazione dell’uomo e la sua onorificenza 35
Lo status della donna 41
La saggezza nella creazione dell’uomo 46
Il bisogno umano della vera religione 50
I criteri della vera religione 56
Le categorie delle religioni 62
La condizione delle religioni presenti 66
La realtà della profezia 74
I segni della profezia 78
Il bisogno umano dei messaggeri 81
Il ritorno finale 88
I fondamenti del richiamo dei messaggeri 94
Il Messaggio eterno 97
Il sigillo della profezia 108
Il significato del termine “Islam 112
La definizione dell’Islam 112
La realtà dell’Islam 113
La realtà dell’infedeltà 116
Le basi e le fonti dell’Islam 120
Il Glorioso Corano 120
La Condotta Profetica (La Sunnah) 127
Il primo grado: l’Islam 130
Il primo pilastro: Le due testimonianze 131
Il secondo pilastro: La preghiera 132
Il terzo pilastro: Il tributo purificatorio 134
Il quarto pilastro: Il digiuno 135
Il quinto pilastro: Il pellegrinaggio 136
L’adorazione nell’Islam 138
Il secondo grado: l’Iman 140
Il primo pilastro: La fede in Allah 140
Il secondo pilastro: La fede negli Angeli 143
Il terzo pilastro: La fede nei Libri 145
Il quarto pilastro: La fede nei Messaggeri 149
Il quinto pilastro: La fede nel Giorno Ultimo 152
Il sesto pilastro: La fede nel Decreto e nel Destino 156
Il terzo grado: L’Ihsan 160
Alcune delle virtù dell’Islam 163
Il pentimento 171
La sorte di chi non aderisce all’Islam 176
La conclusione 187

 

 

 


 

[1]   Che Allah lo elogi e lo preservi.

[2]   [Al Ahzab, 40].

[3]   Questo è un passo del magnifico Libro “Il Nobile Corano” che ha rivelato Iddio a Muhammad [ﷺ] e in questa mia opera vi sono suoi numerosi passi preceduti sempre dal detto: “Disse Allah l’Eccelso” o “Disse l’Altissimo” o ancora “Disse Colui a quale appartiene il sommo elogio” o ciò che è simile. Puoi trovare una breve descrizione del Magnifico Corano nella pagina 121 di questo libro.

[4]   [Al Hijr, 9].

[5]   L’Ultimo Giorno, la Resurrezione ed il Giorno del Giudizio.

[6]   [Yusuf, 108].

[7]   [Al Ahqaaf, 35].

[8]   [Al ‘Imraan, 200].

 

[9]    [Al ‘Imraan,19].

 

[10]    Per ulteriori informazioni sull’Islam, visitare il sito: http://www.islamhouse.com.

 

[11] [Al Ikhlaas].

[12] [Al ‘Araaf, 54].

[13] [Al Ra’d, 2-3 / 7-8].

[14] [Al Ra’d, 16].

[15] [Fussilat, 37-39].

[16] [Al Rum, 22-23].

[17] [Al Baqara, 255].

[18] [Ghafir, 3].

[19] [Al Hasr, 23].

[20] [Al Tur, 35-36].

[21] Si veda: “La Raccolta di Fatwa” di Sheikh  Al Islaam Ibn Taimiiah (1/47-49,73).

[22] [Al Rum, 30].

[23] Riportato da Al Bukhari, Libro del Destino, Capitolo 3; Muslim, Libro del Destino, Hadith 2658 e la versione è sua.

[24] Riportato da Ahmad nel suo Musnad (4/162); Muslim, Libro del Paradiso e le caratteristiche della sua delizia e della sua gente, Hadith 2865 e la versione è sua.

[25] Si veda: “La Raccolta di Fatwa” di Sheikh  Al Islaam Ibn Taimiiah (14/380-383 e 7/75).

[26] [Al ‘Ankabuut, 61-63].

[27] [Al Zukhruf, 9].

[28] [Al Zumar, 8].

[29] [Yunus, 22-23].

[30] [Luqman, 32].

[31] Per approfondimento si veda: “Kitaab Al Tauhiid” (Il Libro del Monoteismo) dell’Imam rinnovatore Muhammad bn ‘Abd Al Wahhab, che Iddio ne abbia misericordia.

[32] Si veda: La spiegazione di “Al ‘Aqida Al Tahauiia” (pag. 39).

[33] [Al Mùminuun, 91].

[34] [Al Israà, 42].

[35] [Sabà, 23-24].

[36] Vedi: “Qurratu ‘Uiun Al Muahidiin” (pag.100), di ‘Abdul Rahmaan bn Hasan.

[37] [Al Anbiaà, 22].

[38] Vedi: “Fath Al Qadir” (3/403).

[39] Vedi: “Miftaah Dar Al Sa’adah” (1/260).

[40] [Al Anbiaà, 25].

[41] [Hud, 26].

[42] [Al Anbiaà, 108].

[43] [Al Zumar, 29].

[44] [Fussilat, 9-12].

[45] [Al Anbiaà, 30-32] e vedi altrettanto gli inizi di Surat Al Ra’d.

[46] Questo paragrafo è tratto da diverse parti dal libro “Miftaah Dar Al Sa’adah” (1/251-269).

[47] Cioè le ragioni e le motivazioni per cui Iddio ha creato l’universo e le creature.

[48] [Al Jathiya, 13].

[49] [Ibrahim, 32-34].

[50] [Al Rum, 22-25].

[51] [Al ‘Ankabuut, 64].

[52] Del Paradiso.

[53] Dell’Inferno.

[54] [Al Rum, 27].

[55] [Ghafir, 57].

[56] [Al Ra’d, 2].

[57] [Al Jumu’ah, 1].

[58] [Al Hajj, 18].

[59] [Al Nur, 41].

[60] [Al A’raaf, 11-25].

[61] [Al Mùminuun, 14].

[62] [Ibrahim, 32-34].

[63] Vedi: “Miftaah Dar Al Sa’adah” (1/327-328).

[64] [Al Israà, 70].

[65] [Al Nisaà, 7].

[66] [Al Baqara, 228].

[67] [Al Tauba, 71].

[68] [Al Israà, 23-24].

[69] [Al ‘Imraan, 195].

[70] [Al Nahl, 97].

[71] [Al Nisaà, 124].

[72] La Sacra Bibbia, Testo CEI 2008, Qoèlet (7:25-27). Ed è risaputo che l’Antico Testamento sia ritenuto sacro ed oggetto di fede da parte degli ebrei e dei nazareni.

[73]Silsilatu Muqarantul Adiaan” (3/210-213).

[74] [Al Tauba, 71].

[75] [Al Baqara, 228].

[76] [Al Israà, 23-24].

[77] Dal Paradiso alla Terra.

[78] [Al Dhariaat, 56].

[79] Vedi: “Mifhaat Dar Al Sa’adah” (1/6-11).

[80] Vedi:“Al Tadmuriah”, Ibn Taimiiah, (pag.213-214), e “Miftaah Dar Al Sa’adah” (2/383).

[81] Vedi “Al Diin”, Muhammad ‘Abdullah Draaz (pag.87).

[82] Fonte precedente.

[83] Vedi fonte precedente.

[84] “Al Fauàid”,(pag.18-19).

[85]Al Din“, (pag.98-102).

[86] [Al Nisaà, 163].

[87] [Al Anbiaà, 25].

[88] [Al A’raaf, 73].

[89] [Al Anbiaà, 25].

[90] [Al An’aam, 151].

[91] [Al Zukhruf, 45].

[92] [Al Nisaà, 82].

[93] [Al A’raaf, 154].

[94] [Mariam, 21].

[95] [Hud, 63].

[96] [Israà, 82].

[97] [Al Maàidah, 44].

[98] [Al Maàidah, 46].

[99] [Al Taubah, 33].

[100]         [Ta Ha, 1].

[101]         [Al Rum, 30].

[102]         [Al Ahqaaf, 30].

[103]         [Ta Ha, 1].

[104]         [Al Nisaà, 29].

[105]         [Al Hujuraat, 13].

[106]         [Al Hajj, 9].

[107]         Vedi (pag.121) di questo libro.

[108]         [Al A’laa, 1-3].

[109]         [Ta Ha, 50].

[110]         [Al Shu’araà,78].

[111]         Vedi: “Al Giauab Al Sahih liman baddala din Al Masiih” (4/97).

[112]         Si veda: “La Raccolta di Fatwa” di Sheikh Al Islaam Ibn Taimiiah (4/210-211).

[113]         Per approfondimenti vedi: “Ifhaam Al Iahuud”, di Samuel bin Yahya Al Maghrabi, un ex-ebreo ritornato all’Islam.

[114]         Vedi: “Enciclopedia Ebraica” (Vol.XLL, pag. 568-569).

[115]         Il termine “Talmud” indica “Il libro d’insegnamento della religione e della morale ebraica”, e consiste in una raccolta di note e spiegazioni del libro “Al Mishna” (La legislazione) di studiosi ebrei in epoche diverse.

[116]         Per approfondimenti vedi: “Al Iauhuud ‘ala hasab Al Talmud”, del Dr. Rohlange, e la sua traduzione dal francese all’ arabo “Al Kinz Al Marsuud fi Qaua’id Al Talmuud”, del dr. Yusuf Hanna NasruLlah.

[117] Per approfondimenti vedi: “Al Jauab Al Sahih Liman Baddala Diin Al Masiih” di Shaikh Al Islaam Ibn Taimiiah, e “Izhaar Al Haq” di RahmatuLlah bn Khalil Al Hindi, e “Tuhfatul Al Ariib fi Al Rad ‘ala ‘Ubbad Al Saliib” di ‘Abdullah Al Turjumaan, ex-nazareno ritornato all’Islam.

[118]         Ripassa il libro “History of the conflict between Religion and Science” di John W. Draper, pag.40-41.

[119]         Riassunto di ciò che è stato riportato nel “La nuova Enciclopedia Cattolica”, nell’articolo “La santa trinità” (4/295).

[120]         “La Storia del Cristianesimo alla Luce della Scienza Moderna”.

[121]         Rev. James Houston Baxter, Glasgow, 1929  (pag.407).

[122]         Vedi: ”L’Iran sous les Sassanides”(L’Iran sotto i Sasanidi) di Arthur Christensen, professore di Lingue Orientali presso l’Università di Copenaghen, Danimarca ed esperto di storia dell’Iran; vedi anche: “History of Iran” (La storia dell’Iran) di Shahin Makarios di culto mago.

[123]         “L’Iran sous les Sassanides“, (pag.155).

[124]         Fonte precedente (pag. 183-233).

[125]         Vedi: “L’India Antica” di A. Touba, prof. di Storia della civiltà indiana nell’Università di Hyderabad, India; e “The Discovery of India” (La Scoperta dell’India) scritto dall’ex primo ministro indiano  Jawaharlal Nehru (pag.201-202).

[126]         Vedi: “L’India Antica” di A. Touba (3/276); e “Popular Hinduism”, di L.S.S.O. Malley, (pag. 6-7).

[127]  “History of Medieval Hindu India” di C. V. Vaidya, vol.1 (Pune, 1921).

[128]         “L’Induismo Popolare”.

[129]         Vedi: “Al Sirah Al Nabauiah”, di Abi Al Hasan Al Nadaui (pag. 19-28).

[130]         [Ta Ha, 124].

[131]         [Al An’aam, 82].

[132]         [Hud, 108].

[133]         [Al Shura, 51].

[134]         [Al Hajj, 75].

[135]         [Al Nahl, 43].

[136]         [Ibrahim, 4].

[137]         Vedi: “Lauami’ Al Anuaar Al Bahiia” (2/265-305), e “Al Islaam” di Ahmad Al Shalabi (pag.114).

[138]         [Hud, 62].

[139]         [Hud, 87].

[140]         [Al Qalam, 4].

[141]         [Al An’aam, 124].

[142]         [Al ‘Imraan, 33].

[143]         [Al Zumar, 30].

[144]         [Al Ra’d, 38].

[145]         [Al Anfaal, 30].

[146]         [Al Hajj, 40].

[147]         [Al Mugiadilah, 21].

[148]         [Al A’raaf, 158].

[149]         Si veda: “La Raccolta di Fatwa” di Sheikh  Al Islaam Ibn Taimiiah (4/212-213).

[150]         [Al An’aam, 50].

[151]         [Al Shu’araà, 109-127-145-164-180].

[152]         [Sad, 86].

[153]         [Al Nahl, 36].

[154]         “A’laam Al Nubuah” di ‘Ali bn Muhammad Al Mauardi (pag.33).

[155]         Ahmad bn ‘AbdelHalim bn ‘AbdelSalam il noto come Ibn Taimiiah. Nacque nel 661 dopo la Hijra e morì nel 728 d.H., e rappresenta uno dei grandi sapienti dell’Islam ed è autore di molte opere prestigiose.

[156]Qa’idah fi Ugiuub Al I’tisaam bi Al Risalah” di Sheikh Al Islaam Ibn Taimiiah -che Allah abbia di lui misericordia-(19/99-102) della Raccolta di Fatwa. Vedi:“Lauami’ Al Anuaar Al Bahiah” di Al Safarani (2/261-263).

[157]         Vedi: “Al Giauab Al Sahih” (4/96).

[158]         Vedi: “Al Fauaid” di Ibn Al Qaiim (pag.6-7).

[159]         [Al Ahqaaf, 33].

[160]         [Yasin, 81].

[161]         [Al Rum, 27].

[162]         [Yasin, 78-79].

[163]         [Al Uaqi’ah, 58].

[164]         [Al Uaqi’ah, 58].

[165]         [Al Hajj, 5].

[166]         [Sad, 27].

[167]         [Al Dhariaat, 56].

[168]         [Sad, 28].

[169]         [Yunus, 4].

[170]         Rivista “Al Da’uah” (pag.37), n°1722 in data 19/09/1420 d.H, Arabia Saudita.

[171]         Vi è un’indicazione circa questi fondamenti universali in Surat Al Baqara (285-286), Surat Al An’aam (151-153), Surat Al A’raaf (33) e Surat Al Israà (23-37).

[172]         Muhammad bn Abi Bakr Aiub Al Zar’ii, famoso con Ibn Al Qaiim Al Jauziah. Nacque nell’anno 691d.H. e morì nell’anno 751d.H., ed è uno dei grandi sapienti dell’Islam ed autore di prestigiose opere.

[173]         [Al Mùminuun, 71].

[174]         “Miftaah Dar Al Sa’adah”(2/383). Vedi: “Al Jauaab Al Sahih”(4/322) e “Lauami’ Al Anuaar” di Al Safarani (2/263).

[175]         [Al Mùminuun, 51-52].

[176]         [Al Shura, 13].

[177]         “Raccolta di Fatwa” di Ibn Taimiiah (2/6).

[178]         [Al Maàidah, 44].

[179]         [Al Maàidah, 46].

[180]         [Al Maàidah, 48].

[181]         [Al Baqarah, 285].

[182]         Per approfondimento vedere: “Al Rahiiq Al Makhtuum” di Safii Al Rahman Al Mubarkafuri.

[183]       Vedi paragrafo “La condizione delle religioni presenti” di questo libro, (pag.66).

[184]         Comandante abissino, dell’antica Etiopia.

[185]         [Al Qasas, 57].

[186]         Vedi: Il paragrafo dedicato al Corano in questo libro (pag. 121).

[187]         “Al Din ua Al Daulah fi Ithbaat Nubuat Nabiina Muhammad [ﷺ]” di ‘Ali bn Rabban Al Tabari (pag.47). Vedi anche: “Al I’laam” del Qurtubi” (da pag. 263 in poi).

[188]         Cioè durante la tregua di Al Hudaibia, e il suo periodo fu di dieci anni e fu pattuito nel sesto anno d.H. Vedi: “Fath Al Bari” (1/34).

[189]         Gerusalemme.

[190]         “Al Turjumaan“: l’interprete.

[191]         Cioè l’idolatria e il culto di altri che il Creatore.

[192]         Cioè la vivificazione dei legami di parentela.

[193]         Un’antica città nel sud della Siria, in quell’epoca sotto il controllo romano.

[194]         Seguaci dell’Arianesimo.

[195]         Riferito da Al Bukhari, Libro dell’inizio della Rivelazione, Capitolo 1.

[196]         “Al Dain Al Fitri Al Abadi” di Mubashshir Taroziy Al Huseini (2/319).

[197]         Vedi: “Al ‘Aqida Al Tahauiiah” (pag.156), “Lauami’ Al Anuaar Al Bahiia” (2/269-277), “Mabadiì Al Islaam” (pag.64).

[198]         Matteo (21-42) CEI.

[199]         Al Bukhari, Libro delle Virtù, cap.18 e la versione è sua. Muslim, Libro dei Meriti, hadith 2286, Ahmad (2/256-312).

[200]         Vedi: “Muhammad[] nella Torah, nel Vangelo e nel Corano” (pag.73) di Al Mahdi Ibrahim Al Khaliil Ahmad.

[201]         [Al Ahzab, 40].

[202]         Ahmad (2/411-412), Muslim, Libro delle Moschee, hadith 523 e la versione è sua.

[203]         Per approfondire, vedi: “Mabadiì  Al Islaam” di Humud bn Muhammad Allaim, e 2Dalil Mukhtasar Lifahm Al Islaam” di Ibrahim Harb.

[204]         [Al Insaan, 3].

[205]         [Al ‘Imraan, 83].

[206]         [Al ‘Imraan, 19].

[207]         [Al ‘Imraan, 20].

[208]         Ahmad (5/3), Ibn Hibban (1/377).

[209]         Ahmad nel “Musnad”, (4/114), e Al Haithami in “Al Majma'” (1/59), Al Tabarani in “Al Kabir” e i suoi trasmettitori sono affidabili. Vedi: “Fadlu Al Islam” di Muhammad bn ‘AbdelWahhab, (pag.8).

[210]         Al Bukhari, Libro della Fede, Capitolo “Il musulmano è chi da cui lingua e mano si salvano i musulmani” e la versione è sua. Muslim, Libro della Fede, hadith 39.

[211]         [Yunus, 71-72].

[212]         [Al Baqara, 131].

[213]         [Yunus, 84].

[214]         [Al Maidah, 111].

[215]         “Al Tadmuriah“, (pag. 109-110).

[216]         “Al Sunnah ua Makanatiha fi Al Tashrii’ Al Islami”, (pag.376) di Mustafa Al Siba’i.

[217]         [Al Maàidah, 48].

[218]         [Al Nahl, 89].

[219]         [Al An’aam, 157].

[220]         [Al Israà, 9].

[221]         [Yunus, 38].

[222]         [Yunus, 16].

[223]         [Al ‘Ankabuut, 48].

[224]         [Al ‘Araaf, 157].

[225]         [Al Nisaà, 153].

[226]         [Al Israà, 85].

[227]         [Al Kahf, 83].

[228]         [Al Naml, 76].

[229]         Vedi: “Al Mustashrikuun ua Al Mubasshiruun fi al ‘Alam Al ‘Arabi ua Al Islami”, di Ibrahim Khalil Ahmad.

[230]         “Struggling to Surrender” di Jeffrey Lang.

[231]         [Tabarak, 14].

[232]         [Al An’aam, 38].

[233]         [Al Furqaan, 53].

[234]         [Al Nur, 40].

[235]         [Al Mùminuun, 12-14].

[236]         [Al An’aam,59].

[237]         Vedi: “Al Taurah ual Injiil ual Quràan fi dauù Al Ma’aarif Al Hadithah” (pag.133-283), di Maurice Bucaille, un medico francese ex-nazareno ritornato all’Islam.

[238]         Ahmad (4/131), Abu Dauud, Libro della Sunnah, Capitolo “Luzum Al Sunnah”, hadith 4604, (4/200).

[239]         [Al Nahl, 44].

[240]         [Al Najm, 4-5].

[241]         [Al Ahqaaf, 9].

[242]         Al Bukhari, Libro del Adhaan, Capitolo 18 (1/155).

[243]         [Al Ahzaab, 21].

[244]         Come risultato di questa metodologia scientifica esclusiva e di questa padronanza nella trasmissione della Sunnah profetica, vi è stata la nascita presso i musulmani di scienze note come Al Jarh ua Al Ta’diil e Mustalah Al Hadiith. Queste due materie sono, infatti, tra le peculiarità uniche della comunità islamica alle quali non precedette nessuno.

[245]         [Al Nisaà, 65].

[246]         [Al Hashr, 7].

[247]         La Fede.

[248]         La Carità.

[249]         Per approfondire vedi: “Kitabu Al Tauhiid”, “Usuul Al Thalathah”, “Adab Al Mashi Ila Al Salah” di Muhammad bn ‘Abdel Uahhab, “Din Al Haqq” di ‘AbdelRahman Al ‘Umr, “Ma la bud min ma’rifatihi ‘an Al Islam” di Muhammad Al ‘Arfaj, “Arkan Al Islam” di ‘Abullah bn Jar Allah, “Sharhu Akranul Al Islam ual Iman” redatto da alcuni studenti e revisionato dallo sheikh ‘Abdullah Al Jibriin.

[250]         Degno di lode, Dio autentico.

[251]         “Din Al Haq” (pag.38).

[252]         “Qurrat ‘Uiuun Al Muahiddiin” (pag.60).

[253]         “Din Al Haqq” (pag.52).

[254]         Per approfondimento vedi: “Kaifiatu Salatu Al Nabii [ﷺ]” di ‘Abul’Aziz bn Baaz.

[255]         La preghiera.

[256]         “Miftaah Dar Al Sa’adah” (2/384)

[257]         Per approfondimento vedi: “Risalataan fi Al Zakah ua Al Siaam” di ‘Abul’Aziz bn Baaz.

[258]         Il tributo purificatorio.

[259]         Per approfondimento vedi: “Risalataan fi Al Zakah ua Al Siaam” di ‘Abul’Aziz bn Baaz.

[260]         “Miftaah Dar Al Sa’adah” (2/384).

[261]         Per approfondimento vedi: “Dalil Al Haaj ua Al Mu’tamir” redatto da un gruppo di sapienti, “Al Tahqiiq ua Al Idaah lkathiir min Masaàil Al Hajj ua Al ‘Umrah” di ‘Abul’Aziz bn Baaz.

[262]         Vedi: Fonte precedente (2/385) e “Din Al Haq” (pag.67).

[263]         Per approfondimento vedi: “Al ‘Ubudiah” di Sheikh Al Islaam Ibn Taimiiah

[264]         Il Monoteismo.

[265]         Cioè l’appagasse in modo illecito.

[266]         Muslim, Libro della Zakah, Hadith 1006.

[267]         Al Bukhari, Libro della Zakah, Capitolo 29; Muslim, Libro della Zakah, Hadith n° 1008 e la versione è sua.

[268]         Per approfondire vedi: “Sharhu Usuul Al Imaan” di Muhammad bn Salih Al Uthaimiin, “Al Imaan” di Shaikhu Al Islaam Ibn Taimiiah, “‘Aqidatu Ahl Al Sunnah ual Jamaa’ah” di Muhammad bn Salih Al Uthaimiin.

[269]         [Mariam, 65].

[270]         [Al An’aam,59].

[271]         Vedi: “Aqdatu Ahl Al Sunnah ual Jamaa’ah” (pag.7-11).

[272]         Vedi:“Aqidatu Ahl Al Sunna ual Jama’aah” (pag.44), e “Mabadiì Al Islaam” (pag. 80-84).

[273]         [Al Anbiaà, 26-28].

[274]         [Al Anbiaà, 19-20].

[275]         [Qaf, 17-18].

[276]         Vedi: “‘Aqidatu Alh Al Sunnah ual Jama’aa” (pag.19).

[277]         In questo caso dall’angelolatria, cioè il culto degli angeli.

[278]         [Al Hadid, 25].

[279]         Guida religiosa.

[280]         [Al An’aam, 155].

[281]         [Al A’raaf, 158].

[282]         Vedi: “Al ‘Aqidatu Al Sahiha” (pag.17), e “‘Aqidatu Ahl Al Sunnah ual Jamaa’ah” (pag.22) e “Mabadiì Al Islaam” (pag.89).

[283]         Che Iddio li elogi e li preservi.

[284]         [Al Nahl, 36].

[285]         [Al Nisaà, 165].

[286]         [Al Nisaà, 164].

[287]         [Hud, 31].

[288]         Cioè Muhammad, che Iddio lo elogi e lo preservi.

[289]         [Al An’aam, 50].

[290]         [Al A’raaf, 188].

[291]         [AL ‘Imraan, 19].

[292]         [Al Maaìdah, 48].

[293]         Vedi: “Al ‘Aqidatu Al Sahiha” (pag.17), e “‘Aqidatu Ahl Al Sunnah ual Jama’aah” (pag.25).

[294]         [Al Baqarah, 285].

[295]         [Al Nisaà, 150].

[296]         [Qaf, 17-18].

[297]         [Al Kahf, 49].

[298]         [Fussilat. 20-22].

[299]         [Fussilat, 39].

[300]         [Al Ahqaaf, 33].

[301]         [Al Mùminuun, 115].

[302]         [Sad, 27].

[303]         [Al Zalzalah, 7-8]

[304]         Vedi: “Din Al Haq” (pag.19).

[305]         [Al A’raaf, 187].

[306]         [Luqmaan, 34].

[307]         [Al ‘Ankabuut, 62].

[308]         [Al An’aam,59]. Se non vi fosse nel Corano altro che questo versetto, sarebbe già bastato come evidente prova e dimostrazione indiscutibile che questo proviene da Dio. Ciò perché l’umanità in ogni epoca, anche in questa in cui si è diffusa la scienza e si mostra l’uomo arrogante, non riflette comunque in questa maniera globale, né tantomeno avrebbe la possibilità di raggiungerla, e il massimo che è in grado di fare è analizzare le funzioni di una pianta o di un insetto in un certo ambiente, esponendoci solo un minimo dei suoi segreti, ciò nonostante che quel che rimanere a noi ignoto è ben maggiore. Invece la riflessione globale e la comprensione assoluta non è conosciuta presso l’umanità e non potrebbero nemmeno raggiungerla.

[309]         [Yasin, 12].

[310]         [Al Hajj, 70].

[311]         [Yasin, 82].

[312]         [Al Qamar,  49].

[313]         [Al Zumar, 62].

[314]         [Al Hadid, 22-23].

[315]         Vedi: “Al ‘Aqidatu Al Sahiha” (pag. 19), “‘Aqidatu Ahl Al Sunnah ual Jama’aah” (pag, 39)  e “Din Al Haq” (pag. 18).

[316]         Ahmad (1/293), Al Tirmidhi (4/76).

[317]         La Carità.

[318]         Vedi: “Jami’ Al ‘Uluum ua AL Hikam“, (pag.128).

[319]         [Al Baqara, 83].

[320]         [Al ‘Imraan, 134].

[321]         [Al Maàidah, 8].

[322]         Per approfondimento vedi: “Al Durrah Al Mukhtasirah fi Mahasin Din Al Islami” di ‘AbdulRahman Al Si’di, e “Mahasin Al Islaam” di ‘Abdul’Aziiz Al Salmaan.

[323]         [Al ‘Imraan, 164].

[324]         [Al Maàidah, 3].

[325]         “Miftaah  Dar Al Sa’adah” (1/374-375).

[326]         [Al An’aam, 38].

[327]         Vedi: “Al I’laam bima fi Din Al Nasarah min Fasaad ua Al Auhaam“, di Al Qurtubi, (pag.442-445).

[328]         [Al Hajj, 78].

[329]         [Al Nahl, 32].

[330]         [Al An’aam, 93].

[331]         [Al Anfaal, 50].

[332]         L’ordinare il bene e il vietare il male.

[333] Ahmad (3/198), Al Tirmidhi nei capitoli della prerogativa della Resurrezione (4/49), Ibn Magiah nel Libro dell’ascetismo (4/491).

[334]         “Al Mufradaat fi Gharib Al Qur’aan” (pag.76), apportando un leggero adattamento.

[335]         “Al Fauaid” (pag.116) di Ibn Al Qaiim.

[336]         [Al Najm, 39].

[337]         “Al Tariiq ila Al Islaam” (pag.140), di Muhammad Asd, apportando un leggero adattamento.

[338]         [Fatir,18].

[339]         [Al Anfaal, 38].

[340]         [Al Furqaan, 70].

[341]         “Miftaah Dar Al Sa’adah” (1/358-370).

[342]         Lo ha riferito Abu Ia’la nel suo “Musnad” (6/155), Al Tabarani in “Al Mu’jam Al Ausat” (7/132) e nel “Saghiir” (2/201), e Diaà in “Al Mukhtaar” (5/151-152) e disse: “La sua catena di trasmissione è autentica”. E disse in “Al Mujma'” (10/83): “Lo ha riferito Abu Ia’lah, Al Bazzaar in modo simile, ed altrettanto il Tabarani in “Al Saghiir” e in “Al Ausat” e i suoi trasmettitori sono affidabili”.

[343]         Hai abbracciato l’Islam?

[344]         Riferito da Ibn Abi ‘Asiim in “Al Ahaad ua Al Mathaani” (5/188), Al Tabarani in “Al Kabiir” (7/53,314). Disse Al Haithami in “Al Mujma'” (1/32): “Riferito dal Tabarani, dal Bazzaar similmente. I trasmettitori del Bazzaar sono quelli dell’autentico tranne Muhammad bn Harun Abi Nashiit che è comunque affidabile”.

[345]         Mescolano, avviluppano.

[346]         Idolatria.

[347]         [Al An’aam, 82].

[348]         Colui che conferma con le prove, le dimostrazioni e i miracoli la veridicità dei messaggi rivelati ai profeti.

[349]         [Ta Ha, 124].

[350]         [Al Rum, 30].

[351]         [Fussilat, 11].

[352]         [Mariam, 88-93].

[353]         Nel senso che nessuna dilazione o rinvio del castigo, fu concesso a Faraone e alla sua gente.

[354]         [Al Dukhan, 29].

[355]         [Luqmaan, 13].

[356]         [Al Nahl, 45-47].

[357]         [Al Ra’d, 31].

[358]         [Al ‘Araaf, 98].

[359]         [Al ‘Ankabuut, 40].

[360]         [Al ‘Araaf, 9].

[361]         [Al Zumar, 15 / Al Shurah, 45].

[362]         [Al Saffaat, 22-23].

[363]         [Al Nahl, 97].

[364]         [Al Saff, 12].

[365]         [Al A’raaf, 179].

[366]         [Al Furqaan, 44].

[367]         [Al Anfaal, 50].

[368]         [Ghafir, 46].

[369]         [Al Kahf, 49].

[370]         [Al Nabaà, 40].

[371]         [Al Zumar, 47].

[372]         [Al Ma’aarij, 11-14]

[373]         [Al Rahmaan, 43-44].

[374]         [Al Hajj, 19-21].

[375]         [Mariam, 67].

[376]         [Al Insaan, 1-2].

[377]         [Al Rum, 54].

[378]         I due estremi dell’esistenza umana.

[379]         [Fatir, 15].

[380]         [Al Hajj, 73].

[381]         “Al Fauàid” (pag.56) di Ibn Al Qaiim, con adattamento.

[382]         [Al Nisaà, 28].

[383]         [Al Kahf, 54].

[384]         [Yasin, 77].

[385]         [Infitar, 6-8].

[386]         Vedi: “Miftaah Dar Al Sa’adah” (1/251).

[387]         [Al Nahl, 53-54].

[388]         [Al ‘Imraan, 31].

[389]         [Al Nisaà, 69].

[390]         Non è posseduto da demoni.

[391]         [Sabaà, 46].

[392]         [Al Nisaà, 39].

[393]         “Tafsir Al Quràan Al ‘Adhiim” (1/497), con un leggero adattamento.

[394]         Cioè l’appagasse in modo illecito.

[395]         Muslim, Libro della Zakah, Hadith 1006.

[396]         [Yunus, 108].

[397]         Muslim, Libro della Rettitudine e del legame, Capitolo “L’interdizione dell’ingiustizia”, Hadith 2577.

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